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Alta Via 1 delle Dolomiti: ecco la nuova guida cartacea del National Geographic (e altre novità)

Una nuova guida sull’Alta Via delle Dolomiti numero 1, inserita nella prestigiosa collana “Great Treks” del National Geographic, è pronta a conquistare gli escursionisti di tutto il mondo. L’Alta Via 1 è un itinerario affascinante che si snoda attraverso le maestose Dolomiti Bellunesi, attirando appassionati di trekking provenienti da ogni angolo del pianeta. Che talvolta, a dire la verità, la affrontano con scarsa consapevolezza e insufficiente preparazione. Ecco allora che una guida come questa, ricca di informazioni pratiche, può diventare un volume indispensabile per chi si appresta ad affrontare l’alta via più classica.

“Questa guida è un atto d’amore nei confronti di luoghi unici che vanno preservati e tutelati ma anche promossi con responsabilità”, ci ha detto l’autrice Caterina Zadra.

Il richiamo alla responsabilità è il filo conduttore dei vari interventi che si sono susseguiti nel corso della presentazione della nuova guida cartacea, avvenuta presso la sede della provincia di Belluno. Il presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Ennio Vigne ha infatti affermato: “L’alta via costituisce una grande attrattiva per gli stranieri, ma molti non sono consapevoli di essere in un parco nazionale e in un sito Unesco. Le prenotazioni nei rifugi – 4 dei quali si trovano nel territorio del Parco, ndr – coprono tutta la stagione, ma dobbiamo essere capaci di promuovere questo straordinario valore aggiunto”. Il presidente del Parco ha poi ricordato lo stretto legame con l’Alta Via: Piero Rossi, uno degli ideatori dell’itinerario, è uno dei padri del parco nazionale, nonché autore della prima guida pubblicata nel 1969.

La guida dedicata all’Alta Via

La nuova guida dedicata all’Alta Via, edita da Geo4Map per National Geographic, è un manuale tecnico con mappe di qualità realizzate da cartografi della ex-De Agostini e spiegazioni dettagliate tappa per tappa.

La prima edizione è stata stampata in 1000 copie: l’intento è stampare di volta in volta piccoli quantitativi per tenerla sempre aggiornata con le novità (vedi sotto) che subentreranno. La guida è già stata tradotta in lingua inglese.

Alcune particolarità:

  • è stampata in stone paper, un materiale ecologico composto da polvere di pietra, impermeabile e resistente
  • contiene cartografia e profili altimetrici
  • aiuta l’organizzazione a tappe dell’alta via con l’indicazione dei punti di sosta, con i recapiti dei rifugi
  • è arricchita con approfondimenti su territorio storia e geografia del percorso

Acquista la guida dell’Alta Via

Il volume è in distribuzione attraverso la rete vendita Mondadori ed è in vendita a 15 euro. Si può acquistare nelle librerie e anche online, su Amazon.

L’Alta Via 1: il percorso in breve

La storica Alta Via numero 1 delle Dolomiti inizia al Lago di Braies e arriva a Belluno, snodandosi lungo un percorso di circa 125 km, con 7300 m di dislivello in salita, da dividere in 12 tappe con pernottamento nei rifugi.

Può essere suddivisa in tre parti ben distinte: dal Lago di Braies al gruppo delle Tofane passando per la Croda Rossa d’Ampezzo e le Punte di Fànis (o Cime di Fànes). Dalle Tofane ci si sposta verso il monte Civetta passando per Lagazuoi, Nuvolau e Croda da Lago. Infine si scende verso Belluno, attraversando i gruppi dolomitici della Moiazza, Prampèr-Mezzodì e Schiara.

Ideata oltre 50 anni fa, è il trekking più classico delle Dolomiti, che collega numerosi rifugi attraverso sentieri ben segnalati.

Novità lungo l’Alta Via delle Dolomiti numero 1

Dall’inizio della stagione estiva 2023, c’è una piccola ma significativa novità per chi si trova a percorrere il tratto finale dell’alta via, nella sua versione breve che evita le ferrate sulla Schiara e passa dal rifugio Pian de Fontana al Bianchet. In località La Pissa è stata realizzata dal Parco una pensilina in legno: ora la fermata dell’autobus si presenta finalmente accogliente, dopo essere stata a lungo sguarnita di ogni minima infrastruttura per dare riparo agli escursionisti.

Sono in cantiere inoltre altri due importanti progetti. Dopo l’estate dovrebbe riaprire la ferrata Sperti, attualmente in fase di appalto.

E in autunno, durante la prossima edizione del festival Oltre le Vette, verrà presentato il collegamento completo dell’alta via con il capoluogo: è infatti già stato finanziato il proseguimento del sentiero 501 lungo la valle dell’Ardo, quindi il tratto in discesa dal rifugio Settimo Alpini, da Case Bortot fino al centro della città di Belluno.

A proposito di Alta Via 1 e 2, da quest’estate negli uffici di informazione turistica di Belluno e Feltre, gestiti dal Consorzio Dolomiti Prealpi, sarà possibile acquistare il primo gadget dell’Alta Via realizzato dal Consorzio  Valbelluna: una T-shirt dedicata con il logo dell’itinerario (Alta Via 1 a Belluno, 2 a Feltre) e il marchio Dolomiti Bellunesi.  

