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Escursione da Malga Ra Stua al Rifugio Sennes: tra Cortina e gli altopiani di Fanes-Senes-Braies

L’escursione da Malga Ra Stua al Rifugio Sennes è uno degli itinerari più belli nell’area di Cortina d’Ampezzo. Il percorso parte da Sant’Uberto, attraversa la conca di Ra Stua e sale verso Fodara Vedla e gli altopiani del Parco naturale Fanes-Senes-Braies. Una camminata lunga e appagante, adatta a escursionisti con un minimo di allenamento, tra boschi, pascoli, baite, rifugi e panorami dolomitici di grande fascino

L’itinerario sui sentieri che collega Malga Ra Stua al Rifugio Sennes, passando per Fodara Vedla, è davvero completo e appagante. Non è una semplice passeggiata in quota, ma un itinerario che attraversa ambienti diversi, entra nel cuore di due parchi naturali e regala un’immersione autentica in una delle zone più suggestive delle Dolomiti.

Subito un ‘avvertenza: meglio indossare scarpe comode con buona suola, portare acqua, protezione solare e una giacca impermeabile antivento (e antipioggia), perché a 2.000 metri il tempo può cambiare velocemente.

Il percorso parte dalla zona di Sant’Uberto, lungo la strada statale che collega Cortina a Dobbiaco, e sale verso la conca di Ra Stua, porta naturale verso gli altopiani di Sennes, Fodara e Fòses. È un’escursione senza difficoltà tecniche particolari, ma lunga e con un dislivello da non sottovalutare. Per questo è consigliata a chi ha un minimo di allenamento e vuole dedicare alla montagna una giornata intera.

Per distanze, dislivello, tempi di percorrenza, sentieri e descrizione passo passo dell’itinerario, leggi la nostra guida tecnica completa a Malga Ra Stua, Rifugio Sennes e Fodara Vedla.

Perché scegliere questa escursione

L’escursione a Malga Ra Stua e al Rifugio Sennes è speciale perché permette di attraversare due mondi dolomitici vicini ma molto diversi.

All’inizio si cammina nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, tra boschi, torrenti, pascoli e radure aperte. Poi, salendo verso Fodara Vedla e Sennes, il paesaggio cambia progressivamente: i boschi lasciano spazio agli altopiani, alle praterie d’alta quota, alle baite isolate e alle grandi montagne del Parco naturale Fanes-Senes-Braies.

È un itinerario che ha il pregio della varietà. Non c’è solo una meta finale, ma una successione di luoghi che valgono il cammino: Sant’Uberto, Malga Ra Stua, Cianpo de Cròsc, Fodara Vedla, il Plan de Lasta, indicato anche come Plan del Lasta, il Rifugio Sennes e, al ritorno, i giochi d’acqua dei Gores de l’Aga de Ciampo de Cròsc.

Da Sant’Uberto a Malga Ra Stua

Il punto di partenza più classico è il parcheggio di Sant’Uberto, in località conosciuta anche come St. Hubertus, lungo la strada tra Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco. Da qui si può raggiungere Malga Ra Stua seguendo il sentiero n. 6, che sale nel bosco evitando in parte la strada asfaltata.

Questa prima parte è già molto piacevole. Si cammina tra pini, abeti e larici, con il torrente che accompagna il percorso e con scorci sempre più aperti sulle montagne. Malga Ra Stua appare dopo circa un’ora di cammino, adagiata in una conca ampia e luminosa, circondata da prati e boschi.

La malga è uno dei punti più amati dell’area ampezzana: può essere una meta a sé per chi cerca una camminata più breve, ma per chi prosegue verso Sennes diventa il primo vero punto di appoggio dell’itinerario.

La conca di Ra Stua

Ra Stua è uno di quei luoghi che spiegano bene la bellezza della montagna ampezzana. Non ha la spettacolarità immediata dei grandi laghi dolomitici o delle cime più fotografate, ma possiede un fascino più quieto: prati aperti, malga, pascoli, boschi e montagne che chiudono l’orizzonte senza opprimerlo.

Da qui si entra progressivamente in una dimensione più escursionistica. Superata la malga, si continua lungo una strada sterrata comoda, seguendo il sentiero n. 6 in direzione di Cianpo de Cròsc, importante crocevia per diverse mete: il Rifugio Biella, il Rifugio Sennes, Fodara Vedla e la Val Salata.

Chi vuole vivere l’anello più completo lascia qui la direzione diretta per Sennes e imbocca il sentiero n. 9 verso Fodara Vedla.

