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Coronavirus, in Alto Adige l’attività motoria all’esterno è consentita, rispettando la distanza tra le persone

Alto Adige attività motoria

In Alto Adige gli spostamenti a piedi sono consentiti senza limitazioni relativi alle distanze. Con l’ordinanza firmata il 13 aprile, il presidente della provincia autonoma Arno Kompatscher ha di fatto sdoganato l’attività motoria all’interno del proprio comune di residenza.

L’atto, contingibile e urgente, recepisce per la provincia di Bolzano le disposizioni nazionali, modificandone alcune per adeguarle alla realtà locale.

Obiettivo della nuova ordinanza è di allentare le misure restrittive, senza però incrementare il rischio di diffusione del nuovo Coronavirus,

“Abbiamo sfruttato l’esistente margine di manovra a nostra disposizione e adeguato il più possibile le misure nazionali alla specifica situazione dell’Alto Adige“, ha spiegato il presidente della Provincia di Bolzano.

Quindi, come specificato dalla Provincia di Bolzano, gli spostamenti dalla propria abitazione “a piedi” sono sempre autorizzati. Purché avvengano all’interno del territorio comunale e senza l’utilizzo dell’auto.



Attività motoria consentita, con distanziamento sociale e mascherina

Il documento chiarisce che l’attività motoria rispetta comunque il requisito del distanziamento sociale. Lo spostamento dalla propria abitazione è consentito se avviene a piedi e se vengono comunque rispettate le norme di distanziamento sociale – almeno tre metri fra le persone – e se si indossa la mascherina, “per evitare così ogni eventuale possibilità di contagio in caso di incontro con altre persone”.

In pratica, quindi, chi vuole uscire e passeggiare può farlo, sempre che non crei assembramenti. Una bella notizia soprattutto per chi abita fuori dai grandi centri abitati e soprattutto tra le vallate delle Dolomiti, che così può approfittare delle belle giornate per distrarsi nella natura. 

In conferenza stampa, Kompatscher ha fornito ulteriori chiarimenti. “Il tema non è quanto io sono lontano da casa mia, perché se davanti al portone di casa mia mi unisco ai vicini di casa e faccio un assembramento lì, il problema ce l’ho. Perciò abbiamo detto che si può anche aumentare questa distanza, basta che una persona si muova piedi, basta non usare autoveicoli o altro, perché questo comporterebbe altri rischi. L’importante, questo è il messaggio, è che quando si fa questa attività motoria all’esterno si sia lontani dalle altre persone. L’ordinanza dice almeno 3 metri. Io ripeto che questo è il minimo della distanza.

Inoltre bisogna sempre avere con sé il dispositivo di protezione, la mascherina o la barriera, perché può essere sempre che si venga avvicinati dagli altri e allora bisogna coprirsi. Assolutamente. Questa è il punto fondamentale: non avvicinarsi a nessuno, e se questo succede coprire naso e bocca subito.”

I sindaci dell’Alto Adige possono scegliere di adottare misure diverse

In Alto Adige, ai sindaci è data la possibilità di scegliere se adottare norme diverse e, se necessario, più restrittive, in ragione della maggiore densità abitativa o dei dati relativi all’evolversi dell’epidemia del Coronavirus.

Così, salvo diverse prescrizioni dei sindaci, la gente che ama muoversi all’aperto ha ricominciato a farlo, sempre restando all’interno del proprio comune.

Anche a Bolzano (dove era rimasto in vigore il limite massimo dei 400 metri dalla propria abitazione), dal 22 aprile, viene tolta la limitazione per lo svolgimento di attività motorie, consentite sempre e comunque nell’ambito del territorio comunale. Lo ha annunciato il sindaco, Renzo Caramaschi.



Un piccolo passo verso la ripartenza

Il presidente della Provincia Kompatscher si dice consapevole che le attenuazioni alle misure restrittive rappresentano “un piccolo, circospetto passo” verso la ripartenza: “La maggioranza della popolazione altoatesina si è comportata sinora in modo eccezionale”. Il risultato di questo comportamento sono i segnali incoraggianti registrati negli ultimi giorni come il calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. “Le misure approvate oggi non sono assolutamente un liberi tutti. Anzi, occorre continuare a mantenersi disciplinati: solo se continuiamo ad attenerci alle regole evitando ogni possibile occasione di contagio, possiamo porre le basi epidemiologiche per il prossimo, grande passo ossia la vera e propria ripresa delle attività sociali ed economiche.

Kompatscher rassicura: “Continuerò a chiede al Governo il potere di definire a livello regionale le strategie e tempistiche per la ripartenza”.

Essi vanno orientati sulla base delle autonomie decisionali delle regioni e delle province autonome. “La strada per la ripartenza va concordata, così come abbiamo fatto sinora, con gli epidemiologi e i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali” conclude Kompatscher.

Foto di copertina: Alta Badia © Dolomiti Review

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