scrivi qui cosa stai cercando
News

Stagione da record e nuovi collegamenti sciistici sulle Dolomiti – intervista a Andy Varallo, presidente Dolomiti Superski

Andy Varallo - presidente Dolomiti Superski

Sulle Dolomiti la stagione sciistica 2022 – 23 sta procedendo nel migliore dei modi. Numeri alla mano, le presenze di sciatori sono di un 13% superiori a quelle dello scorso anno e in linea con l’inverno 2019 – 20, il migliore di sempre.

Eppure a novembre, prima che gli impianti iniziassero a girare, gli operatori turistici erano tutt’altro che ottimisti. Pesavano le preoccupazioni sul rincaro dei costi dell’energia e c’erano i timori sui risvolti della guerra in Ucraina. Invece le bollette ora sembrano sotto controllo e gli arrivi dall’estero sono stati massicci, non solo dai paesi europei, ma anche da oltreoceano.

Abbiamo fatto il punto della situazione con Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski.

Ecco la nostra intervista a 360 gradi, nella quale si parla anche dei futuri collegamenti tra Cortina, Civetta e Arabba e tra il Comelico, l’Alta Pusteria e Sillian, in Austria .

Come sta procedendo la stagione nelle valli del Dolomiti Superski?

La stagione sta andando decisamente meglio di quanto pensavamo. Ad oggi nei comprensori del Dolomiti Superski registriamo un’affluenza da record, sia in termini di primi ingressi (sciatori che salgono sugli impianti, ndr), per i quali siamo a un + 13%, sia in termini di fatturato. Il consumatore ha accolto senza riserve gli aumenti di prezzi che abbiamo praticato, ciò significa che non abbiamo sbagliato. Abbiamo cercato di sensibilizzare gli operatori nelle nostre vallate ad attuare aumenti che potessero essere ben argomentati. E soprattutto fatto in modo che non fossero non troppo invasivi sulle tasche dei consumatori.

Sciatori sulle piste del comprensorio Ski Civetta, Dolomiti bellunesi

Ci risulta che gli aumenti medi dei prezzi degli skipass siano stati del 10%. Giusto?

È vero, ma vanno fatte delle precisazioni. Innanzitutto si tratta un aumento inferiore a quello dell’inflazione, poi abbiamo deciso di praticare uno sconto del 5% sugli acquisti dello skipass online. Questa è stata una soluzione concreta per pesare il meno possibile sulle finanze dei consumatori. Un’opportunità che sempre più clienti stanno cogliendo perché le vendite sul canale online arrivano ormai al 30% del fatturato. Lo abbiamo fatto nonostante abbiamo dovuto sostenere dei costi maggiori rispetto alle scorse stagioni.

Nonostante l’inflazione e i timori iniziali, la clientela è aumentata. Come è stato possibile?

Molto importanti sono stati gli arrivi dall’estero. Ci stiamo trasformando da un comprensorio che fino adesso attingeva dal mercato europeo, a un comprensorio sempre più internazionale, con sempre più arrivi da oltreoceano.

I fattori che hanno determinato questo sono vari: gli investimenti fatti in passato, le partnership con il gruppo internazionale Ikon Pass, che ha sede negli USA e riunisce gli skipass di diverse regioni del mondo e soprattutto il passaparola. Quest’ultimo per noi rimane il canale più importante e più veritiero con cui si comunica il valore di una destinazione.

Riguardo all’inflazione e all’aumento dei costi dell’energia, ricordo che a inizio stagione abbiamo dovuto prendere in considerazione anche la possibile chiusura di alcuni impianti e piste a macchia di leopardo. Perché non avevamo nessuna idea di dove la guerra e la galoppata dei prezzi dell’energia ci avrebbero portati. Abbiamo dovuto stilare dei metodi di comunicazione e procedurali affinché non si creasse un danno di immagine per tutti gli operatori all’interno di Dolomiti Superski. In caso di chiusure forzate dalla congiuntura. Per fortuna tutto ciò è rimasto nel cassetto. E la componente energetica è stata per fortuna meno invasiva di quello che ci potevamo aspettare.

Le piste della Ski Area San Pellegrino

In tempi di cambiamenti climatici, la sostenibilità è un tema fondamentale. E non manca chi guarda con perplessità al mondo dello sci. Qual è la vostra posizione?

Quella della sostenibilità è per noi una questione molto importante. Ci siamo mossi da tempo per poter attuare dei programmi concreti, basati su un concetto di “sostenibilità credibile”. Ciò definendo in ogni zona un responsability manager, ovvero un manager responsabile delle strategie con cui puntiamo a migliorare processi e strutture nell’ambito della sostenibilità.