Verso Fodara Vedla

La salita verso Fodara Vedla è il tratto più impegnativo dell’escursione. La strada entra nel bosco e guadagna quota con una serie di tornanti. Il dislivello si sente, ma il percorso resta sempre ben leggibile e privo di passaggi tecnici.

Una volta usciti dal bosco, il paesaggio cambia completamente. Si raggiunge un ampio pianoro d’alta quota, dove lo sguardo si apre e la fatica viene ripagata da un ambiente di grande bellezza. In questa zona si incontra anche il Lago de Rudo, che nelle estati più secche può presentarsi quasi o del tutto asciutto.

Fodara Vedla è uno dei momenti più belli dell’itinerario. Le baite, i prati e il rifugio formano un piccolo insediamento alpino che conserva un’atmosfera appartata, quasi fuori dal tempo. È il luogo ideale per una pausa prima di proseguire verso Sennes.

Da Fodara Vedla al Rifugio Sennes

Da Fodara Vedla si prosegue seguendo le indicazioni per il Rifugio Sennes, lungo il tracciato segnalato che attraversa il Plan de Lasta, indicato anche come Plan del Lasta. Il percorso si sviluppa in un ambiente ormai pienamente altoatesino, nel territorio del Parco naturale Fanes-Senes-Braies.

Il Rifugio Sennes si trova a oltre 2.100 metri di quota, in posizione panoramica sull’altopiano omonimo. Da qui la vista si apre su alcune delle montagne più importanti delle Dolomiti: Croda Rossa d’Ampezzo, Cristallo, Sorapis e Tofane.

L’arrivo al rifugio è uno dei momenti più gratificanti della giornata. Dopo la salita da Ra Stua e il passaggio da Fodara Vedla, Sennes appare come un approdo naturale: un rifugio d’alta quota accogliente, circondato da prati, rocce chiare e orizzonti ampi.

La baite di Fodara Vedla
Fodara Vedla: le baite

Il rientro verso Ra Stua

Per il rientro si può seguire il tracciato più diretto, scendendo dal Rifugio Sennes verso Malga Ra Stua lungo il sentiero n. 6. È una discesa più lineare rispetto all’andata e permette di chiudere l’anello senza ripercorrere integralmente il tratto di Fodara Vedla.

Prima di tornare al parcheggio di Sant’Uberto, vale la pena fare una breve deviazione verso i Gores de l’Aga de Ciampo de Cròsc. Qui il torrente scava piccole gole, cascate e pozze naturali, creando uno degli angoli più sorprendenti dell’itinerario. È un dettaglio che spesso resta fuori dalle escursioni più frettolose, ma che aggiunge molto al valore della giornata.

Un’escursione tra due parchi naturali

Uno degli aspetti più interessanti di questo percorso è il passaggio tra due aree protette: il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e il Parco naturale Fanes-Senes-Braies.

Il primo accompagna la parte iniziale dell’itinerario, con boschi, torrenti e pascoli tipici dell’ambiente ampezzano. Il secondo si apre nella parte alta, attorno a Fodara Vedla e Sennes, con altopiani, praterie, rocce calcaree e panorami più vasti.

Questa varietà rende l’escursione molto interessante anche dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Con un po’ di fortuna si possono osservare marmotte, rapaci e altri animali alpini, sempre mantenendo le distanze e rispettando l’ambiente.

Accesso a Malga Ra Stua: cosa sapere nel 2026

L’accesso alla zona di Ra Stua va sempre controllato prima della partenza, perché la strada è soggetta a regolamentazioni stagionali.

Per l’estate 2026, la strada da S. Uberto a Malga Ra Stua è chiusa al traffico privato dal 6 luglio al 6 settembre. In questo periodo è attivo un servizio navetta da Fiames, presso l’ufficio informazioni del Parco, senza prenotazione, con orario continuato dalle 8.30 alle 19.00.

Nello stesso periodo il parcheggio di Sant’Uberto è a pagamento nelle fasce orarie stabilite. Le disposizioni possono cambiare per motivi di sicurezza, lavori o condizioni meteo, quindi è sempre consigliabile verificare le informazioni aggiornate prima di partire.

Fuori dal periodo di chiusura estiva, l’accesso in auto fino a Malga Ra Stua può essere possibile. La scelta migliore, però, resta spesso partire a piedi da Sant’Uberto: si vive meglio l’ambiente del parco e si evita di trasformare l’escursione in un semplice trasferimento.

