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Estate in Val di Fassa e Falcade: trekking, bike, gusto e soggiorni sul Passo San Pellegrino

Tra escursioni panoramiche, sentieri della Grande Guerra, percorsi in mountain bike, rifugi e ristoranti d’alta quota, il Passo San Pellegrino offre molte esperienze per vivere le Dolomiti in estate. Un territorio da scoprire a piedi o in bicicletta, con la possibilità di fermarsi a mangiare e dormire in quota

Passeggiate panoramiche, escursioni tra le testimonianze della Grande Guerra, percorsi in mountain bike e soste nei rifugi: il Passo San Pellegrino in estate offre molte possibilità per vivere le Dolomiti scegliendo attività adatte alla propria preparazione e al tempo disponibile.

Il valico collega Moena, in Val di Fassa, con Falcade, in provincia di Belluno, attraversando un territorio di pascoli, boschi e alte cime. Gli impianti estivi consentono di raggiungere rapidamente il Col Margherita, le Creste di Costabella e la zona di Laresei, da dove partono itinerari di difficoltà molto diversa. Dopo una giornata all’aperto, la vacanza può proseguire nei ristoranti d’alta quota, nelle baite legate alla cucina locale oppure in una delle strutture nelle quali fermarsi a dormire.

Un’avvertenza fondamentale: meglio indossare scarpe comode con buona suola, portare acqua, protezione solare e una giacca impermeabile antivento (e antipioggia), perché in quota il tempo può cambiare velocemente.

Col Margherita: escursioni e panorami sulle Dolomiti

La funivia che parte dal Passo San Pellegrino raggiunge il Col Margherita, a 2.514 metri di altitudine. In cima si trova il Dolomiti Viewpoint, un punto di osservazione dal quale lo sguardo spazia verso Marmolada, Civetta, Pelmo, Pale di San Martino e Lagorai.

Tra le escursioni più interessanti c’è l’itinerario Col Margherita–Lago Cavia–Caviette–Passo San Pellegrino. Dalla stazione a monte della funivia si scende lungo una strada sterrata fino al lago; il percorso prosegue quindi verso Caviette e torna al Passo San Pellegrino. La durata indicativa è di circa tre ore, con difficoltà facile-media. Non si tratta dunque di un vero anello che ritorna sulla vetta, ma di un itinerario che termina alla stazione a valle della funivia.

Dal Col Margherita si può anche raggiungere la Cima Juribrutto, seguendo l’Alta Via Mariota tra trincee e postazioni della Prima guerra mondiale. Il percorso di andata e ritorno richiede indicativamente tre ore ed è classificato di media difficoltà. Una variante più lunga prosegue verso Forcella Juribrutto e può essere completata con la salita a Cima Bocche, prima del rientro al Passo San Pellegrino.

Vista da Col Margherita

Dalla seggiovia Costabella al Rifugio Passo delle Selle

Sul versante opposto del passo, la seggiovia Costabella permette di salire fino a 2.245 metri. Dalla stazione a monte parte il sentiero per il Rifugio Passo delle Selle, raggiungibile in circa 45 minuti di cammino lungo un itinerario classificato facile. Il rifugio sorge a 2.530 metri, sulla Cresta di Costabella, in una posizione aperta verso i Monzoni, il Catinaccio, le Pale di San Martino, il Civetta e il Pelmo.

In quest’area il paesaggio conserva numerose tracce del fronte dolomitico. Le montagne attorno al Passo San Pellegrino furono infatti coinvolte nei combattimenti tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale.

Alta Via Bepi-Zac: il sentiero della Grande Guerra

Dal Rifugio Passo delle Selle prende avvio l’Alta Via Bepi-Zac, un percorso attrezzato che segue le vecchie linee militari attraversando trincee, gallerie, baracche e postazioni. L’itinerario prosegue verso Forcella Ciadin e rientra alla stazione a monte della seggiovia Costabella lungo il sentiero 637.

Il percorso richiede indicativamente dalle cinque alle sei ore ed è classificato medio-difficile. Deve essere affrontato con esperienza, condizioni meteorologiche favorevoli e attrezzatura adeguata ai tratti attrezzati.

Una proposta più accessibile conduce invece al Sas dal Musc e al Colifòn, dove si possono osservare ricoveri e cannoniere dell’esercito italiano. L’itinerario storico parte dalla stazione a monte della seggiovia Costabella, dura circa due ore e mezza o tre ed è classificato facile; per visitare gli ambienti più bui è consigliabile avere con sé una torcia.

Passo San Pellegrino in mountain bike

Anche la bicicletta permette di esplorare i diversi ambienti della zona. Lo Ski Area San Pellegrino Bike Tour parte e termina a Falcade-Molino e si sviluppa per 29,7 chilometri, con una durata stimata di circa tre ore. Il percorso è classificato di media difficoltà ed è adatto sia alle mountain bike sia alle e-bike.

