In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua diventa impossibile non condividere una riflessione su un tema che è di vitale importanza per la montagna e l’intero ecosistema.

Qui sulle Dolomiti è stato un inverno molto secco. Poca neve in quota, pochissima pioggia a valle. Le temperature rigide hanno fatto sì che quella poca neve caduta si sia mantenuta a lungo, soprattutto nei versanti esposti a nord. Ma le giornate con qualche precipitazione significativa si contano sulle dita di una sola mano, in un susseguirsi infinito di bel tempo stabile. Che sia anche buono, questo “bel tempo” non è così scontato.

Le riserve idriche sono in evidente sofferenza e questo si traduce in un problema concreto non solo per la gente di montagna (pensiamo ai rifugi alpini d’alta quota, in cui l’approvvigionamento dell’acqua dipende da scarsissime risorse idriche superficiali, anche in annate “normali”) ma in generale per tutti noi.

Il bollettino dell’Arpav

Lasciamo parlare i numeri (fonte: ARPAV). Il bollettino completo sulle risorse idriche datato 15 marzo 2022 è disponibile qui.

  • ❄️ Il deficit di precipitazione nevosa è di circa 160-170 cm di neve fresca rispetto alla media 2009-2021
  • 📅 Se anche nella seconda metà del mese non dovessero verificarsi precipitazioni significative questo marzo diventerà il più scarso di apporti dal 1994
  • 💧 Alla data del 15 marzo le portate dei maggiori fiumi veneti, in calo pressoché costante dalla metà del mese di novembre, si mantengono ormai nettamente inferiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua ed in alcuni casi inferiori ai minimi storici.

Le Alpi soffrono la mancanza d’acqua

Gli effetti della carenza d’acqua sono già lampanti: i laghetti della Rimonta, ad esempio, sono prosciugati, i pesci stanno morendo e i volontari si sono dati da fare per salvarli spostandoli in un luogo più sicuro.

Le Alpi – dice la Fondazione Dolomiti Unesco – sono il “serbatoio d’Europa”, perché forniscono acqua a gran parte del continente. Ma il ritiro inesorabile dei ghiacciai e la scarsità di precipitazioni di questi mesi sono campanelli d’allarme a cui non possiamo di certo restare indifferenti.

Pensiamoci, quando frequentiamo la Montagna e questo territorio meraviglioso e fragile.