Il Col Alt di Corvara per la ristorazione, il Rifugio Scoiattoli di Cortina per il panorama, l’Oberholz di Obereggen per il design e il Super G di Madonna di Campiglio per l’après-ski. Sono i quattro locali delle Dolomiti che conquistano i premi speciali della Guida ai migliori mountain club d’Italia 2026. A questi si aggiunge AlpiNN, a Plan de Corones, proclamato miglior mountain club dell’anno ex aequo con Sunny Valley di Santa Caterina Valfurva.
I riconoscimenti sono stati assegnati il 27 ottobre a Palazzo Lombardia, durante il Gran Galà dei Mountain Club d’Italia, nel programma di Milano Mountain Show. Una selezione che racconta quanto sia cambiata l’ospitalità sulle piste: accanto ai rifugi dalla lunga storia familiare trovano spazio ristoranti contemporanei, architetture panoramiche e locali nei quali la giornata prosegue con musica e aperitivi.
La guida, firmata da Andrea Guolo con Giambattista Marchetto e Tiziana Di Masi, comprende 55 locali tra Veneto e Trentino-Alto Adige. Un percorso dalle Dolomiti di Brenta alle montagne bellunesi, con alcune tappe nei comprensori vicini, dove cucina, accoglienza e paesaggio contribuiscono a scegliere la destinazione.

Col Alt a Corvara: il premio per la migliore ristorazione
Il riconoscimento Best Restaurant Mountain Club va al Col Alt di Corvara, premiando il percorso di Fabio Targhetta, tra i pionieri della trasformazione del rifugio in ristorante gourmet d’alta quota, insieme allo chef Enrico Vespani.
La storia del locale si intreccia con quella dello sci in Alta Badia: il nucleo originario risale al 1938, mentre nel 1946 la prima seggiovia collaudata d’Italia collegò Corvara al Col Alto per iniziativa di Erich Kostner.
Oggi, alla terrazza affacciata sul Sella, sulla Marmolada e sulle Dolomiti di Fanes si accompagna una proposta gastronomica che la guida racconta attraverso piatti come la trota affumicata con panna acida, ortaggi e olio alle erbe aromatiche e l’hamburger di capriolo, presente in carta dal 2006. La cantina raccoglie circa quattromila bottiglie.
A ritirare il premio è stato lo stesso Targhetta, che ha costruito l’identità del Col Alt facendo della cucina una ragione per salire in quota.

Rifugio Scoiattoli: il panorama più emozionante
Il Best View Award viene assegnato al Rifugio Scoiattoli di Cortina d’Ampezzo, per l’affaccio sulle Cinque Torri e sulle montagne della conca ampezzana.
A 2.255 metri, la terrazza è uno dei punti più riconoscibili delle Dolomiti. Il rifugio, fondato negli anni Settanta da Lorenzo Lorenzi, mantiene la gestione familiare: oggi se ne occupano Guido Lorenzi, che ha ritirato il premio, la sorella Claudia e Alessandro, esponente della terza generazione e chef.
Il paesaggio accompagna una cucina nella quale trovano spazio preparazioni fatte in casa, dai ravioli alle “violette” ai sapori di bosco con porcini, pinoli e pancetta. Claudia firma i dolci, tra strudel e mousse. Le camere permettono di fermarsi dopo la partenza degli ultimi visitatori, mentre la vasca panoramica con acqua riscaldata aggiunge una diversa possibilità di vivere la montagna.

Oberholz: il premio per il design
A Obereggen, ai piedi del Latemar, Oberholz conquista il Best Design Award grazie al progetto di Peter Pichler e Pavol Mikolajcak.
L’edificio si sviluppa come un tronco dal quale partono tre rami, orientati verso differenti gruppi montuosi. Gran parte della struttura è inserita nel terreno; all’interno, il legno e le grandi vetrate definiscono tre ambienti panoramici, evitando l’effetto di un’unica sala affollata.
Il premio, ritirato da Benjamin Kirchmaier, amministratore delegato di Obereggen Latemar, riconosce questa interpretazione contemporanea del rifugio.
La cucina dello chef Antonio Greco mantiene invece un legame con la tradizione altoatesina, con qualche influenza trentina. Tra le proposte segnalate ci sono i canederli di patate ripieni di ragù di cervo e il Kaiserschmarrn con purea di mele e mirtilli rossi. Il servizio è esclusivamente à la carte, anche sulla terrazza.
Super G Madonna di Campiglio: il miglior après-ski
Il premio Best Après-Ski distingue la sede di Madonna di Campiglio del gruppo Super G Italian Mountain Club. A ritirarlo è stato Andrea Baccuini, fondatore e amministratore delegato di 5 Club.
Sulla piana di Nambino, il locale è raggiungibile sia dalle piste sia in auto e combina ristorazione, musica e intrattenimento. L’Arena può accogliere circa mille persone, mentre il ristorante Il Meraviglioso affianca alla proposta comune agli altri locali del gruppo ingredienti del territorio trentino.
La presenza estiva del Gravity Park amplia il pubblico alle famiglie. Il recupero dello storico Zangola, trasformato in spazio per eventi, completa un progetto che estende l’attività oltre il solo appuntamento dopo lo sci.

