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Nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, la Valle del Mis è un gioiello da scoprire. Attorno al Lago del Mis si sviluppano semplici sentieri, da percorrere per ritagliarsi momenti rigenerante immersi in una natura incantata. Si passeggia tra cascate impetuose, cadini plasmati dall’azione erosiva dell’acqua, pozze d’acqua color smeraldo e boschi verdeggianti. Una zona facilmente accessibile, a pochi minuti di auto dalla Valbelluna.

Vi consigliamo di esplorare queste zone fuori stagione, quando il paesaggio – che qui conserva ancora molti tratti selvaggi e incontaminati – ritorna a immergersi nel silenzio dopo gli schiamazzi delle affollate giornate estive.

Il Lago del Mis, in autunno, rivela alcuni dei suoi tesori nascosti più suggestivi: si può camminare su ponti che in estate sono immersi nell’acqua e all’interno di grotte scavate sotto la cascata della Soffia. Questo perché a fine estate il bacino artificiale del Lago del Mis viene svuotato e l’acqua, scendendo sotto il livello consueto, mostra un paesaggio completamente diverso.

Lago del Mis e sentieri nei dintorni: per chi desidera esplorare la zona delle Prealpi e Dolomiti Bellunesi consigliamo di consultare la mappa escursionistica Tabacco – Prealpi e Dolomiti bellunesi 1:25.000

VALLE DEL MIS – ITINERARIO CASCATE

Lago del Mis: cascate e Cascata della Soffia

Nella zona che circonda il Lago del Mis si incontrano diverse cascate: ci sono le cascatelle del torrente Brentòn, che collegano i cadini tra di loro prima che il Brentòn si immetta nel torrente Mis.

Ma la cascata più famosa è la Cascata della Soffia. Una cascata nascosta ma raggiungibile con una facile passeggiata nel bosco, ben segnalata. Si trova sulla sinistra orografica del Lago del Mis: per arrivare alla Cascata della Soffia si passa davanti al Bar della Soffia, un punto di ristoro rustico e grazioso, ideale per concedersi una pausa.

Il torrente Soffia scorre placidamente insinuandosi tra le rocce, prima di cadere impetuoso in un orrido di 12 metri di altezza: qui si forma la Cascata della Soffia, in una forra profonda e buia, chiusa tra strette pareti rocciose. La Soffia confluisce poi nel lago del Mis. È possibile ammirare la cascata dall’alto, accedendo a una piattaforma di legno posta proprio sul punto più elevato.

Sotto alla cascata c’è un mondo sommerso, fatto di grotte e ponticelli, che per la maggior parte del tempo sono coperti dall’acqua del lago e quindi impossibili da raggiungere. Quando il livello del lago è particolarmente basso, il greto si asciuga e consente di arrivare a scoprire anche questa zona davvero suggestiva.

Quando il bacino artificiale del lago del Mis viene svuotato, si può scendere a piedi lungo il greto del torrente Mis. Si accede dalla stradina che porta al bar della Soffia, avvicinandosi al corso d’acqua. Passeggiando lungo il torrente, tenendosi sulla riva sinistra del lago, si scorge una piccola cavità scavata nella roccia. Facendo attenzione, ci si può addentrare in questa piccola grotta per ammirare uno scenario da sogno, disegnato da madre natura.

VALLE DEL MIS – ITINERARIO CADINI

Lago del Mis: Cadini del Brenton

Nella zona del lago del Mis, i Cadini del Brenton rappresentano una delle attrazioni imperdibili. I Cadini, come suggerisce il nome stesso che significa nient’altro che “catini”, sono delle piscine naturali disposte in successione lungo dei ripiani rocciosi di dolomia principale e collegati da piccole cascate generate dal torrente Brenton che li ha scavati nel corso dei secoli.

Cadini del Brenton: itinerario consigliato

I Cadini del Brenton sono visitabili grazie a un itinerario circolare, lungo un sentiero predisposto dall’ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Il percorso ad anello parte a 400 metri dal centro visitatori, ben segnalato lungo la strada provinciale SP 2, alla fine del lago (per chi arriva da Sospirolo). Qui si trova anche il piccolo giardino botanico Campanula Morettiana. L’itinerario si sviluppa prima nel bosco e poi lungo i cadini, che in tutto sono 15.

Il percorso ad anello consente di ammirare undici di queste piscine naturali: il ponte posto più in alto attraversa il sesto cadino, e la passeggiata si completa più in basso, con un ponte sopra l’ultimo cadino, il 15°. La camminata è breve e alla portata di tutti: può essere completata in circa 45 minuti.

I cadini posti più in alto non sono visitabili, circondati da una natura impervia. Il sesto cadino è il più profondo. Qui l’acqua supera i 4 metri di profondità. È possibile attraversarlo con una passerella di legno e poi scegliere uno dei due sentieri che scendono alla destra o alla sinistra dei cadini e poi si ricongiungono a valle.

Qualche doverosa raccomandazione: è vietato allontanarsi dal sentiero segnato, scavalcare le recinzioni, accedere ai ripiani rocciosi e fare il bagno nelle piscine naturali. Sul rispetto di questi divieti vigila l’ente parco.

Valle del Mis: come arrivare

La Valle del Mis si trova in provincia di Belluno, ed è una delle principali vie d’accesso al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. La strada provinciale 2 attraversa la Valle del Mis e collega Sospirolo, in Valbelluna, ai paesi agordini di Gosaldo e Rivamonte. Arrivando da Sospirolo, la strada che porta al lago del Mis si fa stretta e tortuosa, con una serie di spettacolari gallerie scavate nella roccia. Le gallerie della SP 2 sono particolarmente buie, e vi consigliamo di prestare grande attenzione alla guida, perché sono percorse anche da pedoni, ciclisti e motociclisti.

La Valle del Mis raccontata da Dino Buzzati

“Esistono da noi valli che non ho mai visto da nessun’altra parte. Identiche ai paesaggi di certe vecchie stampe del romanticismo che a vederle si pensava: ma è tutto falso, posti come questo non ne esistono. Invece esistono: con la stessa solitudine, gli stessi inverosimili dirupi mezzo nascosti da alberi e cespugli pericolanti sull’abisso e le cascate di acqua, e sul sentiero un viandante piuttosto misterioso. Meno splendide certo delle trionfali alte valli dolomitiche recinte di candide rocce. Però più enigmatiche, intime, segrete. La valle del Mis, per esempio, con le sue vallette laterali che si addentrano in un intrico di monti selvaggi e senza gloria, dove sì e no passa un pazzo ogni trecento anni, non allegre, se volete, alquanto arcigne forse, e cupe. Eppure commoventi per le storie che raccontano, per l’aria d’altri secoli, per la solitudine paragonabile a quella dei deserti.”

– Dino Buzzati