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In Trentino torna la sagra della Ciuìga, il salume con le rape

Lago di Nembia in autunno, con acque turchesi, alberi gialli e arancioni e pareti rocciose sullo sfondo

Dal 30 ottobre al 1° novembre il borgo trentino dedica tre giornate all’insaccato di carne suina e rape bianche, tra osterie, antichi mestieri e passeggiate. Nei boschi della Paganella, intanto, una mappa interattiva aiuta a seguire l’evoluzione del foliage

Dal 30 ottobre al 1° novembre il borgo trentino dedica tre giornate all’insaccato di carne suina e rape bianche, tra osterie, antichi mestieri e passeggiate. Nei boschi della Paganella, intanto, una mappa interattiva aiuta a seguire l’evoluzione del foliage.

Una ricetta nata per utilizzare le risorse disponibili nelle case contadine è diventata il filo conduttore di una festa che coinvolge un intero paese. A San Lorenzo Dorsino, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, torna la Sagra della Ciuìga, giunta alla sua 25ª edizione. Al centro delle tre giornate ci sarà la specialità del Banale, riconosciuta come Presidio Slow Food, ma il programma attraverserà anche la storia del borgo, le sue architetture rurali e il paesaggio autunnale.

La manifestazione, nata nel 2002, si svolgerà tra avvolti, cantine e vecchie case, con piatti della tradizione, dimostrazioni di lavorazione, degustazioni e attività per bambini. A fare da contesto è l’autunno della Paganella e della vicina Piana Rotaliana Königsberg, dove gli appuntamenti gastronomici si intrecciano con la cultura del vino e le passeggiate nei boschi.

foto @simonini

Che cos’è la Ciuìga del Banale

La Ciuìga è un insaccato affumicato a base di carne suina e rape bianche, insaporito con aglio, pepe e sale. Le sue origini risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’aggiunta delle rape permetteva di integrare la carne con un ingrediente facile da coltivare e disponibile nelle campagne.

Considerate allora «il pane dei poveri», le rape raccontano l’origine di questa preparazione e il suo legame con un’economia domestica nella quale occorreva valorizzare ogni risorsa. Nel tempo, la Ciuìga è diventata uno dei prodotti che identificano la cucina di San Lorenzo Dorsino.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, la partecipazione al Salone del Gusto di Torino e il riconoscimento come Presidio Slow Food hanno contribuito a farla conoscere oltre il territorio di produzione. La sagra è nata successivamente, per dare spazio al prodotto e alla comunità che ne conserva la lavorazione.

foto @frizzera

Il programma della Sagra della Ciuìga 2026

Il cuore della festa sarà tra Berghi e Pergnano, dove il percorso si snoderà nei vòlt, gli antichi avvolti delle case contadine, nelle cantine e nelle vecchie costruzioni. Questi spazi ospiteranno anche il mercato di prodotti gastronomici e artigianato locale.

Le locande e le osterie gestite dai volontari del paese proporranno ciascuna un piatto della tradizione a base di Ciuìga, abbinato a un vino trentino. La formula permette di conoscere l’insaccato attraverso preparazioni diverse, seguendo un itinerario tra i luoghi del borgo.

Accanto alla cucina, il programma prevede una visita guidata a Senaso, dimostrazioni degli antichi metodi di preparazione della Ciuìga e intermezzi teatrali. Sono inoltre in calendario degustazioni guidate di vini, birre e prodotti tipici, accompagnate da musica itinerante.

Una parte delle attività porterà fuori dagli spazi della festa, con trekking dedicati al foliage. Per i più piccoli, La Ciuìga dei Balocchi riunirà letture animate, giochi di un tempo e spettacoli circensi.

Foliage in Paganella: come funziona la nuova mappa interattiva

Alle giornate dedicate alla gastronomia si affianca la possibilità di esplorare il territorio durante il cambiamento dei colori dei boschi. La mappa del foliage della Paganella, disegnata da Filippo Frizzera, diventa interattiva ed è integrata nella pagina dedicata ai sentieri autunnali del sito di Visit Paganella.