Si tratta di considerare tanti aspetti: come trattiamo l’ambiente, qual è a livello sociale il nostro impatto, oltre al tema economico di efficientamento delle attività legate a tecnologie sempre più avanzate e più virtuose in termini di consumi energetici. Risparmiare energia incide in maniera positiva non solo sull’ambiente, ma anche sui bilanci delle società. Quindi, per noi il concetto di “sostenibilità credibile” deve toccare tutti i temi, non solo quello ambientale.

Ci stiamo lavorando con determinazione. Ora stiamo finendo una prima fase di studio sugli impatti delle realtà del Dolomiti Superski. Poi passeremo a dei processi di miglioramento che verranno condivisi con tutte le 12 vallate del nostro consorzio. Ogni valle, quindi, potrà in un primo momento concentrarsi su un progetto che ritiene più adatto alla sua zona. Poi le varie esperienze verranno confrontate con quelle delle altre vallate così da scambiarsi il know how. In tal mondo crediamo che si renderà ancor più celere l’implementazione di progetti che dovranno essere utili alle nostre realtà di montagna.

Perciò non guardate solo alle piste e agli impianti, ma alle vallate nel loro complesso?

È così. La sostenibilità va intesa come credibile nel senso che il nostro lavoro non è volto solo all’utente finale, quello che viene qui in vacanza e sale sugli impianti. Il nostro compito è consegnare alle generazioni future un ambiente ancora sano, su cui poter investire e lavorare, e dove vivere insieme alle proprie famiglie. La montagna fino a quando viene popolata è una montagna che viene curata dalla gente del posto. Chi vive sulle Dolomiti ne è il custode. Se domani non vi fosse più un interesse economico a popolare queste valli, queste verranno trascurate anche dal punto di vista della cura dell’ambiente. La sostenibilità richiede uno sforzo generico e il compito di Dolomiti Superski è far sedere attorno un tavolo tutte le realtà turistiche delle valli, non solo gli impiantisti, ma tutta la filiera. Concentrando ogni sforzo su uno sviluppo sostenibile dei territori di montagna.

In questo ambito potrebbe rientrare il discorso dei nuovi collegamenti di cui si parla da tempo, come quello tra il Comelico e la Pusteria o quello tra Cortina, Ski Civetta e Arabba?

Sono collegamenti volti innanzitutto a dare una prospettiva di stabilità e solidità a realtà turistiche che oggi fanno molta fatica a garantire una giusta occupazione dei posti letto esistenti. È un concetto volto al futuro, a dare motivazione a continuare a popolare i paesi di montagna, ad investire in queste terre sullo stimolo di un’offerta turistica più ampia e attraente.

La costruzione di nuovi impianti non è vista di buon occhio da tutti, in particolare dal mondo ambientalista…

Vanno fatte delle precisazioni. Gli impianti di risalita sono alimentati da energia elettrica, il 70% delle nostre società acquista o produce energia completamente green, certificata. E questo arriverà a valori decisamente più alti nei prossimi anni.

Inoltre i collegamenti sono pensati per permettere non solo il trasferimento di persone da una valle all’altra, ma anche per avvicinare i punti di partenza ai centri cittadini della pianura. Togliendo così tante auto dalle strade di montagna.

Faccio un esempio concreto: chi sale dalle città del Veneto potrà partire dal Civetta e visitare l’Alta Badia, Cortina, Arabba o immettersi nella Sellaronda, risparmiando un’ora se non due di macchina. Con gli impianti, che ribadisco vanno a energia elettrica, si riduce così il traffico tra i comprensori sciistici.

Sull’effettiva utilità dei collegamenti non si discute. Va valutato bene il dove e il come realizzarli, trovando le soluzioni che meglio si adattano alla morfologia del territorio, questo sì.

Padola, in Comelico: il collegamento con gli impianti della val Pusteria verrà realizzato

Se il grande collegamento tra Ski Civetta, Arabba e Cortina rimane ancora sulla carta, quello che unirà la Val Pusteria (3 Zinnen) con il Comelico da una parte e l’Austria dall’altra, dovrebbe essere aperto nel 2026. Cosa ne pensa?

È un grande progetto, ambizioso. A Sillian, gli impiantisti di 3 Zinnen Dolomites troveranno un partner molto solido, il migliore dell’Austria. In Alta Val Pusteria, hanno già investito 100 milioni negli ultimi anni per migliorare il loro comprensorio e almeno altrettanti ne serviranno per unirsi al Comelico e a Sillian.

In queste zone, la realizzazione del nuovo collegamento significherà una svolta notevole nell’offerta turistica. Dolomiti Superski studierà una soluzione per capire come gestire al meglio una situazione tutta nuova: sarà la prima volta che un comprensorio del nostro consorzio sconfina all’estero.