Il Giro della Grande Guerra è uno degli skitour più famosi nell’intero carosello del Dolomiti Superski.

Più recente rispetto al Sellaronda (leggi qui la guida completa al Sellaronda), questa escursione da fare “sci ai piedi” sui luoghi della Prima Guerra Mondiale, si sviluppa in un percorso complessivo di decine di chilometri.

Il Giro della Grande Guerra unisce diversi comprensori del circuito Dolomiti Superski: Ski Civetta, Cortina d’Ampezzo (nella zona delle 5 Torri e dei Passi Giau e Falzarego), Alta Badia e Arabba – Marmolada e tocca alcune delle zone delle Dolomiti più legate ai fatti storici dalla Prima Guerra Mondiale (dal Lagazuoi alle Cinque Torri al Col di Lana).

Un’occhiata alla mappa e si nota subito che l’intero itinerario gira attorno al Col di Lana, montagna simbolo della Prima Guerra Mondiale teatro di epiche e aspre battaglie.

Le suggestioni del passato che hanno segnato questo territorio sono una sicura attrattiva per gli appassionati di storia, che sulla Marmolada potranno fermarsi a visitare anche il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m, una realtà che merita sicuramente la sosta.

Tutti gli sciatori apprezzeranno le piacevoli discese lungo divertenti tracciati, tra panorami da cartolina. Senza dimenticare le soste nei rifugi, alcuni dei quali davvero ottimi per la qualità della proposta gastronomica.

Il percorso del Giro della Grande Guerra: orario o antiorario?

Proprio come il Sellaronda, anche questo skitour è un itinerario ad anello e lo si può iniziare da ognuna delle località toccate: potete scegliere il punto di partenza in base alle vostre preferenze.

Il Giro della Grande Guerra si può percorrere sia in senso orario che antiorario. Nei cartelli, il colore blu/lilla indica il verso orario e il rosso quello antiorario. Nella nostra opinione, è meglio fare il giro della Grande Guerra in senso antiorario per 2 motivi:

  1. prima di tutto si scende lungo l’Armentarola, che riteniamo una delle piste più belle al mondo;
  2. e poi, con una minima deviazione dal percorso ufficiale, solitamente si possono attraversare i Serrai di Sottoguda, una stretta gola di rocce ricoperte da cascate di ghiaccio che porta nel paese di Sottoguda, inserito tra i più bei Borghi d’Italia.

Attenzione però. Purtroppo, per ora, i Serrai non sono percorribili poiché l’alluvione Vaia dell’autunno 2018 ha profondamente danneggiato il percorso. In futuro verrà ripristinato, così si tornerà a godere della magia del luogo.

Giro della Grande Guerra: la nostra recensione e la guida passo passo

1. SKI CIVETTA (Alleghe, Pescul e lo skibus per il Passo Giau)

Da Alleghe con 2 veloci cabinovie si sale prima ai Piani di Pezzè e poi ai 1922 metri di quota di Col dei Baldi, luogo perfetto per instagrammare il Pelmo e il Civetta.

Poi ci si si sposta sul Col Fioret (2053 metri), da dove si ammirano il gruppo del Sella e la Marmolada e un’infinita di altre guglie dolomitiche. Con una lunga discesa (si può scegliere tra due varianti, entrambe divertenti) si arriva a Pescul, in Val Fiorentina.

Da qui parte lo skibus per il Passo Giau – località Fedare – dove si prende la seggiovia che sale all’Averau, nel comprensorio di Cortina (area 5 Torri, Falzarego).

2. CORTINA (Passo Giau, Averau, Passo Falzarego, Lagazuoi)

Scendendo dallo skibus che collega Pescul a Fedare, sul Passo Giau, ci si trova catapultati in una delle zone più spettacolari delle Dolomiti. Il Giau, dal quale parte la seggiovia per l’Averau che vi condurrà in quota, è un luogo da favola.

La prima tappa – il pianoro dove si trova il rifugio Averau – è un posto magico, incastonato tra le rocce dell’Averau e del Nuvolau. La vista è incantevole, e la cucina del rifugio è davvero sfiziosa.

