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40 chilometri di pura meraviglia: il Sellaronda, nel circuito Dolomiti Superski, è sicuramente uno degli skitour più spettacolari al mondo.

Merito dei panorami che si ammirano spostandosi con gli sci da una vallata all’altra, sempre al cospetto delle imponenti guglie del massiccio del Sella e delle strepitose rocce delle Dolomiti, riconosciute dall’Unesco patrimonio dell’umanità. E merito anche delle bellissime piste da sci che si percorrono lungo l’itinerario.

Il giro sciistico del Sellaronda è uno skitour, cioè un’escursione “sci ai piedi” che tocca quattro passi dolomitici (passo Sella, Gardena, Pordoi, Campolongo) e altrettante note località: Arabba, Alta Badia, Val Gardena e Val di Fassa. Ecco perché il Sellaronda è conosciuto anche come “Giro dei Quattro Passi” – i quattro passi attorno al massiccio del Sella – da percorrere con gli sci.

Sellaronda: tutto quello che c’è da sapere sul Giro dei 4 passi

Il Sellaronda è un giro sciistico ad anello che vi consente di esplorare 4 passi e altrettanti valli dolomitiche nel circuito Dolomiti Superski. Può essere percorso in due sensi di marcia (orario o antiorario) e si può accedere da una qualsiasi delle 4 valli.

Il Giro dei 4 passi con gli sci richiede tempo e merita di essere fatto con calma: considerate di dedicare un’intera giornata a questo ski-tour. Controllate sempre gli orari degli impianti per essere sicuri di rientrare alla base in tempo.

Le piste, sempre ben battute, sono adatte agli sciatori di medio livello. Complessivamente i chilometri di piste sono 26, quelli serviti dagli impianti 14.

Modernissimi impianti hanno relegato al dimenticatoio le lunghe code di un tempo ormai remoto. Il giro del Sellaronda ha una durata che copre tutta la giornata. 

Prima di tutto, ricordatevi di verificare l’apertura del Sellaronda sul sito ufficiale del Dolomiti Superski, sempre aggiornato!

Per percorrere il Sellaronda è necessario acquistare lo skipass Dolomiti Superski, in vendita alla partenza degli impianti di ogni località inserita nel carosello sciistico.

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Sellaronda: guida completa allo skitour Dolomiti Superski


Sellaronda: meglio orario o antiorario? Verde o arancione?

Il Sellaronda si può percorrere in senso orario o antiorario. Lo indicano bene anche i cartelli dislocati lungo le piste, di colore verde e arancione: verde per il percorso antiorario, arancione per il senso orario. 

Quale direzione scegliere? Senso orario o antiorario? Verde o arancione? Entrambi, secondo noi. Un giorno uno e, la volta dopo, l’altro. Cambiano le piste, gli impianti, i rifugi e anche i panorami poiché ci sono luoghi (come ad esempio la splendida Città dei Sassi) che si attraversano solo in uno dei due sensi orari. Qui vi descriviamo entrambi gli itinerari: date uno sguardo alla mappa (Ski Map del Sellaronda), e poi a voi la scelta!

Da dove si parte? Trattandosi di un giro ad anello, potete iniziare il Sellaronda da dove più vi fa comodo.

I principali punti di accesso diretto al circuito del Sellaronda si trovano nelle località sciistiche di Arabba, Corvara o Colfosco, Selva o Santa Cristina e Canazei. Al circuito ci si può immettere anche da altri paesi (come Ortisei, La Villa, San Cassiano e Campitello di Fassa) sfruttando i collegamenti sciistici.

SELLARONDA IN SENSO ANTIORARIO (verde sulla skimap)

1. Da Arabba all'Alta Badia (passo Campolongo)

Dal paese di Arabba una prima seggiovia porta la rifugio Burz. È la nostra scelta per la sosta: inaugurato nel 2013, il locale offre una valida cucina (anche pizze), interni eleganti e un bellissimo panorama sul Sella e sulle Dolomiti bellunesi, tra cui il Pelmo e il Civetta.

