Riflettori puntati sui vini bellunesi, oggi, al Vinitaly. All’evento di presentazione organizzato presso lo stand di Confagricoltura, il testimonial d’eccezione Kristian Ghedina ha elogiato i viticoltori
del consorzio Coste del Feltrino, che hanno scelto di coltivare vigneti eroici e praticare una viticoltura di montagna su terreni dalle pendenze arditissime, ai piedi delle Dolomiti bellunesi.

Tanto di cappello ragazzi, perché fare i viticoltori su pendii così scoscesi è dura – ha detto Ghedina parlando dei vignaioli eroici del bellunese – Come pendenza potrebbe andare bene per me per sciare, ma siccome ci sono le vigne non è la mia passione: per andare forte io devo avere campo libero”.

Il celebre campione di sci ha poi raccontato della sua grande passione per l’agricoltura: la sua famiglia a Cortina d’Ampezzo gestisce una stalla di vacche da latte e un agriturismo.

Vigneti eroici, orgoglio bellunese

Kristian Ghedina ha confidato di non essere un gran bevitore (“un bicchiere mi basta e avanza”), ma ha spiegato di essere orgoglioso dell’avventura imprenditoriale intrapresa dai viticoltori “eroici” delle Dolomiti: “Lavorare un prodotto così e farlo diventare importante vuol dire essere dotati di costanza, sacrificio e dedizione. La viticoltura bellunese non può che far bene al nostro territorio e io, da bellunese, sono fiero di questo progetto al quale auguro un grande futuro”.

A Verona sono state presentate 6 delle 12 cantine che fanno parte del consorzio vitivinicolo Coste del Feltrino. Un’attività che in questi anni ha conosciuto un importante sviluppo in diverse aree della provincia di Belluno: in Valbelluna, lungo la sinistra Piave da Mel a Lentiai e anche in Alpago.

Le cifre di una realtà in crescita

I numeri: ai 30 ettari in produzione bisogna sommare ulteriori 10 ettari di impianto, aggiunti in questa campagna agraria, con un potenziale produttivo di 300.000 bottiglie.

L’aumento più considerevole nella produzione e nei nuovi impianti è registrato su varietà legate al territorio come Pavana, Gata e Bianchetta. In pochi anni hanno conquistato quote di mercato crescenti anche grazie al lavoro di ricerca enologica e tecnologica portato avanti dalle aziende del Consorzio.

Recentemente alcune aziende hanno ottenuto significativi riconoscimenti internazionali – come medaglie al Cervim, concorso internazionale dei vini di montagna, al Beo Wine di Belgrado – e l’inserimento in importanti guide enogastronomiche di livello nazionale.

Le dichiarazioni

A salutare l’avventura imprenditoriale dei viticoltori bellunesi è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Ecco le dichiarazioni rilasciate oggi al Vinitaly dall’assessore regionale al turismo Federico Caner, il presidente di Confagricoltura Veneto Lodovico Giustiniani, il presidente di Uvive Veneto Pierclaudio De Martin, il presidente di Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo e il presidente del Consorzio Coste feltrine Enzo Guarnieri.

L’assessore regionale al turismo Federico Caner ha voluto dare il suo apprezzamento al nuovo filone vitivinicolo: “Questa può essere una nuova frontiera di una viticoltura non soltanto eroica, ma anche con una grande attenzione verso l’ambiente e che rappresenti il territorio. Questo può essere un binomio vincente anche dal punto di vista turistico: i dati ci dicono che nel 2018 il 56 % degli italiani che si sono mossi lo hanno fatto con una motivazione legata all’enogastronomia e in particolare al vino. Un’impennata rispetto al 2017, quando quella fascia era del 41%”.

Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, ha applaudito a una viticoltura di montagna “che vede aumentare la superficie di anno in anno”, ricordando che ci sono anche ampi spazi di sviluppo sul fronte del Prosecco, dato che la DOC comprende anche l’area bellunese.

Pierclaudio De Martin, presidente dell’Uvive, Unione vini veneti, ha sottolineato come finalmente la viticoltura bellunese stia conquistando lo spazio che merita: “Quando si parla del Veneto si pensa ai macrosistemi veronese e trevigiano che insieme assommano il 72 per cento della produzione, ma è fondamentale anche il valore aggiunto dato dalla diversità delle eccellenze. Finora ho sempre sentito parlare solo di viticoltura eroica dell’Alto Adige e della val d’Aosta, ma adesso che sono partite le Dolomiti bellunesi ho la certezza che possiamo sfruttare le potenzialità che il nostro grande territorio di montagna è in grado di dare alla viticoltura”.

Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, ha ricordato l’aiuto che sta dando la viticoltura per arginare l’abbandono delle aree: “Il bosco sta avanzando, senza i viticoltori e gli agricoltori rischiamo che il territorio diventi selvaggio e preda della fauna selvatica. Oggi vorrei lanciare un messaggio non solo per il vino, ma anche per il settore lattiero caseario: comprate un po’ di formaggio Piave, ci aiuterete a ripristinare i nostri boschi, perché gli allevatori ne sono in parte proprietari”.

Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio Coste feltrine, ha ricordato che la viticoltura bellunese è un fenomeno nascente, ma con una storia secolare che affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento.  “Abbiamo pendenze anche al 100 per cento dove potremmo organizzare davvero qualcosa dal punto di vista sciistico con Kristian Ghedina – ha scherzato -. Tanta terra lavorata a mano, vigneti in legno. Oggi siamo presenti nelle varie tipologie di vino: sia spumanti che autoctoni come Bianchetta, Pavana, Gata. Noi ci crediamo fortemente, tanto che abbiamo avviato le pratiche per chiedere la DOC, che si chiamerà Coste del Feltrino. La denominazione sarà un fondamentale strumento di controllo del rispetto da parte di tutti i produttori del disciplinare e delle norme di legge, dall’impianto della barbatella fino alla bottiglia. Il Consorzio ha avviato la collaborazione con uno stimato professionista che seguirà l’aspetto più strettamente tecnico della procedura di riconoscimento della denominazione, forte delle sperimentazioni enologiche realizzate da più di 10 anni da enti di ricerca qualificati come Veneto Agricoltura e della copiosa documentazione relativa alla plurisecolare tradizione vitivinicola Feltrina”.

Le cantine bellunesi presentate al Vinitaly

Al Vinitaly 2019 sono stati presentati i vini di 6 aziende situate in provincia di Belluno, nella zona del Feltrino:

  • Al Tor di Mario Borsa, di Pedavena, che produce un passito rosso;
  • De Bacco di Seren del Grappa, che produce rossi e spumanti ai piedi delle Dolomiti;
  • Bonan di Fonzaso, che ha tra le sue perle il Puster bianco (bianco sur lie e Pinot bianco);
  • Guarnieri di Feltre, con vini aromatici e gradazione alcolica a standard elevato;
  • Pian delle Vette di Feltre, con Brut e rossi dal sentore di fragoline di bosco;
  • Tenuta Croda Rossa con lo spumante Derù Solaris.