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Il giro del Pelmo è una magnifica escursione ad anello attorno al “Trono di Dio”, uno dei massicci montuosi più conosciuti delle Dolomiti bellunesi.

L’itinerario del classico giro del Pelmo è piuttosto lungo e impegnativo, richiede allenamento ed equipaggiamento adeguati ed è raccomandato soltanto in giornate estive con molte ore di luce e condizioni meteo che assicurino buon tempo stabile. La lunghezza è di 13 km, il dislivello circa 800 metri.

Per fare il classico giro del Pelmo, in senso orario o antiorario, il tempo di percorrenza indicativo è di circa 7 ore: questa durata è verosimile per escursionisti con un buon allenamento. Si tratta quindi di un’escursione che dura un’intera giornata.

Giro del Pelmo: itinerario

Il Giro del Pelmo è un itinerario lungo e vario, ai piedi di “Sua Maestà”, il “Trono di Dio” (“el caregon del padre eterno”, in dialetto), monte simbolo delle Dolomiti.

Il percorso circolare di 13 km ha come punto di partenza e arrivo il Passo Staulanza (a 1766 metri di quota) e passa per il Rifugio Venezia e la Forcella Val d’Arcia (punto più alto dell’escursione, a 2.476 metri di altitudine).

Il giro del Pelmo è un’escursione molto interessante, perché consente di ammirare questo imponente massiccio dolomitico da ogni angolazione. Si passa infatti sotto alle sue pareti, da sud a nord, da est a ovest, per osservarlo prima dal basso verso l’alto e poi avvicinandosi alle rocce, percorrendo sconfinati ghiaioni sul versante settentrionale.

L’itinerario si muove tra molteplici scenari e terreni molto diversi tra loro: dal bosco ai prati, dai mughi alle crode.

Difficoltà del Giro del Pelmo

Il Giro del Pelmo ha una difficoltà medio – alta ed è considerato un itinerario EE, per escursionisti esperti. L’escursione non ha comunque difficoltà tecniche elevate per chi è già abituato all’ambiente dolomitico di alta montagna.

La sezione più impegnativa è sicuramente il sentiero Flaibani, in parte attrezzato con cavi metallici, e in generale il tratto del giro che sale e scende verso Forcella Val d’Arcia. Più facile, invece, il sentiero 472 che collega il Passo Staulanza con il Rifugio Venezia.

La difficoltà maggiore risiede nella lunghezza complessiva del giro, che lo rende non adatto a persone poco allenate.

Giro del Pelmo dal Passo Staulanza: info in breve

Partenza: Passo Staulanza (altitudine: 1766 metri slm)
Arrivo: Rifugio Venezia, Forcella Val d’Arcia e ritorno al Passo Staulanza
Dislivello e lunghezza: circa 800 metri, 13 km
Tempo indicativo: circa 6-7 ore
Tipo di sentiero: EE, per escursionisti esperti
Mappa escursionistica Tabacco di riferimento: Dolomiti di Zoldo
Punti di appoggio: Rifugio Staulanza, Rifugio Venezia. Giro molto lungo, portare con sé acqua e snack.

Come fare il Giro del Pelmo? Senso orario o antiorario?

Trattandosi di un percorso ad anello, il Giro del Pelmo può essere percorso in senso orario così come in senso antiorario. Il nostro consiglio è di fare il giro del Pelmo in senso antiorario (anche se c’è chi preferisce scegliere l’opzione contraria).

Alcuni preferiscono fare il giro del Pelmo in senso orario perché consente di raggiungere il punto più alto (Forcella Val d’Arcia) nella prima parte del giro. D’altro canto, risalire l’intero ghiaione di Val d’Arcia è stancante e monotono. Noi preferiamo percorrere il ghiaione in discesa, al termine del giro, seguendo l’itinerario in senso antiorario.

In entrambi i casi, si parte dal Passo Staulanza, il valico alpino che collega la Val di Zoldo (Palafavera) con la Val Fiorentina (Selva di Cadore).

Giro del Pelmo in senso orario

Il giro del Pelmo in senso orario inizia da Passo Staulanza, di muove verso Forcella Val d’Arcia, scende al Rifugio Venezia e fa ritorno al passo seguendo il sentiero 472. La direzione è nord – est – sud – ovest.

Giro del Pelmo in senso anti orario

Il giro del Pelmo in senso antiorario parte sempre da Passo Staulanza ma si muove verso il Rifugio Venezia (sentiero 472) e poi verso Forcella Val d’Arcia, per fare ritorno al passo. La direzione in questo caso è sud – est – nord – ovest.

