L’escursione che porta in cima al Monte Terne (o Zimon de Terne) è piuttosto impegnativa ma regala un panorama stupendo sulla Valbelluna e la vista migliore sull’intero gruppo della Schiara.

Si parte da Case Bortot (a 7 km dal centro di Belluno) e si sale superando 1100 metri di dislivello in salita pressoché costante. L’ultimo tratto si sviluppa in cresta: aereo e spettacolare.

Escursione al Monte Terne da Case Bortot, lungo la via normale

Il punto di partenza per la via normale del Monte Terne si trova a Case Bortot. Infatti, si parcheggia nello stesso spiazzo da cui partono i percorsi diretti verso il Rifugio Settimo Alpini, il gruppo della Schiara e il Bus del Buson.

Il sentiero che sale sul Terne, invece, si trova sulla sinistra: fate qualche passo verso la Locanda Case Bortot e troverete il cartello che indica il percorso. Si tratta del segnavia CAI numero 508.

La salita nel bosco

Il primo tratto si muove su una vecchia mulattiera, che sale tortuosa superando alcune casere, sempre protetta dal bosco. Il sentiero si fa un po’ più stretto e continua a salire nel bosco, fino a raggiungere un bel punto panoramico su Belluno. Siamo in località Casei, a 950 metri di altitudine. Una panchina inviterebbe a una sosta per gustarsi la vista sulla città e le sue frazioni, ma non è il caso di fermarsi: la salita è appena iniziata!

Un cartello con scritto “Zimon de Terne” indica la direzione: bisogna addentrarsi nel bosco. Poco dopo si raggiunge un piccolo ricovero con i muri in pietra, il Casot de Gorio: lo lasciamo alla nostra sinistra e proseguiamo nel bosco, seguendo il sentiero.

Il sentiero si apre

La salita si fa più marcata e poi il bosco pian piano si apre, così come la vista. Abbiamo guadagnato quota. Continuiamo ad avanzare – sempre seguendo la traccia – fino ad incontrare un breve tratto attrezzato con cavo metallico.

Qualche passo nel bosco e di nuovo allo scoperto, con un rapido zig zag in salita. Si vede la cima, ma è ancora lontana. In pratica, bisogna rimontare una prima pala erbosa e poi risalire la lunga cresta finale. Di fronte, ci osservano la Talvena e la Pala Alta (a ovest) e i declivi del Serva (a est).

L’ultimo tratto in cresta

Raggiungiamo i ripidi pendii che anticipano l’ultimo tratto in cresta che da un lato (a sinistra) degrada in prati in pendenza, dall’altro (a destra) stabilisce il confine con impressionanti precipizi.

Il tratto finale ci guida verso il libro di vetta: non c’è una croce, in cima al Terne, ma un paletto a indicare la meta raggiunta.

Il ritorno avviene per lo stesso percorso dell’andata.

Il belvedere sulla Schiara

Prima di scendere, però, fermatevi ad ammirare la vista più bella che si possa avere sul Gruppo della Schiara, che si innalza a nord con tutte le sue elevazioni. Anche il panorama sulla Valbelluna è strepitoso.

Consigli e raccomandazioni

Questa escursione è piuttosto impegnativa e per nulla banale: va affrontata con passo sicuro e molta attenzione. Da evitare, se non si è esperti, in condizioni invernali (pericolo di valanghe). Se l’erba è bagnata richiede ulteriore prudenza, vista l’esposizione dei declivi da attraversare.

Consigliamo di utilizzare bastoncini da trekking che aiutano ad avere maggiore presa ed equilibrio.

Escursione da Case Bortot al Monte Terne: informazioni pratiche, in breve

Partenza: Case Bortot (700 m)
Arrivo: Cima del Monte Terne – Zimon de Terne (1794 m)
Dislivello: +1100 metri circa
Durata: 3 ore (per la salita)
Punti di appoggio: nessuno
Mappa escursionistica Tabacco di riferimento: 24 – Prealpi e Dolomiti Bellunesi

Monte Terne: la montagna che sembra un cane San Bernardo, vista da Belluno

Se da Belluno alzate lo sguardo verso la Schiara, vedrete chiaramente il Monte Terne in primo piano. A differenza delle Dolomiti rappresentate da Schiara, Gusela del Vescovà e Pelf, il Terne è una montagna caratterizzata da boschi nella fascia più bassa e ripidi prati più in alto.

Osservandolo dalla Valbelluna (ma soprattutto dalle frazioni di Belluno: Mussoi, da Bolzano Bellunese e da Tisoi) il monte Terne assomiglia a un gigantesco cane San Bernando: si possono immaginare il muso di profilo, le orecchie, la bocca e il dorso. Ci avete mai fatto caso?

Il Monte Terne visto dalla Valbelluna

Testo e foto © Dolomiti Review