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Dal 4 maggio in Veneto è consentito spostarsi all’interno del territorio regionale per svolgere attività motoria e sportiva. A patto che l’attività sia individuale e non sia svolta in gruppo (ammessi invece i conviventi) e che vengano rispettate una serie di regole, spiegate nel DPCM e nell’ordinanza della Regione Veneto.

Dunque, in Veneto è possibile anche andare in montagna per fare trekking e praticare le altre discipline sportive.

Naturalmente, l’inizio di questa fase 2 non rappresenta la fine dell’emergenza e va vissuta con grande prudenza e senso di responsabilità da parte di ciascuno.

Gli appelli alla prudenza da parte del CAI e del Soccorso Alpino

Il CAI Veneto oggi è intervenuto diffondendo un comunicato ufficiale con alcune indicazioni a cui tutti i frequentatori della montagna dovrebbero attenersi. Di seguito riportiamo la versione integrale del comunicato del CAI Veneto firmato dal Presidente Renato Frigo.

Anche il Soccorso Alpino si è espresso su Facebook con toni analoghi, riprendendo le raccomandazioni del CAI e dicendo: “Ricordiamo a tutti i frequentatori della montagna che la Fase 2 appena iniziata deve vederci partire con assoluto rispetto delle norme vigenti, gradualmente e all’insegna della prudenza. Al riguardo sconsigliamo di muovervi da soli; informate sempre qualcuno dei vostri spostamenti e tempi presunti di rientro, avvertendo in caso di cambiamenti nel programma. Usciamo da quasi due mesi di scarsa attività, quindi ripartite con uscite alla portata, senza superare i vostri limiti.”

Il comunicato del CAI Veneto

Ecco il testo integrale del comunicato del CAI Veneto firmato dal presidente Renato Frigo.

Dal 4 maggio 2020 è consentito ai cittadini di svolgere attività sportiva e motoria all’aperto anche lontano da casa, raggiungendo il luogo prescelto in auto o con mezzi pubblici, purché si resti all’interno dei confini regionali e rispettando le raccomandazioni prescritte. Via libera, dunque, alle escursioni in montagna.

Il CAI Veneto ricorda a tutti che il passaggio alla fase 2 non può essere inteso come la fine dell’epidemia e un ritorno alla normalità, per questo ci vuole ancora tempo, bisogna utilizzare prudenza e gradualità. Non gettiamo dalla finestra 50 giorni di sacrifici.

Pertanto per chi vuole ritornare a fare attività fisica in ambiente alpino è richiesto un approccio prudente, attento e rigoroso.

Ricordo a tutti alcune regole:

  • è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività;
  • nel mezzo privato possono trovare posto solo le persone conviventi senza limite di distanza, per tutti gli altri deve essere rispettato il limite di 1 m.

Durante l’attività fisica in ambiente alpino è necessario:

  • mantenere la distanza sociale di almeno 1 m;
  • divieto di assembramento;
  • obbligo di essere dotati di mascherina da indossare quando ci si avvicina alle persone, e indossare i guanti o utilizzare un gel.

Il CAI Veneto ricorda che:

  • è meglio non andare in montagna da soli;
  • bisogna avere coscienza dei propri limiti e avere la capacità di non superarli;
  • essere autosufficienti;
  • è buona norma fornire ai famigliari o agli amici, il luogo dell’attività fisica e l’orario di ritorno.

INOLTRE RICORDATE

  • Tutti i rifugi in quota sono chiusi.
  • È vietato l’utilizzo dei bivacchi per escursioni programmate.
  • I bivacchi possono essere utilizzati solo in caso di emergenza. L’accesso equivale all’assunzione di responsabilità per l’utente del rischio di contagio da COVID-19, non essendo luoghi controllati.

La vostra prudenza è un segno di rispetto per tutte le persone che in caso di incidente dovrebbero intervenire mettendo a rischio la propria salute.