Sulla Marmolada, a Pian dei Fiacconi, sarà una nuova cabinovia a sostituire la storica cestovia del passo Fedaia, dismessa nel settembre 2019.

Rispetto al vecchio impianto di risalita, quello nuovo sarà “più sicuro, meno impattante sull’ambiente e più confortevole per i turisti”: così lo presenta la società Funivia Fedaia Marmolada.

A dicembre 2020 un’enorme valanga ha devastato il rifugio Pian dei Fiacconi (qui l’articolo che parla degli ingenti danni al rifugio e qui i riferimenti per la raccolta fondi) e ha distrutto pure la stazione a monte della ex cestovia, che si trovava accanto al rifugio.

Ma non ha demoralizzato Alex Mahlknecht, titolare con la famiglia della società Funivia Fedaia Marmolada, che anzi è ancora più convinto della bontà del nuovo progetto.

La stazione a monte della ex cestovia travolta dalla valanga
La stazione a monte della ex cestovia travolta dalla valanga a Pian dei Fiacconi

La stazione a monte della nuova cabinovia sarà spostata rispetto all’arrivo della storica cestovia

“Proprio per realizzare un impianto più sicuro e protetto dai fenomeni valanghiferi – spiega l’imprenditore Alex Mahlknecht della società Funivia Fedaia Marmolada – abbiamo previsto che la stazione a monte della futura cabinovia arrivi 70 metri più in quota, con la linea spostata di una cinquantina di metri verso sinistra.

La stazione a monte sarà posta accanto al rifugio Ghiacciaio Marmolada che non è stato nemmeno sfiorato dalla valanga. Valanga che ha dimostrato come non fosse sicuro il luogo dove era posizionato l’arrivo della cestovia”.

Pian dei Fiacconi oggi (dicembre 2020): ecco dove sarà la stazione a monte della nuova cabinovia

Come sarà il nuovo impianto sulla Marmolada?

L’iter per l’approvazione del progetto del nuovo impianto in sostituzione della cestovia, dismessa nel 2019 perché arrivata a fine vita, è avviato da tempo.

Mahlknecht descrive così le caratteristiche della cabinovia: “L’impianto sarà dotato di cabine chiuse da 10 posti ciascuna. La portata oraria non varierà di molto rispetto al passato: si passerà dalle 472 persone l’ora della cestovia, alle 500 della cabinovia. Abbiamo ritenuto che questi numeri fossero sufficienti poiché non si tratta di un luogo da turismo di massa.

Migliorerà nettamente l’impatto sull’ambiente poiché la nuova linea sarà dotata di 9 piloni di cui 4 in prossimità delle stazioni di partenza e di arrivo.

Quindi visibili nel paesaggio lungo il percorso ne rimarranno solo 5, contro i 27 dell’impianto precedente. Questi 5 piloni poi non necessiteranno nemmeno di paravalanghe poiché posti in posizioni molto sicure”.

Per chi è stato pensato questo impianto?

Escursionisti e turisti avranno così a disposizione un impianto più confortevole rispetto alla cestovia che era aperta e richiedeva una certa agilità per salirvi poiché andava presa al volo, letteralmente saltandoci su.

“Il pubblico potrà salire più agevolmente in quota e in sicurezza. L’impianto è stato pensato per chi in estate vuole partire per le vie ferrate e per le escursioni sul ghiacciaio e in inverno per il freeride. In inverno si potrà scendere lungo la pista di sci che a monte avrà una curva in più” – spiega Mahlknecht.

L’inizio dei lavori e il periodo di apertura del nuovo impianto

L’iter burocratico per ottenere i permessi per iniziare i lavori è ancora in corso. La speranza della società è di poter avviare il cantiere nell’autunno del 2021.

Già definito è invece il periodo di apertura al pubblico della nuova cabinovia: “La strada del passo Fedaia è poco accessibile nelle settimane più fredde dell’inverno perché è soggetta a slavine, soprattutto sul versante bellunese. Quindi, la cabinovia verrà messa in funzione da metà di febbraio, quando ci saranno le condizioni adatte per il freeride, per continuare a primavera e in estate fino ad autunno inoltrato. Vogliamo dare la possibilità agli sportivi di sfruttare la prima neve in autunno e di fare scialpinismo sfruttando l’ultima neve a tarda primavera“, conclude Mahlknecht.