Il Monte Punta, conosciuto anche come Ponta in dialetto zoldano, è una delle escursioni più belle e panoramiche della Val di Zoldo. Non è una cima appariscente come le grandi montagne che la circondano, ma proprio per la sua posizione diventa un balcone naturale straordinario sulle Dolomiti Bellunesi.
Il motivo principale per salire sul Monte Punta è il panorama: dalla vetta lo sguardo si apre sul Pelmo, sul Civetta, sugli Spiz di Mezzodì, sul Bosconero, sugli Sfornioi e sull’Antelao. Una vista ampia, circolare, capace di restituire in un solo colpo d’occhio la bellezza della Val di Zoldo e dei suoi paesi.
Per dislivello, durata, sentieri, traccia e dettagli pratici del percorso, il riferimento è la scheda tecnica completa pubblicata su Dolomiti Review:
https://www.dolomitireview.com/escursioni/monte-punta-val-di-zoldo/
Una cima panoramica nel cuore della Val di Zoldo
Il Monte Punta si trova in una posizione privilegiata, tra la Val di Zoldo e l’area di Zoppè di Cadore. È una montagna meno frequentata rispetto ad altri itinerari più noti delle Dolomiti, ma proprio per questo conserva un carattere più raccolto e autentico. La salita alterna bosco, radure, scorci sui paesi e tratti più ripidi, fino alla cima, dove il paesaggio cambia improvvisamente dimensione.
Il Pelmo è il grande protagonista dell’escursione. Dalla vetta appare vicino, imponente, quasi frontale, con quella sagoma inconfondibile che domina la valle. Attorno, però, lo scenario è molto più ampio: il Civetta, gli Spiz di Mezzodì, il Bosconero e l’Antelao completano un panorama che rende questa escursione particolarmente gratificante.
Non è un itinerario estremo, ma non va nemmeno confuso con una semplice passeggiata. La salita richiede un minimo di allenamento, passo sicuro e abitudine ai sentieri di montagna, soprattutto nella parte finale e in discesa.

La salita da Costa
Uno degli accessi più interessanti parte da Costa, piccola frazione della Val di Zoldo. Il percorso segue i sentieri indicati nella scheda tecnica e conduce progressivamente verso la parte alta della montagna, attraversando un ambiente tipico della valle: boschi, prati, vecchi tabià e scorci che raccontano il legame tra paesaggio naturale e presenza rurale.
Lungo la salita si incontra anche il Mas de Sabe, uno dei punti più suggestivi dell’itinerario. Da qui il percorso prosegue verso il Col de Salera, prima di affrontare la parte più decisa della salita verso la cima.
Il tratto finale è quello più faticoso, ma anche quello che rende l’arrivo più emozionante. Il bosco si apre, la pendenza si fa sentire e il panorama comincia ad allargarsi fino alla vetta del Monte Punta. Una volta in cima, la sosta è quasi obbligata: il panorama ripaga ampiamente lo sforzo.
Rientro e varianti
Per il rientro si può tornare lungo lo stesso percorso di salita oppure scegliere un giro più vario passando per La Forzèla, come indicato nella scheda originale. Questa soluzione permette di completare un anello e di scoprire un versante diverso della montagna.
La scelta tra andata e ritorno sullo stesso itinerario o giro ad anello dipende dal tempo a disposizione, dall’allenamento e dalle condizioni del sentiero. La scheda tecnica riporta i dati essenziali del percorso, ma per il giro completo è sempre bene considerare un margine adeguato, soprattutto se si prevedono soste fotografiche o una pausa prolungata in vetta.
Non ci sono rifugi o punti di appoggio lungo il percorso. Per questo è importante partire con acqua, qualcosa da mangiare, abbigliamento adatto e scarpe da escursionismo.

Un belvedere privilegiato sul Pelmo
Tra le escursioni della Val di Zoldo, il Monte Punta ha un pregio particolare: offre un grande panorama senza richiedere una salita alpinistica. La cima è relativamente accessibile per chi ha esperienza di sentieri, ma la vista ha il respiro delle grandi escursioni dolomitiche.
Il Monte Punta è uno dei punti panoramici più belli da cui osservare il Pelmo. La montagna appare vicina, dominante, con la sua forma poderosa che le è valsa il soprannome di “Caregón del Padreterno”. Sotto, invece, si riconoscono i paesi della Val di Zoldo e l’area di Zoppè di Cadore, incastonati tra boschi e versanti.
È proprio questo contrasto a rendere speciale l’itinerario: da un lato la dimensione raccolta dei borghi e dei boschi, dall’altro l’apertura improvvisa sulle grandi pareti dolomitiche.
Quando salire sul Monte Punta
Le stagioni migliori per salire sul Monte Punta sono primavera, estate e autunno. In primavera il bosco torna vivo e le giornate limpide possono regalare ottima visibilità. In estate conviene partire presto, soprattutto nelle giornate più calde, per affrontare la salita con temperature più piacevoli e godersi la cima con calma. In autunno, invece, la Val di Zoldo offre uno dei suoi momenti più suggestivi: i boschi cambiano colore e il contrasto con le pareti dolomitiche diventa particolarmente scenografico.
In inverno il percorso cambia completamente carattere. Il Monte Punta può essere frequentato anche con ciaspole o sci d’alpinismo, ma non va considerato una normale escursione estiva. Neve, ghiaccio e condizioni del manto nevoso richiedono esperienza, attrezzatura adeguata e una valutazione attenta di meteo e sicurezza.
Per chi cerca la versione più semplice e godibile dell’itinerario, le giornate asciutte di primavera, estate e autunno restano la scelta migliore.
A chi è consigliata l’escursione
L’escursione al Monte Punta è consigliata a chi ha un po’ di allenamento e vuole scoprire una cima panoramica senza affrontare difficoltà tecniche particolari. Il percorso richiede comunque attenzione: alcuni tratti sono ripidi, il terreno può diventare scivoloso dopo la pioggia e la discesa va affrontata con prudenza.
È una meta ideale per chi cerca un’escursione non troppo lunga, ma capace di regalare una vista di grande soddisfazione. La partenza da Costa aggiunge valore all’esperienza, perché permette di entrare in contatto con una Val di Zoldo più silenziosa, fatta di piccoli nuclei abitati, boschi e scorci autentici.
La cima è adatta anche a chi ama fotografare le Dolomiti: il panorama sul Pelmo e sulle montagne circostanti offre molte possibilità, soprattutto nelle giornate limpide e nelle ore in cui la luce valorizza le pareti.
Monte Punta, una montagna discreta e sorprendente
Il fascino del Monte Punta sta nella sua semplicità. Non è una montagna che si impone da lontano, ma una cima che si fa apprezzare passo dopo passo. Si parte da un piccolo borgo, si attraversano boschi e luoghi legati alla vita rurale della valle, si sale con gradualità e infine si arriva a un punto panoramico tra i più belli della zona.
Il Monte Punta racconta bene la bellezza della Val di Zoldo: discreta all’inizio, spettacolare quando si raggiunge la cima. È un’escursione da scegliere per una giornata di montagna vera, lontana dagli itinerari più affollati, con il Pelmo davanti agli occhi e le Dolomiti Bellunesi tutto attorno.