Quando andare

Il periodo migliore per questa escursione va dalla tarda primavera all’autunno, quando i sentieri sono liberi dalla neve e i rifugi sono aperti. L’estate offre giornate lunghe, prati verdi e maggiore facilità di accesso, ma anche più frequentazione. Settembre è spesso uno dei momenti migliori: temperature più gradevoli, luce più morbida e atmosfera più tranquilla.

In inverno la zona di Ra Stua può essere raggiunta anche con neve, ma l’escursione fino a Sennes cambia completamente natura. Servono esperienza, attrezzatura adeguata e controllo delle condizioni nivometeorologiche. Non va considerata una semplice variante invernale dell’itinerario estivo.

A chi è adatta

L’escursione a Malga Ra Stua, Fodara Vedla e Rifugio Sennes è adatta a escursionisti con un discreto allenamento. Non presenta passaggi esposti o tecnicamente difficili, ma richiede resistenza: il percorso è lungo, il dislivello è significativo e la giornata va pianificata con attenzione.

Non è l’itinerario ideale per bambini piccoli o per chi cerca una passeggiata breve e senza fatica. Per una gita più semplice ci si può limitare a raggiungere Malga Ra Stua da Sant’Uberto, trasformando la giornata in una camminata molto più contenuta.

Chi invece ha voglia di camminare troverà in questo anello una delle escursioni più belle dell’area di Cortina: completa, panoramica, varia e capace di raccontare bene la complessità delle Dolomiti tra Veneto e Alto Adige.

Consigli pratici

Per affrontare l’escursione sono consigliate scarpe da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento, acqua e qualcosa da mangiare. Anche se lungo il percorso ci sono punti di appoggio, è meglio non dipendere completamente dai rifugi, soprattutto nei periodi di apertura parziale o nei giorni di grande affluenza.

Prima di partire è importante controllare meteo, apertura dei rifugi, eventuali chiusure stradali e condizioni dei sentieri. In montagna i tempi possono variare molto in base al passo, alle soste e alle condizioni del fondo.

Una mappa escursionistica resta sempre consigliata, anche su percorsi noti e ben frequentati. L’itinerario attraversa aree ampie, con diversi bivi e varianti: sapere dove si è e quale direzione seguire è parte essenziale dell’esperienza.

FAQ sull’escursione a Malga Ra Stua e Rifugio Sennes

Da dove parte l’escursione a Malga Ra Stua e Rifugio Sennes?

Il punto di partenza più usato è il parcheggio di Sant’Uberto, lungo la strada statale tra Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco. Da qui si sale a piedi verso Malga Ra Stua e poi si prosegue verso Fodara Vedla e Rifugio Sennes.

L’escursione è difficile?

È un’escursione escursionistica, senza difficoltà tecniche particolari, ma lunga e con dislivello significativo. Richiede allenamento e abitudine a camminare in montagna.

Si può arrivare in auto a Malga Ra Stua?

Dipende dal periodo. In estate la strada da S. Uberto a Malga Ra Stua viene chiusa al traffico privato per alcune settimane e sostituita da un servizio navetta da Fiames. Prima di partire bisogna verificare le regole aggiornate.

Quanto tempo serve?

Per l’anello completo bisogna prevedere una giornata. La guida tecnica di Dolomiti Review indica circa 3 ore fino al Rifugio Sennes e circa 2 ore per la discesa, escluse le soste.

Quali rifugi si incontrano?

Lungo l’itinerario si incontrano Malga Ra Stua, Rifugio Fodara Vedla e Rifugio Sennes. Sono punti di appoggio importanti, ma apertura e disponibilità vanno sempre controllate prima della partenza.

Si può fare solo una parte dell’itinerario?

Sì. Chi cerca una camminata più facile può limitarsi a salire da Sant’Uberto a Malga Ra Stua. Chi vuole un itinerario intermedio può valutare Fodara Vedla, mentre l’anello completo fino a Sennes è consigliato a chi ha più allenamento.

In sintesi

L’escursione da Malga Ra Stua al Rifugio Sennes, passando per Fodara Vedla, è una delle grandi camminate dell’area di Cortina. Non è la più breve né la più semplice, ma è una di quelle che restituiscono pienamente il senso della montagna dolomitica: boschi, pascoli, torrenti, altopiani, baite e rifugi, con il passaggio tra Veneto e Alto Adige e tra due parchi naturali di straordinario valore.

È un itinerario da preparare bene e da vivere senza fretta. La ricompensa è una giornata immersa in uno dei paesaggi più autentici e meno banali delle Dolomiti.

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