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Più sicurezza e cure immediate sulle nevi di Arabba (Dolomiti Superski), i risultati del progetto “Infermiere in Pista”

Arabba chiude con risultati positivi il progetto pilota “Infermiere in Pista”, attivo nella stagione sciistica 2025-2026 nella Ski Area Arabba Porta Vescovo. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Dolomiti Emergency, ULSS 1 Dolomiti e CIFAM, ha migliorato il soccorso sanitario in pista con cure immediate, triage più efficace e minore ricorso all’elisoccorso. Ora l’obiettivo è rendere il servizio strutturale

Ad Arabba si chiude con un bilancio positivo la prima stagione del progetto pilota “Infermiere in Pista”, iniziativa innovativa che durante l’inverno 2025-2026 ha rafforzato il sistema di soccorso sanitario nella Ski Area Arabba Porta Vescovo, nel comprensorio Arabba Marmolada. I risultati sono stati presentati martedì 14 aprile 2026 al Rifugio Gorza, a Porta Vescovo, nel corso di una conferenza stampa ospitata davanti al panorama della Marmolada.

Il progetto rappresenta un modello avanzato di sanità territoriale integrativa in montagna ed è nato dalla collaborazione tra Associazione Dolomiti Emergency e ULSS 1 Dolomiti, con il supporto strategico del CIFAM – Consorzio Impianti a Fune Arabba Marmolada. L’obiettivo è stato quello di rendere ancora più tempestivi ed efficaci gli interventi sanitari in pista, a supporto delle squadre di soccorso già operative sul territorio, tra cui Esercito, Polizia, Carabinieri e Soccorso Alpino.

Arabba, un progetto pilota per migliorare il soccorso sanitario in pista

Ad aprire la conferenza è stato Diego De Battista, presidente di CIFAM, che ha sottolineato il valore concreto dell’iniziativa per tutto il territorio di Arabba e della Marmolada.

“Come Consorzio Impianti a Fune Arabba Marmolada, abbiamo creduto fermamente in questa iniziativa fin dal primo giorno. Non si tratta solo di logistica, ma di un investimento sul bene comune. Garantire una presenza sanitaria qualificata direttamente sul campo eleva lo standard di sicurezza per i nostri sciatori e per l’intera comunità di Arabba”, ha dichiarato.

Il progetto si inserisce in un contesto geografico complesso e altamente frequentato durante la stagione sciistica, dove la rapidità dell’intervento può fare la differenza nei casi di trauma o emergenza medica.

L’intervento del presidente Diego De Battista

I dati della stagione 2025-2026: 1.931 interventi, 693 ad Arabba

Nel corso della conferenza, il Direttore Generale dell’ULSS 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben ha illustrato i numeri registrati durante la stagione invernale, evidenziando i benefici clinici della presenza di un infermiere specializzato in area critica direttamente sulle piste.

Nel periodo compreso tra l’8 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026, gli interventi in pista sono stati 1.931, un dato sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente. Di questi, il 36% ha riguardato il comprensorio di Arabba, per un totale di 693 interventi, di cui 33 effettuati con la presenza dell’infermiere soccorritore.

Dal Ben ha inoltre ricordato il sostegno economico al progetto: “Il progetto nasce dalla proposta di Dolomiti Emergency, con un contributo di 28.000 euro si aggiunge ad una rete di servizi molto importante, che in sinergia va a tutelare fortemente tutto il territorio della Provincia di Belluno”.

Il soccorso in pista è un lavoro di squadra

Infermiere in pista ad Arabba: cosa fa concretamente

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda il ruolo operativo dell’infermiere in pista, figura specializzata in Area Critica ed Emergenza.

Si tratta di un professionista dotato di zaino sanitario avanzato, comprensivo di farmaci salvavita e defibrillatore, che raggiunge l’infortunato sugli sci o con motoslitta, contemporaneamente o subito dopo i pattugliatori del soccorso piste. In questo modo può iniziare immediatamente le manovre di stabilizzazione clinica, ancora prima dell’arrivo dell’ambulanza o dell’elisoccorso.

A spiegare il valore di questa figura è stata Elisabetta Rorato, intervenuta portando la propria esperienza diretta come infermiere in pista: “Il vero contributo che può portare un sanitario sta nella valutazione in fase di soccorso sia nell’ambito di casi traumatici o di casi medici che richiedono una valutazione specifica che permette di comunicare in maniera più efficiente con la Centrale Operativa. Proprio per questo è stato fondamentale l’essere tutti coordinati dal SUEM”.

