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Salvata dal baratro, riapre la chiesa di Valle di Cadore, uno dei simboli delle Dolomiti Bellunesi

Rischiava di sprofondare nello strapiombo, la chiesa di Valle di Cadore. Grazie ad un importante intervento, è stata messa in sicurezza ed oggi è stata riaperta al pubblico.

La chiesa di San Martino è uno dei simboli del Cadore e delle Dolomiti Bellunesi. Percorrendo la strada statale di Alemagna che sale verso Cortina, si staglia sulla sinistra, incorniciata da una corona di vette.

Costruita nel ‘700, era a rischio crollo dopo l’impressionante erosione subita dallo sperone roccioso su cui è arroccata. C’era il serio pericolo che l’edificio potesse collassare nel dirupo, dopo che Vaia e le abbondanti nevicate avevano contribuito al dissesto della roccia su cui si trova la chiesa.

Invece, dopo due anni di chiusura e la conclusione dei lavori di consolidamento, il 1° maggio 2023 la chiesa ha riaperto le proprie porte ai fedeli, con una cerimonia a cui hanno partecipato diverse autorità, tra cui il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

“Oggi è riaperta la chiesa di San Martino a Valle di Cadore, che rischiava di precipitare nell’abisso, nello strapiombo su cui è stata costruita – commenta il governatore – La perizia della struttura commissariale, l’impegno dell’Assessorato regionale alla specificità di Belluno e la rapidità progettuale del Comune hanno fatto davvero un miracolo. La chiesa è salva ed è stata restituita alla comunità e al Cadore. E’ un intervento di cui andare orgogliosi, che tutti consideravano disperato”

Per salvare l’edificio sono stati impiegati 1.100.000 euro della Regione, recuperati dai Fondi Vaia, e le capacità ingegneristiche di tecnici ed imprese bellunesi.

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