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Il Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto – CNSAS – ha diffuso i dati relativi all’attività svolta nel 2020. Partiamo dai numeri: sono state soccorse 1086 persone, nel corso di 1054 interventi, cioè +16% rispetto al 2019.

Queste cifre confermano, quindi, il trend in aumento già registrato l’anno precedente, nonostante le restrizioni previste in un anno segnato dalla pandemia.

L’aumento delle chiamate al soccorso alpino è dovuto principalmente a due fattori. Da una parte, aumentano sempre di più i frequentatori della montagna. Dall’altra, però, i soccorritori riscontrano troppa superficialità nelle persone che affrontano la montagna senza preparazione fisica né tantomeno tecnica e senza l’attrezzatura adeguata.

Senza contare il fatto che la montagna è stata vista come area “non contaminata”, e per questo letteralmente presa d’assalto da tanta gente, sia in estate sia in inverno.

I soccorsi: il 45% per persone illese, 47,33% per codici sanitari meno gravi

Impressionano i dati relativi alle persone che si rivolgono al Soccorso Alpino. Circa il 45% degli interventi riguarda persone illese, mentre un ulteriore 47% riguarda i codici sanitari meno gravi (1 e 2).

Percentuali che indicano, soprattutto per la prima, la percezione della presenza del Soccorso Alpino sul territorio quale struttura attivabile anche per evitare di mettersi in situazioni di peggior pericolo.

L’escursionismo è l’attività più coinvolta nei soccorsi

Rispetto alle attività svolte dalle persone che chiamano il Soccorso Alpino, l’escursionismo si conferma quella più coinvolta, con un 54.50 %.

Ovviamente il dato è influenzato dal fatto che l’escursionismo è anche l’attività più diffusa ma dove si annidano anche i comportamenti più a rischio.

Infatti, buona parte degli interventi è richiesto per motivi dovuti all’incapacità, alla perdita di orientamento, ai ritardi o allo sfinimento.

La prevenzione e la diffusione di buone pratiche di approccio alla montagna rappresentano una importantissima e fondamentale opportunità per far diminuire considerevolmente la propensione, anche inconsapevole, ad esporsi a dei rischi a volte fatali. E per evitare di esporre al pericolo i volontari del Soccorso Alpino, aggiungiamo noi.

Il 90% non è iscritto al CAI né ha un’assicurazione

Il 90,8 % delle persone soccorse non risulta iscritto al CAI e/o non dispone di una propria assicurazione. Quindi, nonostante gli oneri (giustamente) addebitati dalle varie regioni, è molto diffuso un atteggiamento superficiale di non tutela.

Risulta necessario quindi, ancora una volta, intensificare le iniziative di sensibilizzazione e informazione sull’argomento.

Attività di ricerca

Nel 2020 si sono registrati 69 eventi di ricerca, con 89 persone soccorse. Questo dato è leggermente inferiore rispetto al 2019, ma attesta, ancora una volta, la scarsa preparazione e consapevolezza degli escursionisti ad affrontare l’ambiente montano in genere.

Gli interventi con l’elicottero sono il 40%

Il 40% degli interventi del Soccorso Alpino avviene mediante l’elisoccorso. L’impiego dell’elicottero varia sia dall’orario giornaliero in cui avviene la chiamata sia, ovviamente, in base alle condizioni atmosferiche del momento.

Fondamentale il lavoro delle squadre a terra

Bisogna comunque tenere presente che l’impiego dell’elicottero non può prescindere dalla presenza delle squadre a terra. Le squadre a terra sono insostituibili sia per risolvere tutti gli interventi dove il mezzo non può intervenire, mediamente circa il 60% dei casi.

Sia perché un riferimento a terra in supporto all’elisoccorso è fondamentale per ogni problema legato all’individuazione del luogo, degli ostacoli alla navigazione aerea, al recupero dei compagni di escursione, ecc.

L’impegno dei soccorritori: dalla formazione agli interventi sul campo

Particolare evidenza merita l’impegno, anche in termini di tempo, che ogni soccorritore dedica all’attività.

Nel 2020 le varie attività del Soccorso hanno impiegato c.a. 89.753,00 ore/uomo, delle quali c.a il 29% destinato alle operazioni di soccorso ed il restante 71 % oltre che alla gestione delle stazioni, soprattutto alla formazione personale e di squadra. Questa informazione mette in luce un particolare di estrema importanza per l’efficacia e il successo degli interventi.

Ovvero che, per ogni “momento” dedicato al singolo intervento, ne vengono impegnati altri tre in termini di addestramento, preparazione/formazione.