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Il valore aggiunto: triage più efficace, pazienti stabilizzati e meno elisoccorso

Il principale valore aggiunto del progetto rispetto al soccorso piste tradizionale sta nella possibilità, da parte dell’infermiere, di eseguire una valutazione clinica avanzata sul posto, monitorare i parametri vitali e somministrare, quando necessario, terapie antalgiche per il controllo del dolore.

Mentre il soccorso piste si occupa della messa in sicurezza e del trasporto primario, la presenza di un infermiere permette di gestire in modo più completo i casi complessi già nelle primissime fasi dell’intervento. Questo si traduce in una riduzione dello stress traumatico per il paziente e in una maggiore qualità dell’assistenza.

Secondo quanto emerso durante la presentazione, in molti casi questo approccio ha consentito di ridurre gli interventi dell’elisoccorso, grazie a una migliore stabilizzazione dell’infortunato direttamente sul luogo dell’incidente.

Dolomiti Emergency: “Un moltiplicatore di efficacia per la rete di emergenza”

A ribadire il significato strategico dell’iniziativa è stato Jacopo Gabrieli, presidente di Dolomiti Emergency, che ha ringraziato ULSS 1 Dolomiti e tutti i soggetti coinvolti per la collaborazione.

“L’infermiere in pista non è un sostituto, ma un moltiplicatore di efficacia per la rete di emergenza già esistente. I risultati di questa stagione dimostrano che la prossimità della cura è la chiave per salvare vite e ridurre gli esiti invalidanti dei traumi. Siamo già pronti per la prossima stagione, raccogliendo i frutti di questa prima stagione sperimentale”, ha affermato.

Le dichiarazioni confermano la volontà di trasformare il progetto da sperimentazione a servizio sempre più strutturato.

Una rete integrata con Croce Bianca e Soccorso Alpino

Il successo del progetto pilota è stato possibile anche grazie al lavoro coordinato con Croce Bianca e Soccorso Alpino. Durante la conferenza, Antonella De Toffol e Giorgio De Tomaso per la Croce Bianca, insieme a Giorgio Farenzena per il Soccorso Alpino, hanno confermato come la presenza dell’infermiere in pista abbia migliorato la fluidità delle comunicazioni e la gestione condivisa dell’infortunato.

L’integrazione tra le diverse figure operative ha permesso di ottimizzare i tempi di intervento, soprattutto nelle giornate di maggiore afflusso turistico, quando la rapidità e la qualità del coordinamento diventano ancora più decisive.

Arabba guarda al futuro con la Clinica Traumatologica

Lo sguardo si è poi allargato alle prospettive future del territorio. Il Sindaco di Livinallongo del Col di Lana ha collegato il successo del progetto “Infermiere in Pista” al più ampio piano per la realizzazione della nuova Clinica Traumatologica di Arabba, considerata un’infrastruttura fondamentale per consolidare l’eccellenza sanitaria dell’area Fodom.

In questa visione, l’infermiere in pista rappresenta la fase 1, cioè l’intervento rapido direttamente sul luogo dell’incidente, mentre la futura clinica andrà a completare un ecosistema sanitario unico per una località sciistica di alto livello.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Marco Grigoletto, presidente di ANEF Veneto, che ha evidenziato l’importanza di progetti come questo per il comparto funiviario e più in generale per l’intero territorio montano. In chiusura ha preso la parola il Prefetto Antonello Roccoberton, che ha definito l’iniziativa un esempio virtuoso di collaborazione tra più attori, congratulandosi con tutti i presenti.

Foto di gruppo alla presentazione del progetto “Infermiere in pista”

Il progetto “Infermiere in Pista” sarà replicato nella stagione 2026-2027?

Sulla base dei risultati positivi emersi nella stagione 2025-2026, l’obiettivo condiviso dai partner è quello di rendere il servizio strutturale e di migliorarlo ulteriormente facendo tesoro della prima esperienza sul campo.

La direzione è dunque chiara: proseguire lungo una strada che ha dimostrato di poter aumentare concretamente la sicurezza sulle piste di Arabba, migliorare la qualità del soccorso e rafforzare l’intera rete sanitaria della montagna bellunese.

Perché il progetto è importante per Arabba e per la montagna

Il progetto “Infermiere in Pista” ad Arabba non è soltanto una novità organizzativa, ma un esempio concreto di come la collaborazione tra sanità, volontariato, impiantisti, istituzioni e forze di soccorso possa generare benefici tangibili per residenti e turisti.

In una località sciistica di primo piano come Arabba, inserita nel comprensorio Arabba Marmolada, poter contare su una presenza sanitaria altamente qualificata direttamente sulle piste significa alzare ulteriormente il livello di sicurezza, ridurre i tempi di risposta e migliorare la gestione del trauma in ambiente montano.

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