L’Alto Adige conferma l’intenzione di aprire gli impianti di risalita a partire da lunedì 18 gennaio 2021, “sapendo che per ora i turisti non possono arrivare”.

Lo ha ripetuto il presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher durante la conferenza stampa odierna (12 gennaio).

La decisione era già contenuta nella prima ordinanza del 2021, in vigore dallo scorso 5 gennaio, che prevedeva quanto segue:

a partire dal 18 gennaio 2021 possono riaprire gli impianti nei comprensori sciistici, nel rispetto dei protocolli di sicurezza che verranno emanati con atto separato“.

E gli altri territori montani? Proprio oggi la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha chiesto al Governo provvedimenti urgenti e ristori immediati a favore del settore del turismo invernale.

Vietati gli spostamenti tra regioni, vietato il turismo internazionale: impianti aperti solo per i residenti dell’Alto Adige

La decisione dell’Alto Adige di aprire gli impianti di risalita nei comprensori sciistici dal 18 gennaio 2021 è strettamente legata alla situazione attuale, che vieta gli spostamenti tra le regioni e a livello internazionale e prevede quindi una totale assenza di turismo.

Per questo motivo, la Provincia Autonoma di Bolzano è orientata (per il momento) a mantenere in vigore la normativa vigente perché “è ancora possibile agire solo in base alla valutazione della situazione altoatesina”, ha detto Kompatscher.

Durante la conferenza stampa, Kompatscher ha spiegato che attualmente, con gli impianti chiusi, i residenti tendono a concentrarsi tutti in alcune zone per praticare sport e attività invernali all’aperto. “Sarebbe meglio avere una situazione con gli impianti aperti per i residenti, finché la mobilità resta consentita solo all’interno della provincia”.

Zona rossa se i dati dovessero peggiorare

Se i dati epidemiologici e la pressione sugli ospedali dovesse peggiorare, l’amministrazione è pronta ad adottare la linea più severa per contrastare il virus, passando direttamente alla zona rossa: “Se superiamo la soglia di allarme, le misure anti-Covid più severe dovranno essere applicate automaticamente per tre settimane per essere efficaci”, ha spiegato Kompatscher. La zona rossa prevederebbe quindi anche una nuova chiusura degli impianti.

La situazione attuale in Alto Adige. Norme più severe in caso di superamento della soglia di allarme

Nel corso dell’incontro con la stampa di oggi, il presidente Kompastcher ha illustrato la situazione relativa all’emergenza Coronavirus in Alto Adige e ha spiegato: “Per ora non vediamo la necessità di intervenire con urgenza, ma lo faremo se la situazione dovesse peggiorare in modo significativo”.

Gli esperti, ha detto il presidente, “fisseranno la soglia superata la quale automaticamente entreranno in vigore norme più severe”.

“Ci basiamo sui fatti, non su una valutazione politica: come altrove, osserviamo in particolare la situazione negli ospedali. Abbiamo parametri chiari e sulla base di quelli modificheremo le regole in vigore” ha sottolineato il presidente della Provincia. “Ora dobbiamo valutare con esattezza la pressione sugli ospedali e monitorare la situazione giorno dopo giorno” ha aggiunto l’assessore alla salute provinciale Thomas Widmann.

Appello al rispetto delle regole

Ancora una volta Kompatscher ha fatto appello a tutte le persone affinché si attengano alle regole della “zona gialla” attualmente in vigore e alle regole generali per il contenimento dei contagi da Covid-19: limitare i contatti sociali, lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale:

“Ora sta a tutti rispettare le regole, perché dipenderà da questo il superamento o meno delle soglie stabilite con gli esperti e di conseguenza l’adozione di misure più severe”.

Una nuova ordinanza, che dovrebbe entrare in vigore sabato 16 gennaio 2021, conterà ulteriori provvedimenti.