Dal Burz, dopo una breve pista, si prende la seconda seggiovia, che porta al pianoro del rifugio Bec de Roces. Salendo ci si avvicina sempre di più alle rocce del Sella e l’entusiasmo si accende.

Dal Bec de Roces, con una pista poco impegnativa si giunge al passo Campolongo (1875 metri).  Dal qui una terza seggiovia porta alla pista che parte poco più sopra, dal Piz Boè. E’ una splendida rossa che scende nel bosco sino a Corvara in un paesaggio incantato.

2. Dall'Alta Badia alla Val Gardena (passo Gardena)

Da Corvara, vivace paese dell’Alta Badia, si sale comodamente al passo Gardena (2137 metri) passando per Colfosco.

Dagli impianti si ammirano lo splendido panorama della Val de Mezdì, che si apre a sinistra tra le rocce del Sella e, dalla parte opposta, l’imponente mole del Sassongher che domina sui paesi. Salendo, a 2222 metri di quota, incontrerete il rifugio Jimmi: bellissima struttura dall’offerta di ottimo livello qualitativo e con una terrazza panoramica da sogno.

Il rifugio Jimmy Huette, sul Passo Gardena – Foto © Dolomiti Review

Giunti in cima al passo Gardena sarà impossibile non estrarre lo smartphone dalla tasca e iniziare a scattare foto: ovunque si volga lo sguardo la vista è uno spettacolo. È quindi il momento di affrontare una delle più belle piste delle Dolomiti, la “Dantercepies” che termina a Selva di Val Gardena. Il tracciato è divertentissimo dall’inizio alla fine, quando si passa tra le belle case del paese, che si trovano proprio accanto al tracciato.

3. Dalla Val Gardena alla Val di Fassa (passo Sella)

Da Selva di Val Gardena la salita al Ciampinoi (2254 metri) è rapida grazie a un comoda cabinovia. Siamo qui su un terrazzo naturale affacciato sulla Val Gardena. Si ammirano le pareti del Sassolungo e del Sella, l’Alpe di Siusi e lo Sciliar, e anche i paesi Selva, Santa Cristina e Ortisei.

Adesso bisogna sciare fino a Pian de Gralba (1800 metri), tappa fondamentale per raggiungere poi il passo Sella. Una nuovissima cabinovia – i sedili sono comodissimi e riscaldati! – porta sino a Piz Seteur, sito molto panoramico.

Poco sotto si incontra l’omonimo rifugio, locale che punta sui piatti della tradizione altoatesina e sull’intrattenimento musicale, con uno splendido terrazzo affacciato sulle pareti del Sella. Le foto alle rocce del Sella che si ergono di fronte all’obiettivo saranno spettacolari.

L’accogliente Baita Ciavaz – Foto © Dolomiti Review

Nelle vicinanze – vicino alla prossima seggiovia che si prende per proseguire il Sellaronda – incontrerete Baita Ciavaz, piccolo e caratteristico rifugio tutto in legno famoso per le specialità tirolesi.

A due passi c’è la seggiovia che conduce alla meravigliosa Città dei Sassi. È un’area che si estende sotto il Sassolungo, attraversarla è un’esperienza da ricordare. Si passa su una pista pianeggiante che d’estate è un fantastico sentiero, tra rocce di varie dimensioni, in una scenografia degna di una fiaba. Pieni di entusiasmo vi avvierete alla discesa in direzione Canazei.

La prossima tappa è Pian Frataces (1715 metri). Vi attende una sciata di una ventina di minuti, i più divertenti dei quali sulla pista 3 -Tre, una delle più belle discese della Val di Fassa. Se prima volete riposarvi e ammirare il panorama del passo Sella e di Col Rodella, il rifugio Salei risulterà un’ottima scelta.

4. Dalla Val di Fassa ad Arabba (passo Pordoi)

Da Pian Frataces si punta al passo Pordoi (2239 metri) al quale si approda con 2 veloci impianti che sorvolano la skiarea del Belvedere di Canazei. Ed è proprio un “bellissimo vedere” quello che si gode in questo ennesimo punto panoramico dalla superba vista a 360 gradi: basta spostare di poco lo sguardo per ammirare in successione Sella, Sassolungo e Catinaccio. Ma anche Marmolada e Tofane, giusto per citare alcune delle vette più note.

