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Il Ristoro Belvedere, con la vicinissima Cima Fertazza, è la meta di questa splendida escursione invernale che parte da Selva di Cadore e regala panorami incredibili tra Pelmo e Civetta, nel cuore delle Dolomiti Bellunesi.

La zona è quella della Val Fiorentina, incastonata tra la Val di Zoldo e l’area di Alleghe e Caprile.

Ecco come arrivare al Ristoro Belvedere e Cima Fertazza in inverno.

Partenza e arrivo: da Selva di Cadore al Ristoro Belvedere, sul Monte Fertazza

Il punto di partenza di questo itinerario sulla neve è Pescul, frazione di Selva di Cadore. Il punto di arrivo è il Ristoro Belvedere (leggi la scheda del rifugio), una baita in legno meravigliosa e accogliente, collocata a 2080 metri di altitudine sul Monte Fertazza. A pochi passi dal rifugio c’è Cima Fertazza, un balcone panoramico situato esattamente tra il Pelmo e il Civetta, con vista a 360° sulle Dolomiti.

Come arrivare al Ristoro Belvedere in inverno?

Ci sono varie possibilità per arrivare al Ristoro Belvedere in inverno. Ecco qui le principali. Il rifugio si trova proprio in cima al monte Fertazza, a oltre 2000 metri.

– Con gli impianti

Solitamente, durante la stagione invernale si può raggiugere il Ristoro Belvedere comodamente con gli impianti di risalita del comprensorio Ski Civetta (nel circuito Dolomiti Superski). Proprio di fronte al rifugio si trova infatti l’arrivo della seggiovia Fertazza, che sale da Pescul (Selva di Cadore) e può essere raggiunta con gli sci ai piedi partendo da Pescul, Alleghe o Palafavera in Val di Zoldo.

A piedi, con le ciaspole o gli sci d’alpinismo

Ma la seggiovia non rappresenta di certo l’unico modo per raggiungere questo bel ristoro d’alta quota: in inverno, si può arrivare al Ristoro Belvedere anche con una escursione sulla neve, da fare con le ciaspole o gli sci d’alpinismo, partendo dal piazzale di Pescul, a Selva di Cadore. Di seguito trovate la descrizione passo passo di questa ciaspolata, una delle più belle da fare tra le Dolomiti Bellunesi.

Ristoro Belvedere, Pelmo e impianti Fertazza
Ristoro Belvedere, Pelmo e impianti Fertazza

Cima Fertazza e Ristoro Belvedere con le ciaspole: il percorso da Selva di Cadore

Difficoltà

L’escursione che porta al Ristoro Belvedere e a Cima Fertazza da Selva di Cadore si può definire medio – facile: media perché c’è da superare un dislivello di 680 metri, facile perché non presenta particolari difficoltà tecniche. Insomma, non è brevissima né pianeggiante e richiede, come tutte le escursioni in montagna, l’adeguata attrezzatura e un minimo di allenamento.

Informazioni pratiche

Partenza: Pescul di Selva di Cadore, piazzale impianti (altitudine: 1400 metri slm)
Arrivo: Ristoro Belvedere (altitudine: 2080 metri slm) e Cima Fertazza (2101 metri slm)
Dislivello: +680 metri 
Durata: circa 2 ora e mezza all’andata
Punti di appoggio: Ristoro Belvedere e Ristoro Fertazza
Mappa escursionistica Tabacco di riferimento: Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine

Consigli

Consigliamo di contattare direttamente il Ristoro Belvedere per avere informazioni aggiornate sull’apertura e la percorribilità dei percorsi: ecco i link alla pagina facebook e al sito del Ristoro Belvedere.

Da Selva di Cadore al Ristoro Belvedere sul Fertazza: descrizione passo passo dell’escursione invernale

Ecco la descrizione dettagliata dell’itinerario che porta al Ristoro Belvedere e Cima Fertazza in inverno.

La partenza da Pescul

L’escursione per arrivare al Ristoro Belvedere – Cima Fertazza partendo da Selva di Cadore inizia dal piazzale degli impianti di Pescul, dove si trova un ampio parcheggio.

