La pista Erta di Plan de Corones si conferma uno dei palcoscenici più spettacolari e selettivi dell’intero circo bianco femminile. Davanti a oltre 10.000 spettatori nella prima manche e a un pubblico stimato tra 13 e 15 mila presenze complessive, la decima edizione della Coppa del Mondo femminile a Kronplatz ha offerto uno slalom gigante di altissimo livello tecnico ed emotivo, segnato dal successo dell’austriaca Julia Scheib e dal grande ritorno in gara di Federica Brignone, sesta a 292 giorni dal grave infortunio.
La Erta, una pista che esalta e non perdona
La Erta, allungata di 5-6 porte rispetto alle edizioni precedenti, ha messo in mostra tutte le sue caratteristiche: pendenze impegnative, cambi di ritmo continui e un fondo reso durissimo dalle temperature scese ben sotto lo zero durante la notte, condizioni ideali per uno spettacolo di altissima qualità. Non a caso, i ribaltamenti di classifica sono stati continui, soprattutto nella seconda manche, con boati del pubblico a scandire ogni passaggio decisivo.

Prima manche: ritmo altissimo e classifica corta
Ad aprire la gara è stata Alice Robinson, ancora provata dalla recente caduta in SuperG a Tarvisio, ma ben presto il livello si è alzato sensibilmente. Sara Hector, già vincitrice sulla Erta nel 2022, ha fatto segnare il miglior tempo in 1:13,54, precedendo la svizzera Camille Rast (+0.15) e Julia Scheib. A ridosso del podio virtuale anche Mikaela Shiffrin, quarta a +0.89.
Grande attesa, però, era tutta per Federica Brignone, al rientro dopo 292 giorni dall’incidente ai Campionati Italiani: una sciata inizialmente prudente ma solida le ha consentito di chiudere settima a +1.89, a un solo secondo dal podio provvisorio. Bene anche le giovani azzurre, con Lara Della Mea decima, Asja Zenere dodicesima e Alice Pazzaglia ventiquattresima. Fuori gara, invece, Sofia Goggia, caduta dopo pochi secondi per un errore sullo sci interno.
Seconda manche: lo show della Erta e il ruggito di Brignone
Nella seconda prova la Erta ha regalato il meglio di sé. Tutte le azzurre qualificate hanno concluso la gara, con tre italiane nelle prime 15. Il primo grande boato ha accompagnato l’arrivo di Lara Della Mea, capace di portarsi in testa e di chiudere poi con un eccellente 10° posto.
Il momento più emozionante è arrivato con Federica Brignone: una seconda manche interpretata in modo magistrale, cronometro verde all’arrivo e leadership provvisoria, a testimoniare che il rientro non è solo simbolico ma già competitivo. Un segnale fortissimo in chiave Olimpiadi.
Da lì in poi, prestazioni superlative: Maryna Gasienica-Daniel ha dato il via alla volata finale, seguita da Mikaela Shiffrin, che ha chiuso quarta a +0.86. Poi l’acuto decisivo di Julia Scheib, che con 2:19,85 ha firmato la prima vittoria austriaca sulla Erta, davanti a Camille Rast (+0.37) e Sara Hector (+0.46).
Un successo sportivo e di pubblico
La gara ha confermato la Erta di Plan de Corones come una delle migliori piste di slalom gigante degli ultimi dieci anni, capace di esaltare le qualità tecniche delle atlete e di coinvolgere un pubblico da grandi occasioni. Per Julia Scheib è il quarto successo stagionale e la leadership nella Coppa di specialità, mentre per Federica Brignone il sesto posto finale vale come una vittoria: il rientro, dopo quasi dieci mesi, è stato non solo riuscito ma carico di prospettive, con Cortina sempre più vicina.
Foto di copertina: Federica Brignone at Audi FIS SkiWorldCup Kronplatz 2026_©wisthaler.com
Foto del podio: Podium Audi FIS SkiWorldCup Kronplatz 2026_Ph_Gianvito Coco