LEMELÆ entra ufficialmente nella selezione della Guida MICHELIN. Il ristorante di Gallio, sull’Altopiano di Asiago, è stato inserito tra le novità della Guida nella categoria “Cucina creativa, contemporanea”, segnando una tappa importante nel percorso gastronomico costruito dallo chef Andrew Lunardi.
Nato ad Asiago nel 1996, Lunardi ha maturato esperienze professionali tra Danimarca, Svezia, Alto Adige e Londra, lavorando anche all’interno di cucine stellate. Un percorso internazionale che oggi si riflette nella sua idea di montagna: radicata nel territorio, ma interpretata attraverso tecniche, sensibilità e suggestioni della cucina nordica e scandinava.
La Guida MICHELIN premia la cucina di LEMELÆ
Nella descrizione dedicata al ristorante, gli ispettori MICHELIN mettono in evidenza una cucina essenziale e sincera, sostenuta da una visione gastronomica personale e da un legame deciso con il territorio.
La proposta si concentra su una carta contenuta e ben definita, nella quale trovano spazio fermentazioni e tecniche di conservazione della materia prima. Ma uno degli elementi centrali rimane soprattutto la brace, utilizzata per esaltare prodotti profondamente legati all’Altopiano, a partire dalla pecora di Foza.
Fuoco, fiamma viva e forno a legna diventano così veri strumenti espressivi attraverso i quali raccontare boschi, pascoli, stagioni e produzioni locali.

Dall’Altopiano alla Scandinavia, e ritorno
La filosofia di LEMELÆ nasce dall’incontro fra due mondi. Da una parte c’è la sensibilità nordica e scandinava maturata da Lunardi durante le esperienze all’estero; dall’altra l’identità dell’Altopiano di Asiago, con le sue materie prime e un ambiente naturale che detta tempi e ingredienti.
Il menu cambia seguendo le stagioni e l’evoluzione della materia prima, senza imporre alla montagna una cucina estranea, ma cercando piuttosto un linguaggio contemporaneo attraverso cui interpretarla.
Alla base c’è un rapporto diretto con allevatori, agricoltori e piccoli produttori locali, privilegiando una filiera corta e trasparente rispetto alle logiche della grande distribuzione.
Pecore e vacche dell’Altopiano, formaggi, uova, selvaggina, erbe spontanee, fiori e vegetali provengono in larga parte dall’ambiente circostante. Un modello di economia locale e circolare pensato per creare valore non soltanto per il ristorante, ma anche per il territorio nel quale opera.
Ricerca, sostenibilità e piccoli produttori
Accanto ad Andrew Lunardi lavora il sous-chef Riccardo Tiella. La cucina viene sviluppata attraverso sperimentazione, studio della materia prima, osservazione della natura e ricerca di un’identità sempre più riconoscibile.
La stessa impostazione prosegue nella carta dei vini, costruita dando spazio a piccole cantine e micro-produttori italiani e stranieri accomunati da un approccio rispettoso alla coltivazione della vite e alla vinificazione.
Per LEMELÆ il concetto di sostenibilità non riguarda però solamente ciò che arriva nel piatto. L’orto davanti al ristorante contribuisce alla produzione stagionale e, nei mesi estivi, diventa anche uno spazio di relazione con gli ospiti. Parallelamente, nell’organizzazione del lavoro viene posta attenzione al benessere del personale e alla crescita professionale della squadra.



LEMELÆ, una nuova voce della ristorazione di montagna
L’ingresso nella Guida MICHELIN rappresenta un passaggio significativo per un progetto relativamente giovane e rafforza il ruolo di LEMELÆ tra le realtà emergenti della ristorazione contemporanea di montagna.
Un riconoscimento che porta sotto i riflettori non soltanto il lavoro di Andrew Lunardi e della sua squadra, ma anche Gallio e l’Altopiano di Asiago, raccontati attraverso una cucina capace di mettere insieme territorio, fuoco, fermentazioni, sostenibilità e ricerca senza rinunciare alla propria identità.
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