La discesa verso Arabba è lunga (una decina di chilometri) ma dolce e piacevole, ideale per lasciare correre gli sci soprattutto nella parte finale.

Alle porte del paese ci si tiene sulla sinistra per salire sull’Arabba Fly, la seggiovia che attraversa l’abitato e consente di evitare il poco piacevole attraversamento a piedi della strada, come in passato.

SELLARONDA IN SENSO ORARIO (arancione sulla skimap)

1. Da Arabba alla Val di Fassa (passo Pordoi)

Si inizia con un tappone dolomitico che risulterà tutt’altro che faticoso. Si sale da Arabba al passo Pordoi (2239 metri) con moderni impianti, tra cui la nuova cabinovia Portados verso Porta Vescovo e una moderna seggiovia (non è più necessario, come un tempo, affrontarne il muro di Porta Vescovo, piuttosto impegnativo).

Giunti in quota ci si dirige sull’altro versante, per prendere l’ancor più recente cabinovia Fodom.

In cima al passo Pordoi, una breve ma piacevole pista porta alla prossima seggiovia. Qui incontrerete il rifugio Fodom, valida opzione per una pausa gustosa e rigenerante. Con la seggiovia che parte da qui si sale al Sas Becè (2395 metri di quota). Quassù ci si trova dinnanzi lo spettacolo magnifico del Sella e del Sassolungo e la veduta delle ampie piste del Belvedere di Canazei. Sarà un piacere scivolare su queste nevi baciate dal sole sino ad addentrarsi nel bosco e arrivare a Pian Frataces (1715 metri).

Il Rifugio Sas Becè – Foto © Dolomiti Review

2. Dalla Val di Fassa alla Val Gardena (passo Sella)

Da Pian Frataces si parte verso Col Rodella. Inizia da qui una delle più lunghe discese del Sellaronda, quella che porta a Pian de Gralba (1800 metri) e quindi a Selva, in Val Gardena.

Il Rifugio Salei – Foto © Dolomiti Review

Se volete concedervi un po’ di relax rimarrete soddisfatti dall’offerta dell’accogliente rifugio Salei, dove spesso si ascolta musica suonata dal vivo. Il percorso è facile e panoramico. Segue la rotta del passo Sella, incastonata tra Sassolungo, Sassopiatto e massiccio del Sella, in un paesaggio da cartolina.

Il posto giusto per la sosta è Malga Sella: golosissimi i suoi piatti tirolesi fatti con i prodotti genuini che arrivano dal maso di famiglia. L’accogliente locale sorge in una posizione magnifica e panoramica, sulla sinistra della pista che scende dal passo Sella.

Malga Sella – Foto © Dolomiti Review

3. Dalla Val Gardena all'Alta Badia (passo Gardena)

Da Selva di Val Gardena la seggiovia Costabella consente di portarsi alla partenza della cabinovia Dantercepies con la quale, poi, si raggiunge il passo Gardena (2137 metri). Il panorama è da sballo immediato, come potrete notare dal terrazzo o dalle ampie vetrate del moderno rifugio Dantercepies Alpine Lounge. Guardando a valle, in direzione est, si scorgono i paesi dell’Alta Badia.

È lì che dovrete andare scendendo una lunga pista che corre parallela al versante nord del gruppo del Sella. L’arrivo è a Colfosco, al cospetto del maestoso Sassongher. Per passare a Corvara si prende una cabinovia, sulla quale ci si riposa e si guarda il panorama con gli occhi all’insù.

4. Dall'Alta Badia a Arabba (passo Campolongo)

Dal centro di Corvara si sale rapidamente in quota con la cabinovia Boè. L’impianto arriva a Piz Boè (2224 metri). Per una sosta golosa e ristoratrice consigliamo il rifugio Piz Boè Alpine Lounge, proprio accanto alla stazione a monte. È una struttura moderna, quasi nascosta tra le rocce, che si contraddistingue per le grandi vetrate dalle quali si ammira un panorama a perdita d’occhio sulle Dolomiti e sulle vette di confine con l’Austria.

