Ci sono cime che richiedono ore di salita e molta fatica prima di regalare il loro panorama. Il Monte Specie, sopra Prato Piazza, è quasi l’opposto: un itinerario relativamente semplice e dal dislivello contenuto conduce a uno dei punti panoramici più spettacolari delle Dolomiti, con le Tre Cime di Lavaredo perfettamente riconoscibili all’orizzonte.
Siamo nel cuore del Parco naturale Fanes-Senes-Braies, in uno degli ambienti d’alta quota più suggestivi dell’Alto Adige. Prato Piazza è infatti un vasto altopiano posto attorno ai 2.000 metri, circondato da montagne come la Croda Rossa d’Ampezzo, il Picco di Vallandro e, più lontano, il Cristallo e le Dolomiti di Sesto. L’altopiano costituisce uno degli elementi paesaggistici più caratteristici dell’area protetta.
Pur trattandosi di un’uscita non particolarmente difficile, un’avvertenza fondamentale: meglio indossare scarpe comode con buona suola, portare acqua, protezione solare e una giacca impermeabile antivento (e antipioggia), perché in quota il tempo può cambiare velocemente.
Per tempi, dislivello, difficoltà e tutte le informazioni tecniche dell’escursione, rimandiamo alla nostra scheda completa del Monte Specie da Prato Piazza, dove sono disponibili anche fotografie e indicazioni dettagliate sul percorso.

Perché salire sul Monte Specie
Il Monte Specie – Strudelkopf in tedesco – non è una delle cime più alte delle Dolomiti, ma la sua posizione isolata e aperta ne fa un balcone naturale eccezionale.
Il percorso ufficiale da Prato Piazza alla vetta misura circa 4,1 chilometri per la sola andata, con poco meno di 360 metri di salita e un tempo indicativo di circa un’ora e mezza. Il tracciato non presenta passaggi esposti o particolari difficoltà tecniche, anche se resta naturalmente un’escursione in ambiente montano, da affrontare con calzature adeguate e condizioni meteorologiche favorevoli.
È proprio questo rapporto tra impegno richiesto e panorama a rendere il Monte Specie una meta così interessante: con una salita progressiva e mai particolarmente severa si raggiungono circa 2.305 metri di quota, aprendosi progressivamente la vista su una parte vastissima delle Dolomiti.
Prato Piazza, un altopiano nel cuore delle Dolomiti di Braies
Prima ancora della cima, è il punto di partenza a meritare il viaggio.
Prato Piazza, o Plätzwiese, è uno dei grandi altopiani dolomitici dell’Alto Adige, all’interno del Parco naturale Fanes-Senes-Braies. Ampi prati d’alta quota si distendono ai piedi della Croda Rossa e del Picco di Vallandro, creando un paesaggio molto diverso dalle gole e dalle pareti verticali che caratterizzano altre zone delle Dolomiti.
Il parco naturale, istituito nel 1980, si estende per oltre 25 mila ettari e comprende alcuni dei paesaggi più conosciuti dell’area, dal Lago di Braies agli altopiani di Fanes e Senes fino allo stesso Prato Piazza.
Il Monte Specie sorge sul margine orientale dell’altopiano e, proprio per questa posizione, permette di affacciarsi contemporaneamente verso le Dolomiti di Braies, quelle di Sesto e il settore ampezzano.

