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Incendi di Longarone, aggiornamento 27 marzo: ripresi i focolai, SP 251 chiusa, Cibiana, Duran o Staulanza per raggiungere la Val di Zoldo

Da qualche giorno, diversi incendi hanno colpito il territorio del Comune di Longarone. Qui l’articolo.

Uno di questi ha provocato la chiusura al transito della strada provinciale SP 251 che collega Longarone alla Val di Zoldo: la strada è chiusa per motivi di sicurezza e al momento non si hanno notizie sulla data della sua riapertura, che dipende dall’evolversi della situazione. Il 24 marzo Veneto Strade ipotizzava una settimana, quindi potrebbe restare chiusa almeno fino a giovedì 31 marzo, con notevoli disagi per chi abita in zona. Lunedì 28 marzo, Veneto Strade aveva comunicato che la data di riapertura della strada per Zoldo non era prevedibile (leggi l’articolo con le ultime notizie).

La strada tra Longarone e Zoldo verrà riaperta lunedì 11 aprile 2022. Leggi l’articolo con le notizie più recenti e le modalità di apertura della SP 251: clicca qui.

Nessun problema invece per la viabilità sull’Alemagna: a Longarone si transita regolarmente lungo la SS 50.

Dopo un peggioramento nella serata tra venerdì e sabato, domenica mattina la situazione appare migliorata.

Strada da Longarone a Zoldo chiusa: SP 251 bloccata. Passo Cibiana, passo Staulanza e Passo Duran uniche vie d’accesso per raggiungere la Val di Zoldo.

La strada provinciale SP 251 che collega Longarone e Zoldo resta chiusa e la data della sua riapertura non è al momento prevedibile.

Strade alternative

Per raggiungere la Val di Zoldo bisogna utilizzare le altre vie d’accesso: passo Cibiana (da Venas di Cadore), passo Staulanza (dalla Val Fiorentina, Selva di Cadore), passo Duran (da Agordo, Valle Agordina). Questi passi richiedono prudenza: la carreggiata del Duran è molto stretta e in alcuni punti non è facile scambiarsi nei 2 sensi di marcia. In ogni caso, utilizzando i passi Cibiana, Staulanza e Duran bisogna mettere in conto una durata di percorrenza maggiore rispetto al solito.

Trasporto pubblico

Per raggiungere la Val di Zoldo, i pullman devono transitare per il Passo Staulanza.

Sul fronte del trasporto pubblico, la Dolomiti Bus ha comunicato l’orario provvisorio delle linee extraurbane dei pullman n. 25 (Belluno – Pecol) e n. 40 (Zoppè di Cadore – Forno di Zoldo) in vigore in questi giorni di emergenza. Gli orari saranno operativi da sabato 26/3/2022 fino al ripristino della normale transitabilità della strada. Le nuove tabelle sono disponibili per la consultazione nella sezione orari extraurbani del sito Dolomiti Bus. Per arrivare a Belluno, gli studenti della Val di Zoldo dovranno utilizzare il collegamento in autobus via passo Staulanza e Agordino.

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Orario provvisorio linea autobus 25 – Belluno – Pecol
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Linea 40 FORNO DI ZOLDO- ZOPPE' DI CADORE orario provvisorio si effettua dal 26/3/2022 fino alla riapertura della S.P.251 251 tra Igne e Soffranco S f 7.20 7.32 7.34 7.35 13.42 13.54 13.56 S 15.22 15.23 f 7.20 7.05 7.02 7.38 13.58 15.26 7.42 14.02 15.30 Fermate Facoltative: Belvedere di Zoppè Zoppè di Cadore 13.42 Bragarezza 13.27 Dozza 13.24 Pieve di Zoldo 13.23 15.23 Dozza 13.22 15.22 Sommariva 6.59 13.19 15.19 Forno di Zoldo 6.55 13.15 15.15 Forno Bivio Per Zoppè, Campo Di Zoldo Bivio, f= feriale S= scolastica"
Orario provvisorio linea autobus 40 – Forno di Zoldo – Zoppè di Cadore

Peggioramento tra venerdì e sabato

Purtroppo, nonostante l’intensissimo lavoro delle squadre impegnate nel contenimento degli incendi, la situazione è tornata a peggiorare. Sia lungo la SP 251 (tra Igne, Soffranco e Mezzocanale) sia, in serata, a Fortogna. Su un fronte molto esteso, il vento e la siccità non aiutano le operazioni di spegnimento.

Aggiornamento di sabato 26 marzo 2022

Nella mattina di sabato 26 marzo 2022 sono subito riprese le operazioni di spegnimento degli incendi nel Longaronese, che durante la notte si sono rialimentati non essendo possibile l’utilizzo dei mezzi aerei. “Gli operatori dell’antincendio boschivo operativi in campo dalle prime luci dell’alba”, ha detto l’assessore alla protezione civile regionale Gianpaolo Bottacin.

