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Alla scoperta dei 5 siti Patrimonio Unesco del Friuli Venezia Giulia con gli itinerari del progetto Opus Loci (che abbiamo testato con El Bekér!)

Promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine e da PromoTurismoFVG, il progetto Opus Loci valorizza i cinque siti UNESCO del Friuli Venezia Giulia mettendo in rete cultura, imprese e turismo sostenibile. Un modello virtuoso di promozione territoriale e sviluppo economico

Immaginate di puntare idealmente un compasso su Udine o su Pordenone. Se lo aprite con un raggio di 60, 70 chilometri al massimo, traccerete un cerchio magico che al suo interno include un incredibile ventaglio di luoghi di grande attrazione. Un mosaico di esperienze tutte da vivere che svelano tesori storici e archeologici, siti naturalistici e imperdibili indirizzi del gusto dove assaggiare le eccellenze gastronomiche di una regione ad alta vocazione golosa.

Non ci viene in mente nessun altro posto al mondo che, in un territorio piccolo nelle dimensioni e incredibilmente variegato come il Friuli Venezia Giulia, offra ben 5 siti Patrimonio Mondiale Unesco che abbracciano montagne, città d’arte e una pianura distante un niente dal mare. Questi siti sono le Dolomiti Friulane, la zona archeologica e la Basilica Patriarcale di Aquileia, Cividale del Friuli con il Tempietto Longobardo e il Complesso Episcopale, la città fortezza di Palmanova e il Sito palafitticolo di Palù di Livenza.

Un tale bendidio meritava un progetto ad hoc che lo valorizzasse e soprattutto che lo rendesse fruibile ai turisti che arrivano da tutto il mondo sempre più numerosi, dando loro una bussola efficace e consultabile in modo snello e immediato.

A proposito, in Friuli Venezia Giulia i dati sugli arrivi e sulle presenze di visitatori italiani e stranieri negli ultimi anni sono in costante crescita. Un boom che è il risultato degli investimenti nella promozione e nel rilancio delle singole località sotto una regia comune, quella della Regione tramite l’ente PromoTurismoFVG, con una strategia mirata ad attrarre turisti anche da nuovi mercati e a destagionalizzare.

Bene, quel progetto ad hoc ha visto la luce: si chiama Opus Loci e noi lo abbiamo testato.

Opus Loci, un progetto unico per valorizzare le cinque bellezze Patrimonio Unesco del Friuli Venezia Giulia

“Opus Loci – Patrimonio, cultura e percorsi di valorizzazione” è un progetto che racconta il Friuli Venezia Giulia in modo nuovo, intrecciando storia, paesaggio e impresa. Nato dalla collaborazione tra la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, PromoTurismoFVG e la Regione Friuli Venezia Giulia, punta a valorizzare proprio i cinque siti UNESCO regionali attraverso una rete di imprese, itinerari slow e iniziative culturali pensate per un turismo autentico e sostenibile.

L’obiettivo è duplice: da un lato promuovere il patrimonio storico e naturalistico, dall’altro far emergere le eccellenze economiche e artigianali che ne fanno parte integrante. Opus Loci non si limita a raccontare i luoghi, ma dà voce anche alle persone e alle imprese che li vivono ogni giorno, costruendo un racconto unitario del territorio. Visitare un sito UNESCO friulano, in questa prospettiva, significa anche incontrare un artigiano, degustare un vino locale, scoprire un laboratorio creativo o pedalare lungo un itinerario che collega natura e cultura.

Il test di un’esperienza Opus Loci con il press tour guidato da Fabrizio Nonis “El Bekér”

Guidati da Fabrizio Nonis, in arte El Bekér (“giornalista – macellaio”, volto noto della tv), insieme a colleghi che scrivono di turismo su testate nazionali e internazionali, abbiamo vissuto un’experience dal sapore tutto friulano, come quelle che potranno vivere i turisti che sceglieranno il Friuli Venezia Giulia e si faranno orientare da Opus Loci, scegliendo tra i vari itinerari proposti dal sito ufficiale www.opusloci.it (per l’elenco dei percorsi consigliati cliccate qui).

La presentazione del progetto

Dopo una mattinata dedicata alla Conferenza stampa di apertura sul progetto “OPUS LOCI – Il territorio da vivere” nella sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, siamo stati accompagnati nella splendida Cividale, che dal capoluogo friulano dista neanche 30 chilometri: vi dicevamo che qui il concetto di spazio è relativo e tutto è incredibilmente vicino.

Alla scoperta di Cividale del Friuli, Patrimonio Unesco tra i “Borghi più belli d’Italia

Abbiamo percorso le vie dello splendido borghetto nel centro storico – annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia – e visitato i suoi tesori come il duomo di Santa Maria Assunta e l’area della Gastaldaga con il Tempietto longobardo, il Complesso episcopale e l’antico Palazzo patriarcale che fanno parte del sito Unesco “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere”.

E poi una suggestiva passeggiata sul Ponte del Diavolo che tra realtà e leggenda è sospeso sulle acque incredibilmente trasparenti e smeraldine del Natisone. Un luogo perfetto per scattare le più foto più belle del borgo friulano.

La “Gubana experience”

Quindi, un’esperienza che ci ha fatto toccare con mano, proprio letteralmente, la tradizione culinaria friulana: siamo entrati nel laboratorio del “gubanificio” Dorbolò, nella vicina (ovviamente!) San Pietro Al Natisone a preparare una nostra gubana, dolce tipico morbido e “noccioloso”… davvero buonissimo.

Le altre soste golose tra il centro di Udine e Cividale

In territorio così profondamente votato all’enogastronomia com’è il Friuli Venezia Giulia non potevano mancare delle appaganti tappe golose. Oltre alla già citata pasticceria Dorbolò, ci siamo fermati a Udine in due tra i più noti locali del centro: l’Qsteria Antica Maddalena e il Vitello d’oro. A Cividale invece abbiamo apprezzato la cucina e l’ambiente caratteristico dell’Osteria Al Merlo Bianco, proprio di fronte al ponte del Diavolo. Un poker di indirizzi da segnare in agenda se si passa da queste parti.

Le impressioni finali sul progetto Opus Loci

Opus Loci è, in definitiva, un racconto corale del Friuli Venezia Giulia: una narrazione che unisce patrimonio e innovazione, cultura e impresa, radici e futuro. Un invito a scoprire la regione con uno sguardo più lento, più consapevole e più autentico, basandosi su una visione di turismo slow e responsabile, dove l’esperienza di viaggio diventa anche occasione di incontro e relazione con artigiani, ristoratori, albergatori e produttori del Friuli Venezia Giulia.

Troviamo opportuna l’idea di proporre ai viaggiatori in un unico contenitore multimediale dei percorsi guidati per muoversi agilmente in un territorio dall’altissima densità di bellezze in cui potrebbe non essere così semplice orientarsi alla prima visita. Come già detto, sul sito ufficiale di Opus Loci sono disponibili itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta, pensati per unire la visita ai siti UNESCO alla conoscenza delle imprese locali.

Infine, ricordiamo il podcast su Spotify (disponibile qui) in cinque lingue — italiano, inglese, tedesco, sloveno e friulano — che accompagna l’ascoltatore tra storie, testimonianze e curiosità dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia, rendendo il patrimonio accessibile anche a un pubblico internazionale.

Foto @PromoTurismoFvg e @Fabrice Gallina (Cividale: Ponte del Diavolo e centro storico); foto del press tour @sconfindando srl

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