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Mentre il nuovo Bivacco Fanton è stato posizionato a Forcella Marmarole, per il vecchio bivacco intitolato ai fratelli Fanton si apre una seconda vita.

Dagli anni ’60 la struttura metallica si trovava in Val Baion, sulle Marmarole, dove per decenni ha offerto un punto di appoggio per alpinisti ed escursionisti. Ultimamente, dopo decenni di esposizione alle intemperie in alta quota, era diventata fatiscente e non più utilizzabile.

Nel mese di settembre 2020 è stata smantellata e portata a valle. Da qualche settimana si trova a Longarone, dove gli studenti della locale scuola professionale Enaip hanno iniziato i lavori di restauro.

Il restauro del vecchio bivacco con il supporto della Fondazione Dolomiti UNESCO

«Dopo la realizzazione del nuovo bivacco Fanton, posizionato lo scorso autunno a Forcella Marmarole e completato nella prossima primavera, ci pareva bello non mandare al macero il vecchio bivacco che per tanti anni ha svolto il suo compito in Val Baion.

Grazie al supporto della Fondazione Dolomiti Unesco che ha messo a disposizione un finanziamento nell’ambito del progetto di riqualificazione paesaggistica rinominato “Strobs – strutture obsolete e paesaggi eccezionali. Valori e disvalori nel paesaggio delle Dolomiti e nella gestione del sito Unesco”, siamo riusciti nell’intento di ridare nuova vita alla struttura» dice Massimo Casagrande, vice presidente del Cai di Auronzo.

La collaborazione con la scuola professionale ENAIP

Per realizzare il progetto, il CAI di Auronzo si è rivolto all’Enaip di Longarone, che qualche anno fasi era occupato del restauro di due vecchie cabine della funivia del Monte Agudo.

«La struttura, dopo sessant’anni ad alta quota, ha bisogno di essere completamente ricostruita» spiega Fabrizio Fontanella, docente dell’Enaip di Longarone. «Con la classe Seconda meccanica, 23 allievi, costruiremo un telaio metallico che salvaguardi la struttura originaria per poi ricostruire anche gli interni, riproducendoli così come furono realizzati nel 1961.

Il restauro del bivacco, inoltre, consentirà un’attività interdisciplinare: dalla messa a punto del computo metrico alla formulazione di un preventivo, dalla fatturazione alla stesura della storia del bivacco, un po’ tutte le materie saranno interessate».

Lezione di storia dell'alpinismo
Lezione di storia dell’alpinismo con il CAI, all’ENAIP

La storia del Bivacco Fanton: dalla rete di bivacchi fissi sulle Dolomiti al concorso di idee

Per quanto riguarda la storia del bivacco, nei giorni scorsi gli studenti dell’Enaip hanno potuto vivere una lezione speciale. Il docente di eccezione era Angelo Soravia, presidente delle Fondazione Berti.

Cos’è la Fondazione Berti

Si tratta di un’istituzione del CAI Veneto nata negli anni ’50 per l’installazione della fitta rete di bivacchi fissi nelle Dolomiti: se ne incontrano ancora tanti di questo tipo, durante le escursioni in alta quota sulle Dolomiti.

Oggi, la Fondazione Berti è impegnata nella divulgazione della storia pionieristica dell’alpinismo.

I primi bivacchi fissi sulle Dolomiti, come il vecchio Bivacco Fanton

«Alla fine della seconda guerra è nata una sorta di corsa all’esplorazione dei gruppi montuosi meno noti, lontani dai rifugi: così è sorta l’ esigenza di creare dei punti di appoggio per gli alpinisti» ha spiegato Soravia a una platea di studenti davvero partecipi. «È stato studiato così un bivacco di tipo modulare che potesse essere trasportato facilmente a spalle e poi montato sul posto: l’interno è fatto in legno, con un’intercapedine isolante e la struttura esterna in alluminio. Il bivacco Fanton è uno di questi bivacchi anche se ha una storia particolare: non fu infatti trasportato a spalle ma fu uno dei primi ad essere collocato in quota grazie all’elicottero».

Il nuovo Bivacco Fanton a Forcella Marmarole

Nel corso della stessa lezione, l’architetto Massimo Casagrande ha illustrato il percorso che in questi anni ha portato, attraverso la realizzazione di un concorso di idee, alla realizzazione di un nuovo bivacco Fanton,  posizionato a Forcella Marmarole, a 2.667 metri di altitudine. 

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