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Turismo in montagna tutto l’anno: le priorità degli impiantisti Anef

cabinovia alleghe piani di pezze con la neve

Il futuro delle località alpine e appenniniche si misura anche nella possibilità, per chi le abita, di restare. Garantire occupazione, servizi e prospettive ai giovani è il punto centrale dell’intervento di Valeria Ghezzi, presidente di ANEF, che lega lo sviluppo turistico alla vitalità delle comunità montane. Ampliare le attività durante l’anno, utilizzare meglio le infrastrutture esistenti e investire nell’innovazione sono le altre priorità indicate dall’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari.

Ghezzi ne ha parlato il 17 ottobre 2026 a Roma, al Tempio di Venere nel Parco archeologico del Colosseo, durante l’evento «Perché l’Italia è economia del turismo. Manifesto per il futuro», promosso dal Ministero del Turismo nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Turismo.

Dalla stagione invernale a una frequentazione più continua

La montagna rappresenta circa un terzo della superficie italiana e comprende territori che hanno dovuto confrontarsi a lungo con marginalità geografica, emigrazione e spopolamento. In questo contesto, il turismo ha contribuito a costruire nuove opportunità economiche, affiancando nel tempo alla vocazione invernale una crescente offerta estiva.

Secondo Ghezzi, il passaggio successivo è consolidare un modello capace di generare valore durante tutto l’anno. Un obiettivo che riguarda la continuità delle attività economiche e, insieme, le condizioni di vita di chi risiede nelle vallate.

La presidente di ANEF invita quindi a considerare la tutela della montagna come un percorso che comprenda anche la sua evoluzione: custodire identità e comunità, accompagnando i cambiamenti necessari perché questi territori continuino a essere abitati e lavorati.

Turismo in montagna tutto l’anno: sport, cultura e natura

La prima delle tre priorità individuate da ANEF è rendere le destinazioni montane effettivamente accessibili e attrattive nelle diverse stagioni, attraverso sport, cultura, natura ed eventi.

In questa prospettiva, Ghezzi richiama la necessità di valorizzare meglio le infrastrutture già esistenti, utilizzandole per sviluppare nuove attività ed esperienze. L’ampliamento dell’offerta diventa così uno degli strumenti per dare maggiore continuità alla frequentazione turistica.

L’obiettivo indicato è superare una programmazione concentrata soltanto nei periodi di maggiore affluenza, costruendo opportunità distribuite nell’arco dell’anno.

Cambiamento climatico, tecnologia e gestione delle risorse

La seconda priorità riguarda gli investimenti in tecnologia, ricerca e sostenibilità. Nel ragionamento della presidente di ANEF, le sfide poste dal cambiamento climatico richiedono un’evoluzione del settore che passi dall’innovazione, dall’efficienza energetica e da una gestione attenta delle risorse.

Si tratta di un indirizzo che lega il futuro dell’offerta turistica alla capacità delle imprese e dei territori di adattarsi a condizioni in trasformazione. Ricerca e aggiornamento tecnologico vengono quindi indicati come strumenti per accompagnare questo percorso.

Lavoro e servizi per consentire ai giovani di restare

La terza priorità, che Ghezzi considera la più importante, è rendere possibile vivere in montagna. Significa garantire lavoro, servizi e prospettive concrete, affinché i giovani possano scegliere di costruire il proprio futuro nei luoghi in cui sono cresciuti.

«Senza comunità vive, non c’è futuro per questi territori», ha affermato la presidente.

Il ruolo del turismo viene così ricondotto anche alla sua capacità di sostenere il tessuto sociale delle località montane. La continuità delle presenze e delle attività economiche assume valore nella misura in cui contribuisce a mantenere questi luoghi abitati, offrendo condizioni per investire e avviare nuove iniziative.

L’eredità delle Olimpiadi per i territori montani

Nell’intervento trova spazio anche il tema dell’eredità olimpica. Secondo Ghezzi, le Olimpiadi hanno mostrato una montagna internazionale, dinamica e contemporanea; il compito successivo è tradurre quella visibilità in risultati concreti e duraturi.

Le tre priorità indicate — offerta distribuita nelle stagioni, innovazione e condizioni di vita per i residenti — delineano il percorso proposto da ANEF per dare seguito a quell’esperienza. Al centro resta la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni territori capaci di evolvere mantenendo la propria identità.

Che cos’è ANEF e quali imprese rappresenta

ANEF è l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari. Le sue origini risalgono a una sezione autonoma di FENIT; nel 1987, in Alta Badia, nasce ufficialmente la nuova associazione con un ruolo pienamente riconosciuto di organizzazione di categoria.

Riunisce esercenti, costruttori e tecnici professionisti e rappresenta circa il 90% del volume d’affari delle aziende italiane del settore degli impianti a fune, sulle Alpi e sugli Appennini. Gli impianti aderenti, direttamente o attraverso le sezioni territoriali, sono oltre 1.500.

L’associazione si occupa della rappresentanza delle imprese e dei temi dell’innovazione, della sicurezza e della qualità dei servizi. Fa parte del sistema Confindustria, anche attraverso Federturismo, di cui è socio effettivo, e collabora in ambito internazionale con FIANET e OITAF.

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