Ci sono posti in montagna che colpiscono prima ancora di sedersi a tavola. L’Agriturismo Boton d’Oro, in Val Comelico, è uno di questi: non solo per la cucina, ma per l’atmosfera di un luogo che ha conservato la sua anima agricola.
Qui si mangia in quella che un tempo era una stalla con fienile, oggi trasformata in uno spazio accogliente ma ancora profondamente legato alla sua storia. Non è una ricostruzione scenografica, non è un’idea di montagna costruita per i turisti. È un ambiente vero, nato dal lavoro agricolo e riportato a nuova vita senza cancellarne l’identità.
Il risultato è un agriturismo che racconta la montagna nel modo più diretto: attraverso il legno, la memoria dei fienili, la stalla, gli animali, i prodotti fatti in casa e una cucina che parte dalla materia prima.

Una posizione panoramica che esalta l’esperienza
A rendere speciale il Boton d’Oro è anche la sua posizione molto panoramica. L’agriturismo si apre su un paesaggio ampio, luminoso, capace di dare subito quella sensazione di respiro che si cerca quando si sale in montagna.
Il panorama non è un dettaglio secondario. È parte dell’esperienza, perché accompagna il pranzo, la cena e il soggiorno. Si arriva per mangiare, ma ci si ritrova immersi in un contesto che fa capire meglio anche la cucina: piatti di montagna, prodotti agricoli, allevamento e ospitalità sono tutti legati allo stesso paesaggio.
In questo senso il Boton d’Oro non è solo un ristorante agricolo. È un luogo in cui ambiente, cucina e storia familiare si tengono insieme.

Dalla stalla alla cucina: prodotti di montagna fatti in casa
La forza dell’Agriturismo Boton d’Oro è la filiera corta. Qui molti prodotti non vengono semplicemente scelti da fornitori locali: nascono direttamente in azienda.
La storia comincia nel 1999, quando il padre dell’attuale titolare avvia l’azienda agricola con le prime mucche. La svolta arriva con la decisione di trasformare internamente il latte e le materie prime, creando una filiera propria.
L’agriturismo vero e proprio nasce nel 2012 e da allora cresce senza perdere il suo carattere agricolo. Prima le camere, poi l’ampliamento tra il 2018 e il 2019, infine nel 2022 il recupero di un altro fienile, che porta la struttura a 12 camere complessive.
Ma il cuore rimane lo stesso: la stalla, il caseificio, la cucina e la famiglia.



La cucina di Giovanni Costan
A guidare la cucina è Giovanni Costan, titolare e cuoco, affiancato dalla madre. La proposta è concreta, schietta, profondamente legata ai prodotti aziendali.
I prodotti caseari sono uno dei punti forti del Boton d’Oro. Yogurt, ricotte, burrate e formaggi vengono preparati in casa e diventano protagonisti della colazione e dei piatti del ristorante. È una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, perché parte da ingredienti veri, riconoscibili, lavorati con cura.
Anche la carne segue la stessa filosofia. L’azienda conta circa 25 mucche in lattazione, una decina di manzi, una cinquantina di capre e una quindicina di bovini di razza Highlander, allevati allo stato brado e destinati alla cucina. Ci sono poi anche i maiali, inseriti nella filiera aziendale.
Il piatto, qui, non arriva da lontano. Nasce intorno all’agriturismo.
Cosa si mangia al Boton d’Oro
Il menu racconta bene questa identità. Tra gli antipasti spicca il roastbeef di cervo, servito con julienne e giardiniera: un piatto che porta subito la cucina su un terreno di montagna, ma con una preparazione curata.
Tra i primi, le pappardelle fatte in casa con ragù di Highlander sono uno dei piatti simbolo. Uniscono pasta artigianale e carne allevata dall’azienda, riassumendo perfettamente l’idea di filiera corta.
Tra i secondi compaiono le salsicce d’Highlander nostrane con polenta e verdure cotte e la bistecca dell’agri con patate. Sono piatti diretti, sostanziosi, costruiti sulla qualità della materia prima più che sulla ricerca dell’effetto.
È una cucina di montagna vera: fatta in casa, legata alla stalla, al lavoro agricolo e alla stagione.
Orto, formaggi e dolci fatti in casa
La produzione dell’agriturismo passa anche dall’orto. In montagna i mesi utili per coltivare sono pochi, ma durante l’estate gli ortaggi riescono a coprire buona parte del fabbisogno della cucina.
I prodotti caseari tornano protagonisti anche nei dolci. Tra le proposte più apprezzate ci sono la mousse di ricotta e mascarpone con fragole fresche, il tiramisù e lo strudel con pasta frolla.
Anche la carta dei vini segue una linea coerente, con attenzione a piccole cantine dell’Alto Adige e della provincia di Belluno.
Una famiglia dietro ogni passaggio
Il Boton d’Oro è prima di tutto una storia di famiglia. Giovanni segue la cucina, la sorella si occupa del punto vendita, mentre il fratello Pietro gestisce la stalla e la produzione casearia come casaro.
Questa organizzazione permette all’agriturismo di controllare direttamente molti passaggi: allevamento, trasformazione, vendita, ospitalità e ristorazione. È un modello faticoso, ma è anche ciò che rende autentica l’esperienza.