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Sono attive le raccolte fondi per il futuro del Rifugio Pian dei Fiacconi, colpito da una enorme valanga il 14 dicembre 2020, che ha travolto e distrutto le strutture del rifugio situato sul versante nord della Marmolada, a 2626 metri di quota.

Da 20 anni, il proprietario e gestore del Rifugio Pian dei Fiacconi è Guido Trevisan, da sempre impegnato attivamente nel veicolare i valori di una fruizione ecosostenibile della montagna.

L’avvio della raccolta fondi è accompagnato da un messaggio chiaro: l’obiettivo del Rifugio Pian dei Fiacconi è ripartire nel rispetto dell’ambiente. “Lo era prima con le piccole e grandi scelte quotidiane, lo sarà domani con un impegno ancora più profondo. Grazie a tutti per continuare a sostenere questo luogo.”

Come aiutare il Rifugio Pian dei Fiacconi?

Chi lo desidera può sostenere il Rifugio Pian dei Fiacconi aderendo alle raccolte fondi attivate dal gestore, Guido Trevisan, con il patrocinio del Soccorso Alpino e Speleologico Nazionale (CNSAS).

È possibile fare un bonifico dell’importo desiderato o partecipare alla raccolta fondi presente sulla piattaforma dedicata Gofoundme.

Riportiamo le coordinate bancarie per effettuare la donazione economica a sostegno del rifugio Pian dei Fiacconi: IBAN IT64I0585635220077571457626
Intestato a Guido Trevisan – Causale del bonifico: Rifugio Pian dei Fiacconi

Ecco invece il link alla raccolta fondi attiva sul sito gofoundme.com.

Obiettivo della raccolta fondi: 260.0000

L’obiettivo della raccolta fondi è di 260.000 euro: a tanto ammontano, infatti, le spese previste dal gestore del rifugio per ripulire la Marmolada, demolendo e rimuovendo gli sfasciumi del Rifugio Pian dei Fiacconi, ed estinguere il mutuo esistente con la banca.

Gli obiettivi di Guido Trevisan per il 2021 sono:

demolire il rifugio e rimuovere tutti gli sfasciumi: per le spese di demolizione e rimozione l’importo stimato è di 120 mila euro.

chiudere il debito con la banca per il capitale rimanente del mutuo sul rifugio: è davvero difficile pensare di ripartire quando si sta ancora pagando qualcosa che non c’è più. Importo: 140 mila euro.

Prima e dopo la valanga: le foto del Rifugio Pian dei Fiacconi

  • Rifugio Pian dei Fiacconi Marmolada
  • Rifugio Pian dei Fiacconi distrutto dalla valanga

Il Rifugio Pian dei Fiacconi raccontato da Guido Trevisan: un rifugio sostenibile sulla Marmolada

Vi invitiamo a leggere le parole con cui Guido Trevisan racconta la sua storia e quella del rifugio Pian dei Fiacconi.

Crediamo possano rendere al meglio l’idea di ciò che rappresentava questo presidio d’alta quota sulla Marmolada, la regina delle Dolomiti, e di ciò che potrebbe tornare ad essere al più presto.

Un rifugio che non era per me soltanto un’attività economica, ma prima di tutto una scelta di vita sostenibile e rispettosa delle Terre Alte.

Pian dei Fiacconi era casa. L’ho acquistato 20 anni fa e ristrutturato con le mie mani, anno dopo anno, con fatica e pazienza.

Era diventato un luogo del cuore per molti escursionisti e anche per famiglie, che trovavano un rifugio accogliente e funzionale, con molte attenzioni per i più piccoli.

Era anche un luogo fondamentale per l’appoggio logistico di alpinisti-scialpinisti e per il Soccorso Alpino, spesso chiamato ad intervenire sulla montagna più alta delle Dolomiti.

Pian dei Fiacconi era sostenibile. Avevo appena completato l’impianto fotovoltaico, che lo rendeva autonomo dal punto di vista energetico. Dal punto di vista idrico era in simbiosi con il ghiacciaio: grazie ad una cisterna di 15000 litri, l’acqua di disgelo e della pioggia era conservata per gli usi di servizio.

Dal 2018 il Rifugio aveva ottenuto il marchio Ecoristorazione Trentino, che certifica l’utilizzo in cucina di materie prime locali e biologiche e scelte rispettose dell’ambiente (carta certificata, prodotti per l’igiene biodegradabili ecc.)

Un esempio concreto che vivere la montagna in modo rispettoso è possibile. Nonostante le difficoltà. 

Questa valanga ha spazzato via in pochi minuti i miei ultimi 20 anni di vita, di lavoro e di sacrifici.

Nonostante questo, da giorni mi interrogo su cosa sia giusto fare, con la consapevolezza che la Natura è maestra e che non si possa in nessun modo prescindere dai suoi segnali.

L’unica mia certezza è che non ricostruirò più forte, più grande e con più cemento: non ho intenzione di impattare sul delicato sistema del ghiacciaio e di creare nuovi rifiuti per le generazioni che verranno.

Ma da qualche parte bisogna ripartire.
La priorità è ripulire. Troppi sono gli scheletri rimasti sulla Marmolada: Pian dei Fiacconi non sarà una ulteriore cicatrice sul versante della montagna. I costi di rimozione sono chiaramente ingenti per le enormi complessità logistiche legate al luogo, raggiungibile solo a piedi o in elicottero.

Il primo intervento da fare sarà “salvare il salvabile”: organizzare una decina di viaggi con l’elicottero per portare al sicuro mobili, elettrodomestici e cibo prima che arrivi il disgelo e bagni tutto.

Successivamente, in estate, si dovrà intervenire per demolire completamente la struttura e rimuoverla.

Infine, bisognerà pensare a una ripartenza, che non implicherà per forza la ricostruzione sul medesimo sito.

Credo che la montagna vada ascoltata, capita e rispettata.

Da ogni catastrofe possiamo imparare qualcosa…

Sarà successivamente necessario un tavolo tecnico politico con la Provincia Autonoma di Trento per capire quando, dove e come ricostruire, senza dimenticare un solo istante che la via da percorrere è una sola: quella che non sfrutta l’ambiente, ma che lo tutela e lo rispetta.

Al progetto seguirà una ricerca fondi per finanziare la ricostruzione del Rifugio Pian dei Fiacconi.

Penso che siamo noi a doverci adattare al posto in cui viviamo e non adattare il posto in cui viviamo alle nostre esigenze: è semplicemente la storia dell’evoluzione.

Il testo in corsivo, scritto da Guido Trevisan, è tratto dal sito gofoundme.com, dove è presente la raccolta fondi attivata dal proprietario del Rifugio Pian dei Fiacconi.


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