Lo strumento permette di selezionare una data e visualizzare una stima delle variazioni cromatiche della vegetazione, elaborata a partire dall’andamento delle stagioni precedenti. Si tratta quindi di una previsione, utile per orientare la scelta del periodo e del percorso, senza considerarla una rilevazione in tempo reale delle condizioni dei boschi.

Gli itinerari interessano Fai della Paganella, le pendici delle Dolomiti di Brenta e le rive del lago di Molveno, offrendo diversi punti di osservazione sul paesaggio autunnale.

foto @teobarla

In Piana Rotaliana, il 23 ottobre Di Vini e d’Amicizia

Nella vicina Piana Rotaliana Königsberg, il calendario autunnale lega le produzioni locali ai borghi e alla storia della viticoltura. Tra gli appuntamenti ancora in programma, il 23 ottobre a Mezzolombardo si terrà Di Vini e d’Amicizia: aperitivo e cena con prodotti del territorio saranno affiancati da un’asta benefica a sostegno della Cooperativa Sociale Grazie alla Vita.

L’iniziativa segue gli eventi che hanno animato la zona tra settembre e la prima metà di ottobre. Le cantine aderenti al Trentodoc Festival, dal 25 al 27 settembre, hanno proposto colazioni e degustazioni, anche accompagnate dalla musica. Il 27 settembre, a Roverè della Luna, A spas per i Lomeri ha riunito pranzi in vigna, attività per bambini, orienteering e concerti.

Il 29 settembre, il chiostro dell’antico convento agostiniano di San Michele all’Adige, oggi sede del METS – Museo Etnografico Trentino San Michele, ha ospitato la Cena Agostiniana, con piatti tradizionali e musica del Grand Cru Duo. A ottobre sono seguite la Festa d’Autunno di Mezzocorona, il 4, e il Grappa Fest’ival della Distilleria Bertagnolli, il 10, dedicato al distillato tra degustazioni, food truck e dj set.

Il legame con Autumnus e le tradizioni dei borghi

Il rapporto tra cucina della Paganella e vini della Rotaliana è passato anche da Autumnus, a Trento dall’1 all’11 ottobre. Nel mercato di Piazza della Mostra, ristoranti e rifugi della rete Paganella Gusto Alpino si sono alternati nella preparazione di piatti del territorio, alcuni abbinati alle etichette della Piana Rotaliana Königsberg.

Il programma comprendeva, il 3 ottobre, un incontro tra Ciuìga e vini della Piana nell’ambito degli Aperitivi Narrati. Il 10 ottobre, invece, una degustazione-racconto del ristorante Casina Bruniol ha accostato le sue proposte a Nosiola, Müller-Thurgau, Marzemino e Teroldego.

Nello stesso periodo, altri appuntamenti hanno approfondito la storia e le consuetudini locali. Le Notti di San Michele al METS hanno incluso, fino al 3 ottobre, il laboratorio per bambini Argilla, ma che bel materiale! e lo spettacolo Truffaldino e il Coccodrillo di Kasperl.

A Zambana Vecchia, il 10 e l’11 ottobre, Antiche Terre ha ricostruito la vita del paese nel 1945, tra abiti d’epoca, antichi mestieri, giochi e osterie nelle quali utilizzare i terrini, la moneta della manifestazione. L’11 ottobre si è svolta anche la Roccapiana Trail, con un percorso da Mezzocorona a Cima Roccapiana di 21,8 chilometri e 1.780 metri di dislivello positivo.

Il prossimo passaggio di questo calendario sarà dunque la festa di San Lorenzo Dorsino, dove la Ciuìga tornerà a essere il punto d’incontro tra cucina, memoria contadina e vita del borgo.

foto @nagy

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