Ci sono luoghi in montagna che conservano ancora il sapore autentico delle Dolomiti. Ambienti dove il legno antico, le travi consumate dal tempo e gli oggetti della civiltà contadina non sono semplici decorazioni, ma parte reale della storia del territorio. È il caso del Tabià, realtà che dal 1973 trasforma un antico fienile dolomitico in un luogo dedicato alla cucina tradizionale e all’ospitalità. Ci troviamo a Feder, piccola frazione di Canale d’Agordo.
Il fascino dei tabià

Nelle vallate alpine il termine “tabià” indicava infatti gli edifici rurali utilizzati per custodire il fieno e ricoverare il bestiame. Ed è proprio all’interno di uno di questi antichi stabili che oggi si mangia immersi in un’atmosfera che riporta alla montagna di una volta, tra pietra, legno e antichi attrezzi agricoli e caseari che raccontano la vita contadina delle Dolomiti.
Nel corso degli anni il locale è cresciuto senza perdere la propria identità. Già nel 1976 venne ampliato con una nuova sala costruita seguendo le caratteristiche originarie dell’edificio, mantenendo intatto il fascino rustico del vecchio fienile.
Una vera cucina di montagna dai sapori forti
Anche la cucina resta profondamente legata alla tradizione alpina. Il menu propone piatti che parlano di territorio e ricette tramandate nel tempo: dai canederli al burro fuso o al formaggio fuso ai casunziei in brodo, passando per le lasagne al ragù di pastin e la zuppa d’orzo. Tra le specialità più rappresentative spiccano poi polenta e capriolo in salmì, polenta con schiz e funghi, trippa alla parmigiana con polenta e il coniglio disossato ripieno con pastin, verdure e patate.


Grande spazio è dedicato anche ai sapori caseari e ai salumi di montagna, con taglieri che valorizzano piccole produzioni del territorio. Tra i formaggi compaiono specialità come il Puzzone di Moena, il Toccol, il Binatega e il Caprino Ladino stagionato, accompagnati da miele locale e salse alla pera o mela cotogna. Non mancano salame, speck e prosciutto di cervo, protagonisti di taglieri pensati per raccontare la tradizione gastronomica dolomitica.
La proposta si completa con dolci tipici come strudel di mele, torta Linzer e Kaiserschmarren servito con composta di mirtilli rossi.
Passato, presente e futuro del Tabià
Il Tabià ha saputo evolversi restando fedele alle proprie radici. Nel 2020 gli spazi superiori e il bar sono stati trasformati in un minimarket che ha riportato in vita la tradizione del bar-bottega di paese, tra prodotti tipici, pane fresco, formaggi locali e piatti pronti.
Tra il 2024 e il 2025 arriva poi il passaggio alla terza generazione (nel 2026 Amalia Pescosta cessa ufficialmente l’attività). Annalisa lascia l’insegnamento e prende in mano la cucina insieme al figlio Andrea, che conclude gli studi, proseguendo una storia familiare lunga oltre cinquant’anni.
Nel 2023, in occasione del cinquantesimo anniversario, il Tabià ha ottenuto anche il riconoscimento di Locale Storico Veneto, confermando il valore culturale oltre che gastronomico di questa realtà.
Il parere di Dolomiti Review
Mangiare in questo antico tabià di Canale d’Agordo significa vivere un’esperienza che va oltre la cucina. Il legno, gli oggetti della tradizione contadina e i profumi dei piatti tipici restituiscono l’atmosfera autentica delle Dolomiti di una volta. Un luogo che conserva identità, memoria e sapori genuini, mantenendo vivo il legame con la cultura gastronomica di montagna.
Tutte le foto © Dolomiti Review