Il sindaco di Longarone Roberto Padrin ha aggiornato la popolazione. L’incendio che sembrava sotto controllo, quello di Fortogna, purtroppo si è riattivato. Peggiora anche quello lungo la SP 251 che porta in Val di Zoldo.

“Nella notte purtroppo è ripartito un focolaio sopra il cimitero delle vittime del Vajont di Fortogna, gli elicotteri già sul posto dall’alba. – spiega Padrin – Sulla SP 251, l’incendio si è diretto da Soffranco verso Mezzocanale, avvicinandosi pericolosamente ad alcune casere e questo contribuisce purtroppo a mantenere chiusa la 251 della val di Zoldo”.

“L’aria è tornata irrespirabile quindi invito a rimanere in casa il più possibile con mascherine all’aperto”.

Anche il sindaco di Val di Zoldo Camillo De Pellegrin sta informando in maniera puntuale la cittadinanza. “Strada provinciale 251. L’incendio ha ripreso vigore sulle creste. Questo determina l’aumento del fumo in valle. Non ci sono segnalazioni di emergenza per la qualità dell’aria! Rimangono tuttavia valide le raccomandazioni di ieri di Ulss e Arpav. I mezzi sono al lavoro!”

L’incendio visto da Soffranco – foto di Gio Bucataru

Aggiornamento di domenica 27 marzo 2022

Oggi, domenica 27 marzo 2022, la situazione degli incendi di Longarone appare migliorata. Sono ancora in corso le operazioni delle squadre impegnate nel contenimento dei focolai ancora attivi.

Incendio di Fortogna

L’incendio di Fortogna al momento è sotto controllo. Lo riferisce Gianpaolo Bottacin, assessore regionale alla protezione civile.

Incendio di Soffranco, lungo la strada per Zoldo

L’incendio di Soffranco è ancora attivo e domani sarà un’altra giornata impegnativa. Pare che i focolai dell’incendio, che hanno provocato la chiusura per motivi di sicurezza della SP 251 che porta in Val di Zoldo, si siano sposati in alto, sulla Costa del Dou, a quota 1.500-1.800.

Sabato è stato notevole il dispiegamento di forze per contenere l’incendio. Il sindaco di Zoldo Camillo de Pellegrin ha elogiato l’encomiabile lavoro svolto in un’altra giornata intensa: “Sono stati utilizzati 3 canadair inviati dal dipartimento nazionale della protezione civile (ing. Luigi D’Angelo, direttore generale delle emergenze del dipartimento nazionale), più 3 elicotteri Airbus 350 B3 della Protezione Civile della Regione coordinati dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento (Dos) della Regione Veneto. A terra hanno operato i volontari della protezione civile antincendio boschivo e i volontari dei vari distaccamenti dei Vigili del Fuoco (Arabba, Val di Zoldo, Belluno e probabilmente molti altri impegnati sugli altri fronti di incendio). Domani – domenica 27 marzo 2022 – le operazioni riprenderanno al primo mattino. Un grazie di cuore a tutti per l’impegno”, ha dichiarato il sindaco.

Raccomandazioni di ULSS 1 Dolomiti e Arpav

In relazione agli incendi boschivi in fase di definitivo controllo nel Longaronese -Zoldano, ARPAV sta diffondendo progressivamente i dati di monitoraggio della qualità dell’aria relativi a diversi siti di campionamento nel Bellunese e nel Trevigiano.

Si conferma, pur con valori più contenuti rispetto alla fase di picco registrata giovedì 24 marzo, un aumento delle concentrazioni delle polveri (PM10).

Oltre a ciò, nell’atmosfera sono presenti idrocarburi policiclici aromatici (IPA) “con valori riscontrabili in altre situazioni critiche non emergenziali e nell’ordine di grandezza del limite medio annuo”.

Alla luce di ciò, vengono confermate le raccomandazioni ULSS – ARPAV comunicate in precedenza:

  • limitare le attività all’aperto, specie per i bambini e per le persone con malattie respiratorie;
  • indossare mascherina FFP2 per coloro che devono condurre attività all’aperto.

La situazione in essere evidenzia, in estrema sintesi, un impatto territorialmente ampio di un fenomeno acuto di combustione, non dissimile da occasionali situazioni di inquinamento atmosferico di alcuni territori di valle in giornate invernali di inversione termica, con ridotta dispersione aerea dei prodotti di combustione della legna (biomassa) per riscaldamento domestico.

L’esposizione della popolazione a questo inquinamento di durata limitata comporta, per alcune persone “sensibili”, fenomeni irritativi acuti transitori (arrossamento degli occhi, qualche colpo di tosse). Non significative sono, di regola, le ricadute di salute in termini di malattie cronico-degenerative (tumori, malattie respiratorie croniche, ecc.) che richiedono esposizioni di lunga o lunghissima durata (anni), specie se associate ad altri fattori di rischio tumorale e respiratorio (fumo di sigaretta, sedentarietà, ridotto consumo di frutta e verdura).

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