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Dolomiti Superski sta lavorando affinché, dopo il lockdown, l’attività sulle Dolomiti possa riprendere.

L’utilizzo degli impianti di risalita in montagna, anche durante la bella stagione, negli ultimi anni ha riscosso un successo sempre crescente. Si chiama infatti “Dolomiti SuperSummer” l’offerta estiva del Dolomiti Superski che consente di utilizzare, con un’unica card, 100 impianti di risalita dislocati in 12 valli dolomitiche.

Tutti i 12 comprensori del consorzio, infatti, in estate si sono organizzati ampliando le opportunità per famiglie, escursionisti e ciclisti che desiderano salire comodamente in quota con cabinovie e seggiovie. Iniziare un’escursione partendo risparmiandosi un bel dislivello iniziale alletta molti.

E poi gli impianti consentono anche a chi si muove con i bambini o a chi ha qualche difficoltà di movimento – come gli anziani o i disabili – di raggiungere luoghi o rifugi che altrimenti non potrebbero frequentare.


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Marco Pallardo – Dolomiti Superski

Intervista a Marco Pappalardo, direttore marketing Dolomiti Superski

Sull’estate 2020 pesano ancora molte incognite. Ne abbiamo parlato con Marco Pappalardo, direttore marketing di Dolomiti Superski.

Quali sono le principali problematiche che state affrontando?

Ci stiamo ancora muovendo in un contesto di incertezza. Per questo abbiamo elaborato una serie di scenari, sulla base delle informazioni che abbiamo reperito tramite studi di mercato, proiezioni e così via. Su questi scenari stiamo lavorando affinché l’attività di Dolomiti Super Summer possa esserci.

Temete quindi che potrebbe non esserci un’estate sulle Dolomiti?

Questo no. Ci stiamo impegnando affinché tutto possa funzionare. Sarà però necessario che le istituzioni collaborino in modo le restrizioni in qualche modo vengano tolte o attenuate. Ciò dovrà riguardare l’intera filiera del turismo, a iniziare dalle strutture ricettive. Vedere gli alberghi che riaprono sarebbe un segnale importante. Non avrebbe senso far funzionare gli impianti se i turisti non hanno la possibilità di alloggiare nelle valli. I clienti locali sono per noi importanti, ma non bastano. È fondamentale che l’intera filiera sia messa in grado di lavorare.

Contiamo poi che in tutte le valli le condizioni per lavorare siano le stesse. Non accade ad esempio ora, che solo in Alto Adige ci si può muovere a piedi all’interno del proprio comune senza limitazioni relative alle distanze. Mi attendo che già dal 3 maggio ci sia maggiore uniformità nella regolamentazione. 

Cosa c’è quindi da attendersi per l’estate 2020?

Sicuramente sarà un’estate difficile. Intanto perché sarà più breve visto che prima di tutto ci si dovrà attrezzare per rispettare le normative. Poi perché, quasi certamente, non potremo contare sui turisti che arrivano dall’estero, ma rimarremo sui mercati di prossimità.

Su cosa punterete per la ripartenza nel post-Coronavirus?

Punteremo sui vantaggi che le Dolomiti hanno rispetto alle località di mare. Ovvero sulla possibilità di offrire vacanze nella natura. Sui bellissimi scenari delle nostre montagne, dove ci si può muovere liberamente respirando aria pura. Lontano dagli affollamenti che invece sono inevitabili nelle stazioni balneari. Il nostro è un contesto che ben si adatta a quello che sarà il post coronavirus

Come procedono invece i lavori per il rinnovo di impianti e piste, in vista del prossimo inverno?

Fortunatamente non ci sono stati intoppi, poiché l’attività è potuta proseguire. I programmi quindi sono rispettati. E ciò vale anche per le 2 principali novità dell’inverno 2020/21. Una è la nuova cabinovia Son de Prades – Bai de Dones, che a Cortina collegherà l’area di Pocol – Tofana – Ra Valles a quella delle Cinque Torri. L’altra è la nuova cabinovia Olang 1 e 2 che da Valdaora salirà a Plan de Corones.

Cabinovia Tofana Cinque Torri
Nuova cabinovia a Cortina

Olang 1 + 2: La nuova stazione. rendering © schlotthauer matthiessen architecturemade
Novità a Plan de Corones

Tornando all’inverno scorso, rimane in sospeso la questione del rimborso degli skipass…

Quando a marzo decidemmo di fermarci e chiudere gli impianti, per senso di responsabilità e in anticipo rispetto all’emanazione del decreto che poi bloccò gli impianti in tutta Italia, avevamo anche annunciato una politica di rimborso degli skipass. 

Come scritto anche nel nostro sito, confermo che ci saranno delle iniziative a riguardo. Fino ad ora, però, ci siamo dovuti occupare di altre questioni più urgenti. A chi chiede aggiornamenti rispondiamo che stiamo studiando delle policy sui rimborsi e che questi sicuramente verranno concessi dopo che ne avremo definito precisamente le modalità.

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