La SAT – Società Alpinisti Tridentini – ha espresso il proprio dissenso alla costruzione di nuovi impianti sul versante nord della Marmolada, proponendo invece un modello di sviluppo alternativo.

In un contesto segnato da un ghiacciaio che purtroppo vive da ormai decenni un’evidente e inarrestabile ritirata, valanghe dalla forza devastante (come quella che lo scorso dicembre ha distrutto il Rifugio Pian dei Fiacconi e la stazione dell’impianto dismesso della vecchia cestovia del Fedaia) e in un momento in cui si registra un cambio generale di approccio alla montagna invernale – accelerato dalla chiusura forzata degli impianti a causa della pandemia – proprio a Pian dei Fiacconi va avanti il progetto per la nuova cabinovia.

La SAT ha reso chiara la propria posizione in merito spiegando anche quali siano le proposte per la Marmolada, sostenute in modo unanime dalle diverse associazioni alpinistiche. Da tempo, infatti, la SAT si è mossa insieme al CAI (Club Alpino Italiano) e all’AVS (Alpenverein Südtirol) per dire no alla costruzione di nuovi impianti sulle Alpi.

Per quanto riguarda la Marmolada, l’intento è quello di far tornare la regina delle Dolomiti la “Montagna” per antonomasia, con un progetto di sviluppo sostenibile per valorizzarne gli aspetti alpinistici, storici e culturali. 


Il comunicato della SAT sulla Marmolada

Riportiamo di seguito il documento con cui la SAT esprime la propria posizione sulla questione che riguarda la Marmolada.

CAI, SAT, AVS: no ai nuovi impianti di risalita sulla Marmolada

Nel 2015, assieme a CAI VenetoCAI Alto Adige e AVSla SAT ha preso posizione contro una strategia di sviluppo della Marmolada volta alla costruzione di nuovi impianti di risalita, denunciando il rischio di compromettere non solo l’integrità del ghiacciaio stesso, ma anche il riconoscimento delle “Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO”.

A distanza di 6 anni e dopo un evento valanghivo eccezionale, le ipotesi di sviluppo del versante settentrionale della Marmolada vertono ancora sul rilancio dello sci alpino. Una strategia che pare prescindere non solo dalla evidente precarietà e delicatezza ambientale, accentuata dalla crisi climatica in atto, ma anche dai molteplici valori che la Marmolada racchiude e dai quali siamo convinti si debba partire per delineare una strategia alternativa volta a restituire alla Regina delle Dolomiti selvatichezza, fascino e identità.

La Marmolada può e deve tornare “La Montagna”

La Marmolada è una montagna iconica: il suo valore naturale e paesaggistico, le sue peculiarità legate all’alpinismo e alle vicende belliche, la rendono unica fra tutte le altre cime circostanti. La Marmolada può e deve tornare “La montagna” dove, a partire dai predominanti aspetti naturalistici, mettere a valore quelli più propriamente alpinistici, storici e culturali. 

Le proposte della SAT per la Marmolada

A partire da queste premesse la SAT propone:

  • l’abbandono di ogni progetto di rilancio e potenziamento dello sci alpino, per recuperare la Marmolada quale luogo di elezione per l’alpinismo, nella sua accezione più alta di esplorazione, avventura, scoperta ma anche di ricerca naturalistica e storica;
  • la totale rimozione degli impianti ancora presenti sul versante settentrionale della Marmolada, inclusi quelli già dismessi e relativi resti;
  • la ricostruzione del rifugio Pian dei Fiacconi, in area a minor rischio valanghivo, per restituire ai frequentatori un importante punto di riferimento, per corsi di formazione e approfondimento delle tecniche alpinistiche ma anche dei valori ambientali e storici del luogo;
  • dare attuazione ad un progetto di comunità volto alla gestione, ripristino, valorizzazione e promozione dell’area trentina della Marmolada, sull’esempio della proposta di Ecomuseo dell’Immaginario, già condivisa dall’amministrazione comunale uscente di Canazei, mettendo a valore i punti di forza già presenti: assieme al rifugio Pian dei Fiacconi, la Capanna Penia e il Museo della Guerra. Ma che sappia anche affrontare le criticità: non solo i vecchi impianti da eliminare, ma anche un ripensamento della fruizione e uso dell’area del Lago e Passo Fedaia.

Il documento è stato approvato dal Consiglio Centrale della SAT nella seduta del 17 febbraio 2021, dopo averlo condiviso con le Sezioni fassane: Moena, Pozza di Fassa e Alta Val de Fasha.