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Morso di zecca e TBE: cresce l’allerta nel Bellunese dopo il ricovero di un allenatore

Nel Bellunese cresce l’allerta per le zecche dopo il ricovero di un allenatore colpito da TBE. Sintomi, rischi, vaccino e prevenzione per chi frequenta boschi e sentieri

Una passeggiata in montagna, poi il malessere improvviso e il ricovero d’urgenza. Nel Bellunese il caso di un allenatore di basket finito in terapia intensiva dopo un’infezione legata al morso di una zecca riporta al centro dell’attenzione un tema che riguarda da vicino chi frequenta boschi, sentieri e prati di montagna: la TBE, o encefalite da zecca.

L’uomo, settantenne, è stato sottoposto a coma farmacologico. Le sue condizioni avrebbero mostrato alcuni segnali di miglioramento, ma la prognosi resta riservata. L’infezione avrebbe interessato il sistema nervoso centrale, come può accadere nelle forme più gravi di encefalite trasmessa da zecche.

TBE e Lyme: dieci casi nel Bellunese nei primi sei mesi del 2026

Il Bellunese è una delle aree italiane dove il rischio legato alle zecche è più rilevante. Nei primi sei mesi del 2026 sono già stati registrati 7 casi di TBE e 3 di malattia di Lyme.

La TBE è una malattia virale che può avere un decorso molto serio. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nella maggior parte dei casi l’infezione passa inosservata o provoca sintomi lievi; in altri casi, dopo alcuni giorni dal morso, possono comparire febbre, forte mal di testa, stanchezza e dolori muscolari. Le forme più gravi possono coinvolgere il sistema nervoso centrale.

Diversa è la malattia di Lyme, causata da un batterio e trattabile con antibiotici se diagnosticata correttamente. La TBE, invece, non dispone di una cura specifica: per questo la prevenzione è decisiva.

Vaccino gratuito e prevenzione sui sentieri

Nel territorio dell’Ulss 1 Dolomiti è possibile vaccinarsi contro l’encefalite da zecca, verificando il proprio stato vaccinale e prenotando tramite i canali indicati dall’azienda sanitaria.

Per chi cammina in montagna, le precauzioni restano fondamentali: pantaloni lunghi, abiti chiari, repellenti, attenzione all’erba alta e controllo accurato del corpo al rientro. In caso di zecca attaccata alla pelle, va rimossa rapidamente con una pinzetta, senza schiacciarla.

L’estate è la stagione delle escursioni, ma anche il periodo in cui il rischio aumenta. Il messaggio è semplice: non rinunciare alla montagna, ma viverla con maggiore consapevolezza.

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