Vi suggeriamo una breve deviazione verso il rifugio Scoiattoli in modo da poter ammirare le Cinque Torri in tutta la loro bellezza (calcolate una mezz’oretta tra la discesa dal rifugio Averau allo Scoiattoli e la risalita in seggiovia).

Dal rifugio Averau proseguite verso Col Gallina a da qui al vicinissimo Passo Falzarego: scierete in un paesaggio magnifico, circondati da una natura meravigliosa.

Giunti al passo vi aspetta l’emozionante salita con la funivia del Lagazuoi che, con un balzo di 600 metri a strapiombo sulle rocce, vi porterà dal passo Falzarego poco sotto la vetta del Lagazuoi (2742 metri di altitudine).

All’arrivo della funivia del Lagazuoi il panorama è indimenticabile e va goduto prendendosi tutto il tempo necessario. L’imponente mole della Tofana di Rozes si staglia proprio di fronte al terrazzo, dove lo sguardo è libero di spaziare ammirando innumerevoli vette dolomitiche, dall’Averau al Pelmo, dalla Croda da Lago alla Civetta, fino alla Marmolada e alle Pale di San Martino.

Vale la pena – anche se si hanno gli scarponi ai piedi – fare la brevissima passeggiata al rifugio Lagazuoi, dove si può mangiare (bene) e, volendo, anche fermarsi a dormire: dalla sua terrazza sospesa tra le Dolomiti si ha la sensazione di dominare il mondo!

3. ALTA BADIA (Armentarola, Rifugio Scotoni, Piz Sorega, Pralongià, Passo Campolongo)

Con ancora negli occhi le meraviglie ammirate dal Lagazuoi, ci si abbandona ad una spettacolare discesa lunga più di 7 chilometri per un dislivello di 1130 metri: è l’incanto dell’Armentarola.

Più che una pista da sci, possiamo definire l’Armentarola un’esperienza unica, che sposa il piacere di sciare in un contesto di infinita bellezza a passaggi indimenticabili. Incontrerete scenografiche cascate di ghiaccio, rocce maestose e, alla fine, la slitta trainata dai cavalli per attraversare il bosco (leggi la guida con tutti i segreti per vivere al meglio l’Armentarola).

Tappa immancabile, la sosta nella radura del rifugio Scotoni: la terrazza assolata è un invito a fermarsi e la cucina è ottima (la sua carne alla griglia non teme rivali).

Dal Lagazuoi si è così giunti alle porte di San Cassiano, da dove ha inizia un’altra lunga e rilassante tappa: la salita fino al passo Campolongo.

È un tragitto molto piacevole che porta alla scoperta della zona più assolata dell’Alta Badia, panoramica e ricca di ottimi rifugi e di piste facili, larghe e divertenti che si insinuano tra le foreste di conifere.

Le località di riferimento sono Piz Sorega (a 2003 metri slm, qui arriva la cabinovia che sale da San Cassiano) e, più avanti, Pralongià (2157 metri slm), dove sorge l’omonimo rifugio con accanto una splendida chiesetta. Da qui, dopo un paio di belle piste intervallate da una risalita in seggiovia, si arriva prima sul Monte Cherz (2095 metri slm), poi al Passo Campolongo.

4. ARABBA – MARMOLADA (Passo Campolongo, Arabba, Porta Vescovo, Malga Ciapela, Marmolada e ritorno ad Alleghe)

Esattamente sul passo Campolongo si tornerà nel Bellunese, o meglio in terra Fodom, nel comprensorio di Arabba – Marmolada. Una comoda seggiovia porta al Bec de Roces (2160 metri slm), altro luogo super panoramico da dove si ammirano le vicine pareti del Sella e, sullo sfondo, tante delle Dolomiti più famose, come il Pelmo, il Civetta e la Marmolada.