Guardando la stazione della seggiovia, sulla destra, si imbocca il sentiero numero sentiero 569, che sale diretto fino al Ristoro Belvedere, passando per il Rifugio Fertazza.

Il percorso da seguire è chiaro e ben segnalato: basterà prestare attenzione ai cartelli – ben presenti – e sarà impossibile sbagliarsi. Secondo le indicazioni, ci vogliono 2 ore e 15 di cammino per raggiungere il Ristoro Belvedere.

Il sentiero che parte dal piazzale di Pescul è largo e ben battuto dal gatto delle nevi. Per questo motivo, spesso non servono le ciaspole (necessarie invece in caso di neve fresca e consigliate comunque nell’ultimo tratto dell’itinerario per evitare di rovinare la traccia battuta) ma sono sufficienti degli scarponcini da trekking (e i ramponcini per avere maggiore presa sui tratti ghiacciati).

Inizialmente, il sentiero 569 si sviluppa nel bosco e sale dolcemente. Si attraversano con due ponticelli altrettanti ruscelli e poi la salita si fa un po’ più marcata: la traccia disegna alcuni ampi tornanti che consentono di guadagnare quota e macinare un po’ di dislivello.

Si incontra qualche bivio ma i cartelli che indicano Fertazza e Belvedere sono sempre ben visibili. Si procede lungo la traccia battuta dal gatto, dedicata proprio a pedoni e ciaspolatori.

Giunti a un bivio – sempre seguendo i cartelli – si svolta verso destra, tenendosi sulla sinistra gli impianti del Fertazza e il ristoro Fertazza. Si continua a salire, fino a raggiungere la croce di vetta posta in cima al Monte Fertazza. Da Cima Fertazza si raggiunge in breve il Ristoro Belvedere

Ovviamente, quando gli impianti sono in funzione è vietato camminare sulla pista da sci ed è necessario seguire l’itinerario alternativo per i pedoni, senza uscire dal tratto battuto e segnato. (scorri le foto)

  • Rifugio Fertazza e Monte Pelmo
  • Panorama sul Pelmo dal Fertazza

Questo ultimo tratto è il più ripido. Noi avevamo ai piedi le ciaspe, perché c’era molta neve fresca. In altre condizioni, ad esempio quando la neve è ghiacciata, si consiglia l’uso dei ramponcini, che consentono di avere maggior aderenza al suolo. In ogni caso, è necessario avere calzature adeguate a un’escursione sulla neve.

Ristoro Belvedere: panoramico e accogliente

Quando si arriva al Ristoro Belvedere, la vista meravigliosa ripaga di ogni fatica: lo sguardo abbraccia insieme Pelmo e Civetta ed è libero di spaziare a 360°. Un Belvedere di nome e di fatto: il panorama di cui si gode da qui è strepitoso e vale la pena di fermarsi ad ammirarlo con tutta calma. (scorri le foto)

Anche perché il Ristoro Belvedere, guidato da Michela Torre insieme alla sua famiglia e ai bravi collaboratori, offre un’accoglienza deliziosa. Accomodatevi all’esterno, sulla terrazza al sole, o all’interno, nella sala accogliente, per gustare i piatti tipici locali e i dolci fatti in casa (clicca sulle foto).

Cima Fertazza: punto di osservazione a 360° sulle Dolomiti

Dal Ristoro Belvedere basta fare pochi passi per raggiungere Cima Fertazza, con la croce di vetta posta a 2101 metri di quota.

Se già al Belvedere il panorama è bellissimo, da quassù la vista si amplia ulteriormente e spazia dal lago di Alleghe alla Marmolada, dal Sella alle Dolomiti Ampezzane, solo per citare alcune delle meraviglie che si possono ammirare da questa vetta.


Informazioni e contatti

Per avere informazioni aggiornate sull’apertura del Ristoro Belvedere sul Monte Fertazza, a Selva di Cadore, vi invitiamo a contattare direttamente il rifugio:ecco i link alla pagina facebook e al sito del Ristoro Belvedere.