AlpiNN miglior mountain club 2026 ex aequo
Tra i riconoscimenti assoluti spicca quello di AlpiNN by Norbert Niederkofler, che conquista il Kettmeir Award – Best Mountain Club 2026 ex aequo con Sunny Valley Kelo Mountain Lodge di Santa Caterina Valfurva.
AlpiNN si trova in vetta a Plan de Corones, nello stesso edificio del museo della fotografia di montagna Lumen. Gli interni progettati da Martino Gamper accompagnano l’affaccio tra Dolomiti e Alpi austriache, mentre la cucina interpreta la filosofia Cook the Mountain.
Lo chef Matteo Gecchele lavora su prodotti locali, stagionalità e conservazione degli ingredienti, comprese le fermentazioni. Tra i piatti descritti dalla guida figurano la tartare di manzo con senape fermentata e midollo cotto al carbone e le tagliatelle al ragù di cortile.
La carta dei vini supera le 600 etichette, per circa il 70% provenienti da territori di montagna. Il premio è stato ritirato dalla restaurant manager Valeria Hinna Danesi.

I Tre Fiocchi Gold: AlpiNN, Doss Alpine Style e Fienile Monte
AlpiNN è anche uno dei tre locali di Trentino-Alto Adige che ottengono i Tre Fiocchi Gold, insieme a Doss Alpine Style e Fienile Monte.
È il riconoscimento più alto nella valutazione della guida, attribuito dai 90 punti su 100. Il giudizio considera cinque aspetti: location, design, qualità e servizi, food & beverage e atmosfera, ciascuno con un massimo di 20 punti.
Doss Alpine Style, Pinzolo
Al Doss del Sabion, sopra Pinzolo, Doss Alpine Style guarda alle Dolomiti di Brenta e ai ghiacciai dell’Adamello. Il rinnovamento architettonico del 2023, firmato da Marco Casagrande, ha accompagnato il passaggio dal self service a due ristoranti con servizio al tavolo.
Il Mountain propone i classici della cucina di montagna; l’Attic segue una linea più ricercata. Lo chef Lorenzo Tiberio valorizza anche trota, salmerino e selvaggina. La sommelier Manuela Viviani cura una carta di circa cento vini, con attenzione alle produzioni locali e al Trentodoc.
Fienile Monte, Passo Sella
Al Passo Sella, il Fienile Monte conserva le dimensioni raccolte di un antico edificio agricolo, trasformato da Alex Monteleone e gestito dal figlio Renè.
La cucina dedica spazio alle carni e a preparazioni come il risotto al pino mugo con gulasch di cervo e i maccheroncini fatti in casa al ragù di coniglio. La cantina comprende circa 500 referenze, mentre la terrazza, con il Sassolungo sullo sfondo, contribuisce all’identità del locale.
Gli altri mountain club selezionati in Trentino
Madonna di Campiglio e Paganella
Nella ski area di Madonna di Campiglio, oltre ai premiati Doss Alpine Style e Super G, sono presenti Chalet Spinale, con ristorante, terrazza e appuntamenti musicali; Stoppani Lodge, al Grostè, che affianca alla ristorazione camere, sauna e jacuzzi esterna; e Ristorante Boch, alla stazione intermedia del Grostè, con pasta fatta in casa e una proposta che comprende self service e servizio à la carte.
In Paganella, il Family Chalet Dosson, raggiungibile dalla telecabina di Andalo, unisce ristorazione e spazi per i bambini. Sul versante di Fai, Alpine Lounge Meriz propone piatti trentini, pasticceria interna e terrazza. A Malga Zambana, la gestione del livornese Andrea Malana introduce accenti toscani, mantenendo il legame con i prodotti e i piatti del Trentino.