È un piacere scendere verso Arabba su piste che alternano dolci pendenze a tratti più ripidi. Con le seggiovia Arabba Fly – non poteva esserci nome più azzeccato dato che “sorvola” il paese – si passa sul versante di Porta Vescovo, posto da sogno per chi ama le piste ripide e impegnative.

Si sale in quota o con una cabinovia (con stazione intermedia) o con la funivia che arriva in prossimità del rifugio Gorza. Consigliamo caldamente di fare visita a questo rifugio per la sua splendida terrazza, dalla quale si gode della più bella vista sulla Marmolada e sul Sella, ma anche per togliersi delle golose soddisfazioni.

La cucina del Rifugio Gorza è molto curata tanto al self service quanto al ristorante gourmet “Viel del Pan”, con il relativo bistrot: la pasta ad esempio è fatta in casa e si possono assaggiare le migliori materie prime locali.

Da quassù si punta dritti verso il passo Padon (2370 metri slm) raggiungibile solo tramite due vetuste seggiovie biposto (se odiate le code, evitate di passare di qui a metà mattina nei periodi di alta stagione).

Scollinato il passo, inizia la discesa in direzione Malga Ciapela, sempre al cospetto della Marmolada, detta la Regina della Dolomiti essendo la cima più alta con i suoi 3342 metri di altitudine.

A Malga Ciapela, proseguire sulla Marmolada o rientrare verso Alleghe?

A Malga Ciapela vi troverete di fronte a una scelta: prendere lo skibus diretto ad Alleghe e terminare così il vostro Giro della Grande Guerra, oppure regalarsi le ultime, grandi soddisfazioni salendo con i tre tronconi di funivia in cima alla Marmolada (l’impianto arriva a Punta Penia, 3265 metri).

Da quassù ammirerete dall’alto la regione dolomitica sino alle vette di confine con l’Austria, con tutte le cime ai vostri piedi: un panorama migliore non si potrebbe neppure immaginare. Inoltre, proprio a Serauta sulla Marmolada si trova il Museo dedicato alla Prima Guerra Mondiale.

Poi vi dedicherete alla lunga discesa della pista La Bellunese che termina proprio a Malga Ciapela dopo ben 12 chilometri. Il primo tratto, quello che passa lungo il ghiaccio fino a qualche anno fa sciabile anche d’estate, è il più divertente per la sua ampiezza e le pendenze perfette per i grandi curvoni. Bello anche il passaggio con vista sul lago Fedaia. Si termina su un dolce pendio nel bosco, tra le baite.

Arrivati a Malga Ciapela non rimane che prendere lo skibus per Alleghe.

I rifugi più belli lungo il Giro della Grande Guerra

Sono molti i rifugi che si incontrano percorrendo il Giro della Grande Guerra. Nella nostra descrizione dello skitour ci siamo soffermati su quelli che secondo la nostra opinione meritano una sosta (li trovate evidenziati nei blocchi beige nel testo). Abbiamo scelto un rifugio per ciascun comprensorio toccato dal Giro:

  • SKI CIVETTA: Rifugio Belvedere – Cima Fertazza
  • CORTINA: Rifugio Averau
  • ALTA BADIA: Rifugio Scotoni
  • ARABBA: Rifugio Luigi Gorza

Giro della Grande Guerra: durata e tempi di percorrenza

Per poter completare uno skitour lungo e articolato come quello della Grande Guerra, è necessario avere a disposizione un’intera giornata.

Due tratti del percorso si completano necessariamente con lo skibus e in entrambi i casi il viaggio dura 20 minuti: da Pescul (Ski Civetta) a Fedare (Cortina) e da Malga Ciapela (Arabba – Marmolada) ad Alleghe (Ski Civetta).

Giro della Grande Guerra: mappa e info aperture impianti

Questo skitour, come abbiamo detto, si sviluppa a cavallo di Veneto e Alto Adige, attraversando quattro comprensori. Visualizza la mappa del Giro della Grande Guerra fornita da Dolomiti Superski.

Per essere aggiornati sull’apertura degli impianti interessati dal giro, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale di Dolomiti Superski.