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Rifugio Scotoni – San Cassiano, Alta Badia

Il Rifugio Scotoni in Alta Badia vanta una posizione da sogno, ai piedi dell’Armentarola. Siamo nella zona di San Cassiano, al centro dell’Alpe Lagazuoi, sotto un parete verticale di dolomia, in una conca punteggiata da cirmoli verdissimi. Attorno, un paesaggio di cartolina con una corona di splendide guglie che sembra proteggere il bosco di conifere.

Lo Scotoni è uno dei rifugi più belli delle Dolomiti per la location, certo, ma anche per l’offerta gastronomica di eccellente livello.

E a dirlo non siamo solo noi, ma anche lo chef stellato Norbert Niederkofler che ha messo lo Scotoni sul podio dei rifugi dell’Alta Badia, insieme al Rifugio Col Alt, sopra Corvara.

“Il Rifugio Scotoni un posto splendido. Una baita tutta in pietra e legno in mezzo alla natura. E si mangia dell’ottima carne!” ci ha detto lo chef Niederkofler, insignito di tre stelle Michelin al vicino ristorante St. Hubertus.

Un po’ di storia: il Rifugio Scotoni e la famiglia Agreiter

Il rifugio Scotoni fu costruito nel 1967 da Erwin Agreiter e Helga Flöss Agreiter. Dal 2002 è gestito dal figlio Christian, vero re della brace, e dalla moglie Manuela, tanto simpatica quanto abile nel coordinare il servizio per servire al meglio gli ospiti anche nei momenti di maggior afflusso.

Il rifugio

Il Rifugio Scotoni è aperto in estate e in inverno. Ci si può accomodare fuori, nella splendida terrazza baciata dal sole, oppure all’interno, nella sala da pranzo arredata in stile montano con il mobilio rustico, autentico e scenografico.

D’estate ci si può fermare a dormire: questo rifugio alpino offre infatti anche camere, semplici ma curate e accoglienti, da 4 a 6 posti letto.

La cucina

Il menù del Rifugio Scotoni ha tra i suoi punti di forza la celeberrima carne alla griglia cucinata magistralmente. Da non perdere, quindi, la bistecca alla fiorentina di Dario Cecchini (proprio lui, il macellaio re della ciccia di Greve in Chianti) o la grigliata mista Scotoni.

Ottimi i primi, all’insegna della tradizione, quali le tagliatelle fatte in casa al ragù di selvaggina o le penne alla pastora.

Tra i dolci consigliamo il tipico kaiserschmarren e lo strudel di mele casalingo.

Molto interessante la carta dei vini, con tante referenze importanti da tutto il mondo e una generosa selezione di rossi altoatesini e toscani.

Rifugio Scotoni: come arrivare con gli sci

Il Rifugio Scotoni si trova lungo la pista “Armentarola”, una delle più scenografiche dell’intero carosello Dolomiti Superski. In inverno, si può quindi arrivare con gli sci ai piedi, scendendo proprio lungo l’Armentarola dal Lagazuoi.

Il percorso completo prevede quindi la salita in funivia dal Passo Falzarego al Lagazuoi, e poi la discesa lungo l’Armentarola in direzione San Cassiano.

Rifugio Scotoni: come arrivare in estate

Sono molte le escursioni che conducono al Rifugio Scotoni durante la bella stagione. Si può partire da San Cassiano, dirigendosi verso il Rifugio Capanna Alpina, per poi proseguire da lì con una passeggiata lungo la strada sterrata verso lo Scotoni.

Oppure, si può arrivare allo Scotoni dal versante opposto, ad esempio scendendo dal Lagazuoi.

Per informazioni

Per ulteriori informazioni e per conoscere il periodo di apertura, vi invitiamo a consultare il sito del Rifugio Scotoni.

Curiosità: perché il rifugio Scotoni si chiama così?

È l’estate del 1943 quando Gino Pisoni, accademico del CAI e alpinista trentino, scala insieme a Guido Leonardi una cima fino ad allora inviolata a nord-est della punta centrale di Fanis, rivolta verso le Conturines. Dopo l’impegnativa ascensione, Gino decide di dedicare la vetta a Luigi Scotoni, alpinista irrequieto e autore di imprese audaci, come le vie aperte sulle Dolomiti di Brenta a soli 17 anni o il tentativo di salita solitaria del Cervino per la Cresta del Leone, pur non avendo mai visto le Alpi Occidentali se non in fotografia e con una piccozza costruita artigianalmente da lui stesso! Prima, era stato cacciatore di orsi e di lupi nelle foreste americane, aveva fatto il cercatore d’oro in Alaska, aveva viaggiato su velieri attraverso l’oceano… e chissà quante altre esperienze avventurose avevano costellato la sua vita.

Ma come erano entrati in contatto Scotoni e Pisoni? Un giorno, quest’ultimo aveva appuntamento sulle Dolomiti di Brenta con l’amico alpinisra Ettore Castiglioni. Stava pedalando lungo la bianca stradina che costeggia la riva destra dell’Adige, quando a Ischia bucò una gomma. Poco più avanti c’era la casa di Luigi Scotoni. Alpinista di classe, viaggiatore d’eccezione, fervente patriota e irredentista trentino – al quale chiese un po’ di mastice e una pezza per la riparazione. Ma quello, saputo dell’appuntamento, gli prestò volentieri la sua bicicletta, perché potesse proseguire subito il viaggio. Fu così che Gino Pisoni conobbe quel personaggio, col quale avrebbe avuto poi occasione di intrattenersi per ascoltarne, affascinato, le vicissitudini.

Ecco, nel 1943, Gino Pisoni battezza la vetta appena conquistata cima “Scotoni”. Anche il rifugio, situato ai piedi di quelle rocce, gli rende omaggio.

Dopo l’impresa di Pisoni e Leonardi, negli anni ’50 alla loro via si sono aggiunte quella degli “Scoiattoli” di Cortina”: nel 1945 la via Costantini, Apollonio e Pompanin, e, nel 1952, quella di Luigi Ghedina, Lino Lacedelli e Guido Lorenzi, sulla strapiombante parete sud-ovest, ripetuta poi anche da Reinhold Messner.

Foto e testo © Dolomiti Review

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