Al Vinitaly 2019, i vini bellunesi avranno un testimonial d’eccezione: il compito spetterà al grande discesista ampezzano Kristian Ghedina.

Ghedina sarà ospite dello stand di Confagricoltura martedì 9 aprile insieme all’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, per un doppio appuntamento legato alla valorizzazione del territorio dolomitico.

Martedì 9 aprile, riflettori puntati sui vini bellunesi

In agenda, alle ore 11.00, c’è un incontro dedicato ai Mondiali di Cortina 2021 e alla candidatura per le Olimpiadi 2026, di cui Ghedina è un grande sostenitore. A seguire, alle ore 12.00, si terrà la presentazione della “Viticoltura eroica nel Bellunese”, sempre presso lo stand E2-E3/F2-F3 allestito in fiera nel padiglione della tensostruttura D.

La presenza di Kristian Ghedina è tutt’altro che casuale: il carismatico sportivo infatti non è soltanto un campione di sci, detentore del record italiano di vittorie in discesa libera in Coppa del mondo, ma è anche un grande appassionato di agricoltura.

Con la famiglia conduce infatti un’azienda agricola a Cortina d’Ampezzo, con una stalla di vacche da latte e un agriturismo “Jaegerhaus” con prodotti biologici. 

La viticoltura eroica nel bellunese

Grande spazio sarà riservato alla viticoltura eroica, ovvero legata a territori contraddistinti da forti pendenze, che richiedono lavorazioni manuali.

Saranno presenti cinque cantine del Feltrino che si contraddistinguono per questo particolare tipo di viticoltura, che ha il merito di recuperare terreni che altrimenti resterebbero incolti e abbandonati.

A parlare dei vini eroici prodotti in provincia di Belluno ci saranno Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di tutela Coste del Feltrino e Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, insieme al presidente regionale di Confagricoltura Lodovico Giustiniani.

Quella della viticoltura eroica è un’attività che negli ultimi anni sta conoscendo un grande sviluppo nel bellunese: nel Feltrino, in Valbelluna, sulle zone montuose della sinistra Piave (da Mel a Lentiai) e anche in Alpago.

Enzo Guarnieri, consorzio Coste del Feltrino: “Abbiamo avviato le pratiche per chiedere la DOC Coste del Feltrino”

Non si tratta solo di poesia, ma di vera e propria attività economica – spiega Enzo Guarnieri – C’è molto fermento attorno alla viticoltura eroica, sia da parte dei produttori che sono in continua crescita, sia da parte degli esperti e degli addetti ai lavori, che apprezzano la tipicità e la qualità di queste produzioni. Anche i ristoranti di alto livello cominciano a conoscere questo fenomeno di nicchia e a richiedere le nostre bottiglie sulle loro tavole. Noi ci crediamo fortemente. Nel consorzio ci sono 12 aziende, per un totale di 30 ettari e 1.500 ettolitri di vino all’anno, numeri che ci hanno consentito di avviare le pratiche per chiedere la DOC, che si chiamerà Coste del Feltrino. Un iter complesso, ma abbiamo tutte le carte in regola e puntiamo dritti all’obiettivo”.

Le nuove cantine presenti al Vinitaly 2019

Rispetto alla scorsa edizione, quest’anno al Vinitaly saranno presenti alcune nuove cantine e aziende agricole bellunesi:

  • Azienda Al Tor di Mario Borsa di Pedavena, che produce un ottimo passito rosso;
  • Azienda De Bacco di Seren del Grappa, che produce rossi e spumanti ai piedi delle Dolomiti;
  • Azienda Bonan di Fonzaso, che ha tra le sue perle il Puster bianco (bianco sur lie e Pinot bianco);
  • Guarnieri di Feltre, con vini aromatici e gradazione alcolica a standard elevato;
  • Pian delle Vette di Feltre, con Brut e rossi dal sentore di fragoline di bosco.

I vini bellunesi: una realtà sempre più in crescita

Negli ultimi anni, le cantine bellunesi si sono dimostrate una realtà davvero interessante, capace di raccogliere consensi sempre maggiori. Con la loro attività, le aziende agricole si sono impegnate nel recupero di varietà autoctone come Bianchetta, Pavana Gata e Turca.

Anche alcune varietà internazionali stanno dando buoni risultati nel territorio bellunese, che mostra parecchie somiglianze con quello del Trentino: ad esempio Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni bianco.

Continuiamo a lavorare per migliorare sempre di più le produzioni, anche con vinificazioni differenti – sottolinea Guarnieri -. Vediamo con favore anche la diffusione delle viti resistenti, che possono facilitare il compito di difendere le viti dagli attacchi dei parassiti dato che, a certe altitudini, i trattamenti sono difficili da effettuare. Nel prossimo futuro cercheremo di integrare sempre di più le nostre produzioni con l’attività della sostenibilità ambientale, potenziando il progetto che punta a portare le api nei vigneti e anche aumentando il numero di soci che hanno ottenuto la certificazione Sqnpi, riconoscimento ministeriale dato alle cantine che adottano strategie e soluzioni agronomiche nell’ottica di un minor impatto ambientale”.

Secondo i dati di Veneto Agricoltura relativi alla vendemmia 2018, nel Bellunese la superficie vitata è salita a 198,34 ettari rispetto ai 167,67 ettari del 2017, in gran parte a bacca bianca (74,49). Ancora in crescita la varietà Glera, con 62,18 ettari (+ 9,51%), lo Chardonnay con 26,73 (+ 4,4%) e il Pinot Grigio con 11,49 (+ 4,24%).