Pampeago e Alpe Cermis
A Pampeago, In.Treska punta sulle carni alla brace e sui piatti da condividere, con André Sudarovich in cucina e il figlio Dario in sala. La carta comprende circa 300 vini, con attenzione ai piccoli produttori.
Sull’Alpe Cermis, Lo Chalet abbina grandi vetrate sul Lagorai a una cucina esclusivamente con servizio al tavolo. Lo chef Fedele Bevilacqua inserisce nella proposta anche ingredienti lucani, come il peperone crusco.
Val di Fassa e Passo Sella
Accanto al Fienile Monte, la selezione comprende il Rifugio Salei, con ristorante, camere, piscina e spa, e il Rifugio Fredarola, nei pressi del Pordoi, dove la cucina dedica attenzione alle carni alla griglia.
Il Friedrich August, nella zona del Col Rodella, lega la propria identità anche all’allevamento di yak e bovini Highlander della famiglia Prinoth. Tra le proposte figurano carni allevate in quota, canederli di formaggio fassano e krapfen.
Il Rifugio Carlo Valentini, attivo dal 1884 e sempre legato alla stessa famiglia, trova nello chef Gaetano Bonanno Valentini una rilettura contemporanea delle ricette familiari.
San Martino di Castrozza
La Malghetta Tognola, gestita dal 2024 dalla famiglia Baggetto, affianca ai classici del Primiero preparazioni come la tagliata di cervo marinata. Malga Ces, della famiglia Scalet, valorizza prodotti locali, tosèla, pasta fresca e carni cotte nel forno Josper.
Completano il gruppo il Rifugio Tognola, a 2.200 metri all’arrivo della cabinovia, con ristorante, self service e pizzeria, e Campo Base Après Ski, alla partenza dello stesso impianto, dedicato a colazioni, ristorazione veloce e incontri dopo le discese.
Gli altri indirizzi in Alto Adige

Val Gardena: dal Comici al Seceda
Il Rifugio Emilio Comici, ai piedi del Sassolungo, si distingue per la proposta di pesce, legata alla storia della famiglia Marzola e ai suoi rapporti con le valli di Grado.
Sul Seceda, Sofie Hütte conserva l’impronta familiare nei piatti e nello strudel preparato secondo la ricetta della fondatrice. Daniel Hütte affianca alla cucina tirolese una cantina con oltre mille etichette.
Sono selezionate anche Baita Panorama, lungo la Dantercëpies, con piatti tradizionali e spazi estivi per le famiglie, e Baita Saslonch, alla partenza della pista Saslong, con una proposta attenta ai produttori della valle.

Alta Badia, oltre il Col Alt
Sul Piz La Ila, il Club Moritzino unisce terrazza musicale e una ristorazione che spazia dal pesce alla griglia e alla pizza. Il Piz Boé Alpine Lounge articola l’offerta tra Kelina Fine Dine, Amiré Bistrot & Lounge e lo show cooking Al Plan de Sasc.
La Jimmi Hütte, al Passo Gardena, abbina cucina locale e una cantina con oltre duemila etichette. Lungo l’Armentarola, Scotoni Hütte è segnalata per le carni alla brace e la gestione della famiglia Agreiter.
Ütia Crëp de Munt, sul versante del Boé, propone cucina altoatesina e ladina, comprese le mezzelune di canapa con spinaci e ricotta, con vista sulla Marmolada.
Plan de Corones e Carezza
Oltre ad AlpiNN, a Plan de Corones trovano spazio Lorenzi Hütte, a Valdaora, dove la famiglia Steger mantiene il rapporto con l’attività agricola; Oberegger Alm, con cucina tirolese e influenze mediterranee; e P5 Mountain Club, alla base della seggiovia Sonne, con solarium e un’impostazione ispirata ai beach club.
A Carezza, la Laurin’s Lounge, a 2.330 metri, combina terrazza panoramica, cucina con influenze mediterranee e appuntamenti musicali. La Franzin Alm, raggiungibile anche dalla strada, valorizza carni della Val d’Ega, verdure stagionali e formaggi locali.
Latmor Alm, nata nel 2024 e guidata dallo chef Klemens Gruber, lega il progetto ai contadini della zona, con carni del maso di famiglia e preparazioni come i ravioli di segale con formaggio della malga Hagner.
Gitschberg Jochtal, nei dintorni delle Dolomiti
La selezione si estende a Gitschberg Jochtal, comprensorio dal quale lo sguardo raggiunge le Dolomiti. A Maranza, Gitschhütte e Nesselhütte, riunite in un’unica scheda, propongono cucina di montagna e terrazze panoramiche.
A Valles, il Mühle Restaurant, ricavato da un antico mulino davanti alla partenza della cabinovia, abbina ristorante, pizzeria e après-ski.
Gli altri mountain club delle Dolomiti bellunesi
Arabba e Passo Campolongo
A Porta Vescovo, il Rifugio Luigi Gorza offre un affaccio sulla Marmolada attraverso ampie superfici vetrate. La cucina rimane legata alla tradizione, con tagliatelle al ragù di cervo e canederli.
Al Passo Campolongo, Ütia La Tambra, accessibile anche dalla strada, racconta l’incontro tra Veneto e Alto Adige. Accanto ai piatti ladini si distingue la Pizzapan, proposta invernale con 72 ore di lievitazione, anche nella versione con pastin tartufato.