Guida completa al Giro del Pelmo: itinerario, descrizione e foto

Ecco, di seguito, la descrizione del giro del Pelmo nella sua versione classica, quella in senso antiorario.

Partenza dal Passo Staulanza

In cima al passo Staulanza, di fronte all’omonimo rifugio (ampio parcheggio), si trovano i cartelli e le indicazioni chiare da seguire. Il primo tratto ricalca il percorso dell’alta via numero 1 e dell’anello zoldano. Fino al Rifugio Venezia si segue il sentiero 472, che costeggia la base del Pelmetto, lungo l’antico Triol dei Cavai.

Sentiero 472

Attraversando il bosco si incontrano alcuni punti fangosi, in cui il terreno è spesso bagnato e il rischio di scivolare nella melma è piuttosto alto. Calzature in goretex e bastoncini da trekking si rivelano d’aiuto. Uscendo dal bosco si aprono bei panorami sul Civetta, che ci osserva da di fronte.

Procedendo lungo il percorso, sulla sinistra si trova la deviazione che porta alle orme dei dinosauri, su un sasso del Pelmetto. Restando invece sul sentiero 472 ci si muove lungo il versante meridionale del Pelmo, con insolite visuali sulla fessura (che separa Pelmetto e Pelmo).

Le Mandre e la Dambra

Si arriva così in località Le Mandre, zona di antichi pascoli, raggiungibile anche dal paese di Coi. Si continua ancora a camminare lungo il sentiero 472, avvicinandosi alla spalla sud del Pelmo. Osservando le pareti rocciose, spicca una strana formazione di pietra, simile a un tetto sporgente o a uno zoccolo. Si chiama proprio zoccolo, in dialetto zoldano: dambra. Si trova indicato con questo nome anche sulle mappe escursionistiche Tabacco.

Rifugio Staulanza

L’escursione prosegue con un breve tratto in salita per raggiungere e superare Passo Rutorto e Campi di Rutorto. Si arriva così al Rifugio Venezia, intitolato ad Albamaria De Luca e collocato alle pendici sud-orientali del Pelmo.

Rifugio Venezia

Sentiero 480 – Verso Forcella Val d’Arcia, Sentiero Flaibani

Dal Rifugio De Luca si intraprende il sentiero 480 che porta verso Forcella Val d’Arcia, in decisa salita. Prima, tra i mughi. Poi, su ghiaione (si supera, ovviamente tralasciandolo, il masso con le indicazioni per la via normale di salita alla cima del Pelmo e si prosegue sulla destra seguendo la freccia che indica Val d’Arcia).

Questo, dal Rifugio Venezia a Forcella Val d’Arcia, è il tratto più impegnativo e faticoso dell’escursione, che richiede particolare attenzione e passo sicuro. Si tratta del Sentiero Flaibani, che si snoda alla base delle crode inferiori di Forca Rossa, verso il versante settentrionale del Pelmo, con un saliscendi e alcuni tratti attrezzati. Per agevolare gli escursionisti, infatti, sono stati posizionati alcuni cavi metallici per superare i passaggi più difficoltosi ed esposti, in salita e in discesa.

Forcella Val d’Arcia e ritorno al Passo Staulanza

L’ambiente qui è severo: giunti in cima alla forcella lo scenario è dominato dal gigantesco ghiaione detritico della Val d’Arcia che scende dalla parete nord del Pelmo. Da Forcella Val d’Arcia – punto più elevato dell’itinerario – si procede in discesa attraversando in diagonale il ghiaione (traccia non numerata, ma evidente e segnalata da ometti).

Si abbandona, infatti, il sentiero 480 (che porta al Rifugio Città di Fiume: una deviazione che ci farebbe perdere tempo e dislivello). Ci si mantiene invece in quota, seguendo la traccia lungo il ghiaione, puntando verso il Passo Staulanza per chiudere l’itinerario ad anello del giro del Pelmo.

Panorama verso il Rifugio Città di Fiume (al centro)

Il tratto finale, prima di arrivare sul passo Staulanza, si sviluppa nel bosco.

Giro del Pelmo con i bambini?

Il giro del Pelmo non è un itinerario adatto alle famiglie con bambini, nella maggior parte dei casi. Si tratta infatti di un’escursione molto lunga e impegnativa, in un ambiente di alta montagna. Tenete conto dello sviluppo in lunghezza (circa 13 km) e del dislivello in salita (circa 800 metri), e altrettanti in discesa.

Pelmo da Forcella Valdarcia

Alle famiglie con bambini, consigliamo piuttosto l’escursione dal Passo Staulanza al Rifugio Venezia (lungo il sentiero 472), con la deviazione che porta ad ammirare le impronte dei dinosauri, su un masso ai piedi del Pelmetto.