La cabinovia Molino–Le Buse e la seggiovia Le Buse–Laresei consentono di raggiungere quota 2.203 metri. Da qui si scende verso il Rifugio Laresei e si risale fino al Col Margherita. Dopo la discesa in funivia al Passo San Pellegrino, si utilizza la seggiovia Costabella e si prosegue verso Fuciade e il Rifugio Flora Alpina. L’ultima parte attraversa Somor e Le Coste prima di tornare a Molino.

Il tracciato comprende asfalto, strade sterrate e alcuni settori sconnessi. È consigliato a ciclisti con almeno un minimo di esperienza, soprattutto nei tratti in discesa, e non viene indicato come percorso per famiglie. Poiché alcune strade sono frequentate anche dagli escursionisti, è necessario moderare la velocità e prestare attenzione agli altri utenti.

Mangiare in quota al Passo San Pellegrino

Le escursioni possono essere abbinate a una sosta nei numerosi rifugi e ristoranti della zona, con proposte che spaziano dalla cucina ladina alle interpretazioni più contemporanee della montagna.

InAlto sul Col Margherita

A 2.514 metri, sulla cima del Col Margherita, si trova InAlto, ristorante panoramico guidato dalla visione gastronomica di Alfio Ghezzi insieme a Marco Donazzolo. Gli ambienti affacciati sulle Dolomiti e la terrazza consentono di pranzare osservando alcune delle principali cime della zona. Il ristorante è presente nella selezione della Guida Michelin, che lo inserisce tra i locali di cucina regionale e tradizionale; non si tratta però di un ristorante insignito della stella Michelin.

La cucina utilizza soprattutto prodotti provenienti dal Trentino-Alto Adige, dal Veneto e dall’arco alpino, lavorati artigianalmente e seguendo la stagionalità. Nel menu dell’estate 2026 compaiono, tra gli altri, l’uovo di fattoria con rösti di patate, fonduta di formaggi, funghi e speck, il risotto con aglio orsino e Graukäse, le tagliatelle con funghi e mirtilli e il galletto alla diavola con spinacini.

Baita Paradiso, Fuciade e Flora Alpina

Nei pressi dell’arrivo della seggiovia Costabella, Baita Paradiso propone pasta, pane e dolci preparati in casa. La terrazza è rivolta verso le montagne, mentre gli spazi interni conservano l’atmosfera raccolta delle baite d’alta quota.

Nell’ampia conca di Fuciade, il Rifugio Fuciade affida la cucina allo chef Martino Rossi. Le materie prime sono principalmente locali e a chilometro zero; la tradizione ladina e trentina viene affiancata da riferimenti alla cucina italiana e mediterranea. Nel laboratorio del rifugio si preparano anche pane, dolci, marmellate e conserve.

A 1.800 metri, in località Valfredda, il Rifugio Flora Alpina propone la cucina dello chef Harald, con pane, dolci, pasta fresca, casunziei, conserve e marmellate realizzati in casa. La proposta nasce dai sapori dolomitici e dal lavoro artigianale sulle materie prime.

Dove dormire al Passo San Pellegrino

Fermarsi per la notte permette di vivere l’alta montagna nelle ore più tranquille, dopo la partenza degli escursionisti giornalieri e prima dell’arrivo dei primi impianti.

Il Rifugio Passo delle Selle, raggiungibile soltanto a piedi, dispone di camere rivestite in legno e consente di pernottare direttamente sulla Cresta di Costabella, a 2.530 metri.

Al Passo San Pellegrino, l’Hotel Costabella propone camere e suite nelle quali il legno naturale di larice è uno degli elementi principali dell’arredamento. La struttura dispone inoltre di ristorante, terrazza, stube e centro benessere riservato agli adulti.

Il Rifugio Flora Alpina offre nuove camere e suite in legno naturale, dotate di sistemi domotici per regolare la temperatura e gli scenari luminosi. Alcune sistemazioni presentano inoltre pareti in pietra e vasche freestanding, con affacci sui boschi e sulla Valfredda.

Per visitare la zona si può scegliere una struttura direttamente al Passo oppure soggiornare a Falcade o Moena, utilizzandole come punto di partenza per le attività giornaliere.

Apertura degli impianti nell’estate 2026

Per l’estate 2026 la funivia Col Margherita e la seggiovia Costabella sono programmate dal 20 giugno al 20 settembre. La cabinovia Falcade–Le Buse e la seggiovia Le Buse–Laresei sono invece previste dal 27 giugno al 13 settembre.

Gli orari comprendono una pausa centrale e variano a seconda dell’impianto. Prima di partire è sempre opportuno verificare lo stato di apertura giornaliero, perché vento, maltempo o esigenze tecniche possono modificare il normale funzionamento.

Con escursioni di diversa difficoltà, itinerari storici, percorsi ciclabili e numerosi luoghi nei quali mangiare o pernottare, il Passo San Pellegrino è una destinazione completa per una vacanza estiva nelle Dolomiti, adatta sia a chi desidera trascorrere giornate attive sia a chi preferisce alternare brevi passeggiate, panorami e soste in rifugio.

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