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Il Rifugio Boè è pronto per l’estate 2021: la sua attesa riapertura è una delle novità da non perdere in questa stagione in Val di Fassa.

Dopo 3 anni di lavori di ristrutturazione e ampliamento, lo storico rifugio d’alta quota nel gruppo del Sella, è infatti nuovamente aperto al pubblico.

Per questa estate, come da tradizione, l’apertura del rifugio è prevista fino al primo weekend di ottobre.

Il Rifugio Boè: costruito nell’800, di proprietà della SAT, da oltre 30 anni gestito dalla famiglia Vaia

Il rifugio Boè si trova a 2.871 metri di altitudine, inserito nel paesaggio lunare che caratterizza il massiccio del Sella. Localizzato nel cuore delle Dolomiti, rientra nel territorio della Val di Fassa.

Il Boè è un presidio alpino costruito alla fine del 1800. Il rifugio è di proprietà della SAT, Società Alpinistica Tridentina. Da 30 anni, la gestione è affidata alla famiglia Vaia.

Nel 2018 sono iniziati i lavori di ristrutturazione del rifugio che, a giugno 2021, ha riaperto i battenti accogliendo gli escursionisti in una struttura più grande, completamente rinnovata e all’avanguardia. ​

Rifugio Boè dopo i lavori di ristrutturazione e ampliamento

Per la SAT: progetto molto impegnativo, si punta anche ad un’apertura invernale

Per la SAT, la ristrutturazione del Boè ha rappresentato l’intervento più impegnativo nella lunga e articolata storia dei rifugi alpini del Trentino. Lo ha sottolineato Livio Noldin, responsabile tecnico della società alpinistica, nel video realizzato dall’Apt Val di Fassa in collaborazione con la Società Alpinisti Tridentini (qui sotto):

Per questo si punta a un’apertura invernale, da fine febbraio ad aprile (appena possibile).

Il progetto intendeva valorizzare il nucleo più antico del rifugio: l’edificio storico appare oggi affiancato da una struttura tecnologicamente più evoluta.

«È una grande soddisfazione riconsegnare il Rifugio Boè al popolo degli alpinisti, a tutta la Val di Fassa e alla comunità trentina», afferma Sandro Magnoni, presidente della commissione rifugi della Società Alpinisti Tridentini, nel video “Il nuovo Boè”, realizzato dall’Apt della Val di Fassa in collaborazione con la Sat.

La ristrutturazione del Rifugio Boè: 3 anni di lavori a quasi 3000 metri di quota

Ristrutturare un edificio storico in alta quota (a quasi 3.000 metri) significa fare i conti con condizioni estreme. Per il Boè ci sono volute tre estati di lavoro intenso, a cura della ditta Costruzioni Mazzel.

«È stata una corsa contro il tempo – spiega Luca Mazzel, della Costruzioni Mazzel – dato che si tratta di un cantiere estremo, in cui meteo, logistica e trasporto materiali sono le variabili con cui bisogna misurarsi sempre. Vedere l’opera conclusa ci rende felici, perché per noi che siamo fassani lavorare in mezzo alle nostre montagne è motivo d’orgoglio».

L’intervento ha affiancato alla parte storica del rifugio (che esternamente è rimasta simile e che ospita, tra il resto, una saletta arredata in legno, con tanto di maxischermo, per effettuare corsi di formazione), un corpo nuovo e tecnologie innovative per una maggiore sostenibilità ambientale e un maggiore confort per gli escursionisti.

Elisa e Valentina Vaia - Rifugio Boè
Elisa e Valentina Vaia – Rifugio Boè (foto APT Val di Fassa)

La famiglia Vaia: “Il Boè è la nostra casa”

Dopo un’estate (quella 2020) di totale chiusura per la presenza del cantiere, anche Lodovico Vaia, guida alpina e gestore del rifugio da oltre trent’anni assieme a moglie e figlie, ha a disposizione una struttura nuova e più accogliente. «Abbiamo voglia di rimetterci subito al lavoro in questo rifugio, che consideriamo la nostra casa, e che oggi è davvero molto confortevole», dichiarano Elisa Valentina Vaia.

Per informazioni: Rifugio Boè

Foto credits: APT Val di Fassa