Verso il moderno rifugio Piz Boè Alpine Lounge – Foto © Dolomiti Review

A questo punto non riusciamo a resistere alla tentazione di suggerire l’unica deviazione dall’itinerario originale del Sellaronda. Se la tabella di marcia ve lo consente – verificate bene sulla mappa e sull’orologio se potete permettervi una deviazione di almeno mezz’ora! – salite al Vallon con la seggiovia che parte davanti al Piz Boè Alpine Lounge.

L’impianto vi porterà proprio sotto le rocce del Sella, a 2550 metri di quota, in uno dei punti più panoramici dell’Alta Badia.

La Marmolada vista dal Vallon – Foto © Dolomiti Review

Da quassù (o dal Piz Boè Alpine Lounge, se non avete fatto la deviazione al Vallon) scendete al Passo Campolongo (1875 metri) da dove si raggiunge con la seggiovia il rifugio Bec de Roces. Qui parte la discesa per Arabba. Per passare sull’altro versante del paese si approfitta dell’Arabba Fly, la seggiovia che attraversa il paese e consente di proseguire il Sellaronda nel tratto Arabba – Val di Fassa.

Sellaronda: 5 consigli pratici per godersi al meglio il Giro dei 4 passi

  1. CARTINA SCIISTICA: ricordarsi di prendere la cartina sciistica del Sellaronda (gratuita) alla partenza del primo impianto. Sarà utile innanzitutto per orientarsi. Permetterà poi di capire quanta strada è stata percorsa e quanta ne rimane. In tal modo si potranno ottimizzare i tempi per godersi in relax discese, panorami e soste nei rifugi. 
  2. VERDE O ARANCIONE, I COLORI DEL SELLARONDA: se nei rifugi non esagerare con bombardini e affini, sarà impossibile perdersi. Il percorso è segnato perfettamente ad ogni bivio e ad ogni impianto con una cartellonistica chiarissima che fa uso anche dei colori: il verde per il senso antiorario, l'arancione per l'orario. 
  3. ORARI: Il Sellaronda si percorre tranquillamente in una giornata. Comunque prima si parte meglio è, così si avrà la certezza di sciare senza dover guardare l'orologio. Consigliamo quindi di non partire dopo le 10 dalla località di partenze e di giungere in cima all'ultimo passo non dopo le 15.30. Il rischio è quello di trovare gli impianti chiusi e di dover chiamare il taxi.
  4. METEO: prima di programmare la vostra giornata dedicata al Sellaronda guardate bene i bollettini meteo di tutte le vallate. Sarebbe un peccato trovarsi in questi luoghi meravigliosi in una giornata senza sole con i monti coperti dalle nubi. Se volete attendere la giornata perfetta consultate il meteo di tutte le valli: può capitare che il sole risplenda solo in alcune zone, mentre nelle altre sia coperto o nevichi.
  5. TAPPE GOURMET NEI RIFUGI: Nei vari tratti tra una vallata e l'altra, vi abbiamo indicato dei rifugi che, secondo noi, meritano la sosta. Li abbiamo selezionati tra quelli che offrono un panorama indimenticabile e anche una valida proposta gastronomica e un ambiente molto curato e confortevole. Ve li ricordiamo qui di seguito.

Sellaronda: i rifugi da non perdere

Sellaronda in senso orario (arancione):

  • Val di Fassa: rifugio Salei (zona del Col Rodella – Passo Sella)
  • Val Gardena: Malga Sella (sulla pista che scende dal Passo Sella verso la Val Gardena)
  • Alta Badia: Piz Boè Alpine Lounge (stazione di arrivo cabinovia Boè)
  • Arabba: rifugio Fodom (sulla pista del passo Pordoi)

Sellaronda in senso antiorario (verde):

  • Arabba: rifugio Burz (sopra Arabba, sul versante nord in direzione passo Campolongo)
  • Alta Badia: Jimmi Huette (salendo da Colfosco al passo Gardena)
  • Val Gardena: Baita Ciavaz (in zona Piz Seteur)
  • Val di Fassa: rifugio Salei (zona del Col Rodella – Passo Sella)