La presentazione ufficiale

La presentazione della prima edizione della nuova guida cartacea sull’Alta Via 1 targata National Geographic è stata ospitata nella sede della Provincia di Belluno, dove il presidente Roberto Padrin ha accolto l’iniziativa con entusiasmo. “L’Alta Via 1 è una meta ambitissima e sempre più percorsa. Trekking e cammini sono un prodotto turistico in grande crescita, soprattutto nel post Covid: c’è stata grandissima ripresa di voglia di vivere la montagna. Abbiamo bisogno di turisti ma anche dell’ente parco che tutela e valorizza quell’area, della DMO, del CAI ente protagonista nella gestione del territorio con la manutenzione dei sentieri, e di chi gestisce i rifugi: tutti sono indispensabili per tenere la montagna viva e rendere i percorsi apprezzati da tutti. C’è un lavoro di sinergia straordinario che permette di vivere le nostre montagne.”

L’autrice della guida, Caterina Zadra, ha dedicato il suo lavoro al padre Gianfranco, alpinista trentino e amico di Parodi, Bignami Fantin e altri alpinisti italiani che hanno fatto la storia dell’Andinismo negli anni ’50 e ’60. Zadra ha spiegato: “Questa guida rappresenta innanzitutto un atto d’amore verso luoghi che mi hanno dato tanto, ed è un messaggio da trasmettere alle giovani generazioni, per far nascere in loro la passione per le montagne, che insegnano fatica ma offrono gratificazione quando si raggiunge la vetta. Questa pubblicazione non è solo un tributo a mio padre, ma a tutti coloro che ci hanno preceduto e che ritroviamo lungo il sentiero: la Grande Guerra e le innumerevoli storie di alpinismo. Inoltre, la guida veicola un messaggio importante sulla nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente e delle montagne come ecosistema fragile. La promozione delle Dolomiti attraverso questa guida mira a far conoscere un patrimonio delicato, che non cerca un turismo frenetico, ma una gestione responsabile”.

Per la Fondazione Dolomiti Bellunesi, la pubblicazione di questa guida rappresenta un importante passo avanti, colmando un vuoto che durava da tempo su un prodotto turistico già ampiamente conosciuto e ben strutturato. La guida promuove e racconta la vera essenza delle montagne, esplorate a ritmo lento, passo dopo passo, assaporando lentamente un territorio unico. “I trekking di lunga distanza sono un prodotto fondamentale dell’offerta turistica delle Dolomiti Bellunesi e vengono scelti come fughe contemplative da un mondo sempre più frenetico. – commenta la Presidente della Fondazione Dolomiti Bellunesi Emanuela de ZannaPer noi questa guida è uno strumento internazionale di promozione sostenibile del territorio e stiamo già pensando alla guida dell’Alta Via n.2”. 

La guida stessa porta con sé un messaggio di sostenibilità, come sottolinea Stefano Giuliani di Geo4Map: “Per la stampa della guida non è stato abbattuto alcun albero, e abbiamo scelto un materiale rispettoso dell’ambiente: la stone paper, impermeabile e resistente allo strappo, perfetta per l’utilizzo all’aperto”. Giuliani ha aggiunto che la guida è un manuale tecnico con mappe di alta qualità e spiegazioni tappa per tappa, e che verrà costantemente aggiornata e migliorata nel tempo. Riteniamo che questo approccio ci permetta di offrire un servizio di qualità ai nostri lettori, che ripongono fiducia in un’istituzione autorevole e prestigiosa che unisce intrattenimento e ricerca scientifica“, ha spiegato Giuliani.

Ha poi illustrato il progetto Great Treks, in cui si inserisce questa guida dedicata all’Alta Via 1, che nel 2023 si amplierà per includere il Camino de Santiago in Spagna (quattro libri che coprono il percorso del Camino Francese), l’Alta Via delle Cinque Terre in Italia e il Laugavegur Trek in Islanda.

La collaborazione con il CAI Dolomiti Bellunesi

Durante la presentazione della guida è intervenuto anche Angelo Ennio De Simoi, in rappresentanza del Coordinamento Cai Dolomiti Bellunesi, che riunisce tutte le 18 sezioni provinciali del Club Alpino Italiano e conta 12.000 soci. De Simoi ha ricordato il prezioso lavoro svolto dai volontari, impegnati per la manutenzione dei sentieri: “Abbiamo 2700 km di sentieri. Senza i sentieri, non esisterebbe l’alta via 1, inventata da gente del Cai quando non esistevamo sentieri di collegamento tra un tratto e l’altro. Quella di creare nuovi sentieri per unire quelli esistenti è stata un’idea da pionieri, non compresa dai residenti. Adesso, la rete sentieristica è un’infrastruttura fondamentale per il turismo e le sezioni locali del Cai sono le sentinelle del territorio. Nessuno in ambito nazionale conosce la percorribilità dei sentieri come i nostri volontari ed il loro lavoro è di straordinaria importanza”.

A tal proposito, la Fondazione Dolomiti Bellunesi ha avviato una collaborazione con il Cai per implementare i canali di informazione fra DMO e CAI per  quanto riguarda principalmente i sentieri CAI, le ferrate, i rifugi e i bivacchi, in modo da riuscire a fornire a turisti ed escursionisti informazioni precise e aggiornate sulla fruibilità dei percorsi.

Foto di copertina © Dolomiti Review

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