Da Prato Piazza al Rifugio Vallandro
L’escursione comincia nei pressi del parcheggio di Prato Piazza, a circa 1.990 metri di altitudine. Da qui si segue inizialmente la strada forestale numero 37, attraversando l’altopiano in direzione del Rifugio Vallandro.
È una prima parte piacevole e poco impegnativa. La vista accompagna già il cammino: dietro i prati si innalzano le pareti della Croda Rossa d’Ampezzo, mentre il massiccio del Picco di Vallandro domina il paesaggio dalla parte opposta.
Il Rifugio Vallandro si trova a poco più di 2.000 metri ed è uno dei punti di riferimento di Prato Piazza. Nei suoi pressi si incontrano anche le testimonianze delle vecchie opere militari austriache che ricordano l’importanza strategica che questa zona ebbe in passato. La descrizione escursionistica ufficiale conduce proprio dal Rifugio Vallandro alle antiche fortificazioni di Prato Piazza prima di proseguire verso la dorsale del Monte Specie.
La salita dal Rifugio Vallandro al Monte Specie
Dal Rifugio Vallandro il percorso cambia lentamente aspetto. Si abbandona il tratto quasi pianeggiante dell’altopiano e si segue la direzione del sentiero 34 verso il Monte Specie.
La salita resta regolare e il terreno è generalmente comodo. Il paesaggio diventa sempre più aperto man mano che si guadagna quota e la visuale comincia ad allargarsi verso est e verso sud.
Non è necessario attendere la vetta per capire perché questa escursione sia così apprezzata: già lungo il percorso Cristallo, Croda Rossa, Picco di Vallandro e Dolomiti di Sesto iniziano a comporre un panorama sempre più ampio.
Poco prima della cima si raggiunge la dorsale del Monte Specie. Da qui il tratto finale è semplice e conduce rapidamente alla croce.
Il panorama dal Monte Specie sulle Tre Cime di Lavaredo
È sulla vetta che l’escursione cambia definitivamente dimensione.
Davanti alla croce del Monte Specie si apre una vista a 360 gradi sulle Dolomiti. Tra tutte le montagne, sono inevitabilmente le Tre Cime di Lavaredo a catturare per prime lo sguardo: viste da questa prospettiva appaiono nettamente separate e si stagliano sopra la Val di Landro e il Monte Piana.
Accanto alla croce si trova anche un balcone panoramico che aiuta a riconoscere le montagne visibili all’orizzonte. La presenza di questo punto di osservazione è segnalata anche nell’itinerario ufficiale del Dolomites World Heritage Geotrail.
Ma il panorama non finisce alle Tre Cime.
Verso sud emergono il gruppo del Cristallo e i Cadini di Misurina; intorno si distinguono la Croda Rossa, il Picco di Vallandro e numerose cime delle Dolomiti di Sesto. Nelle giornate particolarmente limpide lo sguardo può spingersi verso altri gruppi delle Dolomiti ampezzane e molto più lontano.
È uno di quei luoghi in cui conviene non avere fretta di ripartire. La vetta è ampia e il panorama cambia continuamente seguendo la luce, le nuvole e le ombre che attraversano le pareti dolomitiche.

Un’escursione semplice, ma sempre in montagna
Il Monte Specie viene spesso indicato come una delle escursioni più semplici e panoramiche della zona di Braies. Ed effettivamente non presenta tratti attrezzati, esposizione significativa o salite particolarmente ripide lungo l’itinerario normale.
Questo non significa però che vada affrontato senza preparazione. Ci si muove oltre i 2.000 metri e le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente. Scarpe da escursionismo, abbigliamento adatto alla quota, acqua e controllo delle previsioni meteo restano indispensabili.
La classificazione ufficiale dell’itinerario è escursionistica e la fonte turistica dell’Alto Adige indica attualmente un dislivello positivo di 359 metri dal parcheggio alla cima.
Per il ritorno la soluzione più semplice è ripercorrere lo stesso itinerario dell’andata, tornando prima al Rifugio Vallandro e quindi attraversando nuovamente Prato Piazza.
Come arrivare a Prato Piazza nel 2026
Particolare attenzione va prestata alle modalità di accesso, perché la regolamentazione della Valle di Braies viene modificata nel corso degli anni.
Per l’estate 2026, dal 1° luglio al 15 settembre, tra le 9 e le 16 l’accesso alla Valle di Braies è regolamentato e viene incentivato l’utilizzo del trasporto pubblico. Le indicazioni ufficiali prevedono diverse modalità per raggiungere Prato Piazza e Ponticello, compreso il servizio autobus.
Per chi vuole raggiungere direttamente in automobile il parcheggio sull’altopiano, la regolamentazione attuale consente l’accesso prima delle 9 o dopo le 16, fino all’esaurimento dei circa 100 posti disponibili; è previsto un pedaggio. In alternativa si può lasciare l’auto a Ponticello e utilizzare il collegamento verso Prato Piazza. Le condizioni possono comunque cambiare e vanno controllate sul sito ufficiale della Valle di Braies prima della partenza.
Monte Specie, tanta Dolomiti con poca fatica
Il successo del Monte Specie si spiega facilmente una volta arrivati sulla sua cima. Poche escursioni con un dislivello così contenuto permettono di osservare contemporaneamente tante montagne simbolo delle Dolomiti.
Prato Piazza offre già da solo uno scenario straordinario; salendo verso il Rifugio Vallandro e poi lungo la dorsale del Monte Specie il paesaggio si amplia passo dopo passo, fino alla comparsa delle Tre Cime di Lavaredo.
È un itinerario particolarmente adatto a chi cerca un’escursione panoramica nelle Dolomiti senza affrontare grandi dislivelli o difficoltà alpinistiche. E soprattutto è uno di quei percorsi in cui la vetta non rappresenta soltanto il punto d’arrivo: è il luogo in cui ci si rende conto di quante montagne siano riuscite a entrare, tutte insieme, nello stesso panorama.
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