La formazione

La formazione poi, rappresenta la parte più qualificante della nostra attività poiché è l’aspetto determinante per la sicurezza dei soccorritori stessi e delle persone soccorse, sulla quale si gioca la nostra credibilità rispetto alle istituzioni che andiamo a surrogare negli interventi sanitari e non, in ambiente ostile e impervio ed anche antropizzato.

I dati sono anche nel 2020 estremamente significativi, in un anno molto particolare, dove la pandemia da SARS-CoV-2, ha complicato ulteriormente la già complessa attività di formazione, addestramento e simulazione dell’intesa struttura, si sono pertanto eseguite quelle attività indispensabili non procrastinabili, per il mantenimento delle qualifiche e praticità tecniche, che sono fondamentali per la salvaguardia dei Volontari
stessi e degli utenti che vengono soccorsi, sono stati eseguiti complessivamente n. 961 eventi formativi, con una presenza di complessivi 7’880 volontari ed una presenza media di 8,20 volontari per evento eseguito.

La prevenzione e la comunicazione

La prevenzione assume un rilievo fondamentale e in questo senso il SASV nel 2020 si è speso per allargare una cultura della montagna promuovendo svariati eventi via web, tralasciando purtroppo le dimostrazioni ed eventi fieristici come pure lezioni e dimostrazioni nelle scuole causa emergenza pandemica da SAR CoV-2.

Grande lavoro viene fatto anche sul fronte della comunicazione: n. 526 comunicati stampa, il sito internet istituzionale sempre aggiornato, e poi ci sono i social. Le pagine Facebook relative al “Soccorso Alpino e Speleologico Veneto” e “Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi” per un totale di circa 68.000 Utenti che costantemente interagiscono con i ns. post, relativi ad attività operativa, informazioni sulla frequentazione della montagna in sicurezza, avvisi meteo e nivologici, ecc.

Le spese del Soccorso Alpino

Infine alcune note che riguardano la spesa corrente, ovvero le somme che
vengono spese per il funzionamento corrente del CNSAS in base alla convenzione con la Sanità del Veneto legata alla legge 11/2015, pari a 700.000 euro, che rappresenta la parte più importante del finanziamento che il CNSAS riceve dalla Regione del Veneto.

Salta subito agli occhi il “peso” della formazione dei nostri soccorritori sul bilancio consuntivo; infatti il 20% dell’intero bilancio viene destinato alla formazione del personale seguendo con scrupolo il Piano Formativo elaborato dalla nostra Scuola Regionale.

La formazione trascina inevitabilmente al 17 % la spesa totale per l’acquisto di materiale alpinistico e dei dispositivi di protezione individuali perché la formazione contempla anche l’introduzione e l’uso di ogni accorgimento tecnico per soddisfare la necessità di sicurezza che deve essere garantita e rispettata in ogni missione di soccorso.

Da questo punto di vista, al pari di ogni azienda, anche il SASV elabora i propri piani e la relativa documentazione così come prevede la normativa nazionale sulla sicurezza.

A tal proposito occorre sottolineare, che in base alle recenti disposizioni sulla tutela dei soccorritori, sia stata attivata dal CNSAS Veneto, primo in Italia, la procedura per sottoporre tutti i soccorritori a controllo sanitario.

Il controllo viene eseguito al primo ingresso nella famiglia SASV, e successivamente con cadenza triennale per tutti i soccorritori, il tutto realizzato secondo protocollo concordato con il CREU.

Da sottolineare ancora che il personale è coperto da una assicurazione a livello nazionale e da un ulteriore ombrello assicurativo stipulato a livello regionale che impegna c.a l’8.5 % del bilancio corrente.

Inoltre un 7% circa viene investito in tecnologie destinate alla comunicazione (radio, ponti radio, cell.) e reti dati; strumentazione indispensabili per garantire costanti collegamenti nelle missioni di soccorso.

Si vuole ringraziare la Regione del Veneto che sostiene e riconosce con supporto determinante il SASV-VENETO in un rapporto di reciproca fiducia e rispetto.

Le convenzioni con la Sanità e la Protezione Civile

Il Soccorso Alpino CNSAS Veneto ha esteso due convenzioni. La prima con la Sanità del Veneto, per la quale il CNSAS-SASV rappresenta l’insostituibile mezzo per la soluzione degli interventi sanitari in ambiente ostile impervio.

La seconda con il Dipartimento della Protezione Civile di cui il CNSAS-SASV fa parte fin dalla legge costitutiva e con il quale collabora attivamente nelle grandi emergenze.