Cortina e Cinque Torri
Oltre al Rifugio Scoiattoli, premiato per il panorama, è selezionato il Rifugio Averau, nel comune di Colle Santa Lucia. La famiglia Siorpaes ne cura cucina e accoglienza, con Matteo ai fornelli e Margot in sala e alla selezione dei vini. Tra i classici figurano i cappelli dell’alpino, ravioli verdi ripieni di formaggio, noci e basilico.
Sono presenti anche il Masi Wine Bar al Drusciè, dove i vini orientano gli abbinamenti; Capanna Tondi, in Faloria, con la cucina della famiglia Verzi; Super G Cortina – Faloria Mountain Club, con il ristorante Meraviglioso e l’intrattenimento après-ski; e Son Forca, alla base del Cristallo, che propone piatti tradizionali e pernottamento.

Falcade e Ski Civetta
A Falcade, Baita Dies Bis si distingue per la struttura parzialmente inserita nella roccia e la vetrata sulle Pale di San Martino. La famiglia Case prepara in casa pane, pasta e dolci; tra le specialità ci sono i tortelloni alle ortiche con fonduta di formaggio.
Nel comprensorio Ski Civetta, il Ristoro Belvedere, sulla cima del Fertazza a Selva di Cadore, conserva la gestione familiare avviata nel 1985, con cucina dolomitica, pasticceria e una vasta selezione di grappe.
Sul versante zoldano, Su’n Paradis punta sulle carni alla brace e sull’incontro tra prodotti alpini e radici sarde della famiglia. Ad Alleghe, lo Chalet Col dei Baldi propone servizio al tavolo e la cucina di Matteo Pianezze, con piatti come la tagliatella con porcino, zafferano e liquirizia.

San Pellegrino e Alpe Lusia: InAlto e Chalet 44
Nel comprensorio tra Veneto e Trentino, InAlto Alfio Ghezzi Dolomites si trova all’arrivo della funivia del Col Margherita, a 2.513 metri.
Il progetto gastronomico di Alfio Ghezzi valorizza piccoli produttori e ingredienti di entrambe le regioni. Il piatto simbolo è l’uovo di fattoria con fonduta di formaggi locali, tortel di patate e speck croccante, affiancato da un percorso degustazione a sorpresa.
Sul versante di Bellamonte dell’Alpe Lusia, Chalet 44 Alpine Lounge, in località Morea a Predazzo, completa la selezione del comprensorio insieme a InAlto e alla bellunese Baita Dies Bis. La struttura ospita ristorante, pizzeria, terrazza e appuntamenti musicali; tra le proposte citate figurano filetto di cervo e costine di agnello.
Una sosta in quota anche per chi non scia
Molti locali sono raggiungibili con gli impianti anche senza sci, mentre alcuni si trovano lungo la strada. Accessibilità, aperture e modalità di rientro cambiano però tra estate e inverno e vanno verificate prima di organizzare un pranzo o una cena.
Dalle gestioni familiari ai ristoranti contemporanei, la selezione racconta esperienze diverse. I premi speciali ne mettono a fuoco le peculiarità: la cucina del Col Alt, il panorama dello Scoiattoli, l’architettura dell’Oberholz e l’après-ski del Super G. Modi differenti di vivere le Dolomiti, nei quali la sosta diventa parte della giornata in montagna.