Sono cifre pesantissime: negli ultimi sette giorni, 12 persone hanno perso la vita sulle nostre Alpi, 11 delle quali travolte da valanghe.
Il problema principale, evidenziato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), è dato dalla presenza di strati deboli persistenti nel manto nevoso, spesso coperti da neve fresca o ventata.
“Tali condizioni rendono i distacchi imprevedibili e facilmente innescabili anche dal passaggio di un solo sciatore o alpinista. I punti pericolosi sono molti e difficili da individuare, anche per chi è esperto”, commentano i soccorritori.

L’appello alla prudenza del Soccorso Alpino
A chi si prepara ad affrontare un’uscita in ambiente invernale, il Soccorso Alpino raccomanda di:
- studiare integralmente il bollettino valanghe prima di uscire;
- scegliere itinerari conservativi, evitando pendii ripidi ed esposti;
- valutare il percorso nella sua interezza;
- portare sempre con te ARTVA, pala e sonda (assicurandosi di saper utilizzare questi strumenti).
“Quando il dubbio è alto, rinunciare non è una scelta ma LA scelta: attendere condizioni migliori fa la differenza”.
Parole che ci sentiamo di sposare pienamente, dando loro massima diffusione anche tra i lettori di Dolomiti Review.
Fotografie: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico