El Gringo si è spostato in una nuova sede. In Cadore, la pizzeria di Livio Mancini – premiata con 2 spicchi dalla guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso – ha cambiato indirizzo ed ora si trova in via Nazionale 13, sempre a Calalzo e proprio sulla statale.

Rispetto alla sede precedente, questa è decisamente più spaziosa: la capienza è di 90 coperti, esclusi quelli del piccolo dehors (attualmente ridotti, naturalmente, per consentire il distanziamento nel pieno rispetto delle normative anti-Covid).

Gli interni si sviluppano in tre zone: quella davanti al forno con un lungo tavolone in legno, quella alla sinistra dell’ingresso e una più interna dove vengono esposte le opere di artisti locali: per l’apertura sono stati scelti i quadri della pittrice cadorina Franca Vecellio.

L’ambiente è arioso al punto giusto, accogliente, luminoso e moderno. Un bel lavoro insomma che promette di dare i frutti sperati al bravo Livio e alla sua compagna Laura Ghislandi. Lo abbiamo raggiunto il giorno della primissima apertura, datata 5 novembre 2020, per intervistarlo.

Laura Ghislandi e Livio Mancini – Foto Dolomiti Review

Intervista a Livio Mancini, titolare della pizzeria El Gringo di Calalzo (Cadore)

Un investimento importante realizzato in piena pandemia, cosa ti è venuto in mente Livio?

In realtà il progetto è nato prima che scoppiasse l’emergenza Coronavirus. La pandemia è stata una sorta di stimolo per prendere una decisione che stavamo meditando da tempo. Cercavamo un secondo locale, dove sviluppare un nuovo progetto di cucina. Ci sarebbe servito un ambiente piccolo, ma non riuscivamo a trovare nulla che ci soddisfacesse. Poi sono arrivati il virus e le varie prescrizioni molto penalizzanti per la nostra pizzeria che aveva pochi coperti e ravvicinati. Così, abbiamo pensato di trasferirla in un luogo più spazioso e alla fine siamo arrivati qui, sulla statale, dove prima c’era la pizzeria Da Giorgio.

La vecchia sede della pizzeria El Gringo resta comunque vostra, cosa ne farete?

Di sicuro la terrò e la userò per creare un locale dalla proposta particolare. Sarà una sorpresa che spero possa prendere vita la prossima primavera. Ora non posso svelare nulla.

Invece non è un segreto che crediate sul successo del nuovo locale…

Questa nuova sede ci dà quello di cui avevamo bisogno. Innanzitutto più spazio per i clienti e più spazio per noi, per poter lavorare meglio di fronte al forno e in cucina.

Poi la posizione è molto più strategica: siamo sulla strada principale, di grande passaggio, mentre prima eravamo in una zona molto più defilata. Così potremo aprire anche a pranzo, cosa che nella vecchia sede non facevamo.

Come avete voluto arredare l’ambiente?

Abbiamo voluto fare una scelta diversa rispetto ai locali con le pareti rivestite in legno e con le tendine. Non volevamo una pizzeria che sembrasse un rifugio. Abbiamo preferito uno stile più moderno e lineare realizzato anche con elementi in pietra e metallo.

Cambierà l’offerta?

No, la nostra filosofia rimarrà quella di sempre, attenta alle lievitazioni e alla scelta degli ingredienti di qualità, non soltanto locali e di stagione. La proposta non verrà affatto cambiata, ma piuttosto resa più varia. Il menu delle pizze è già esteso, dalle tonde a quelle in pala, da quelle nel padellino a quelle cotte a vapore. E poi i lievitati, tipo il maritozzo salato che serviamo come antipasto. 

E oltre alle pizze?

Avremo uno spazio per la vendita di specialità gastronomiche e poi proporremo una bella scelta di birre artigianali. Cureremo anche la carta dei vini perché l’abbinamento tra pizza e vino è per me un matrimonio fantastico.

Intervista e foto a cura di Andrea Ciprian