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Rifugio Santa Croce e Santuario La Crusc: un luogo incantato in Alta Badia

In Alta Badia c’è un luogo incantato, in cui la bellezza delle Dolomiti si sposa con il fascino della storia.

Siamo a 2045 metri di altitudine, nel punto più alto e panoramico del comprensorio di Santa Croce.

Il Santuario e il Rifugio Santa Croce

Proprio sotto le rocce del Sass dla Crusc (il Sasso di Santa Croce), con le sue pareti verticali di quasi 900 metri, si staglia l’antico santuario dedicato alla Santa Croce, ancora oggi luogo di culto e pellegrinaggio.

Accanto alla chiesa, ecco il pittoresco rifugio Santa Croce / La Crusc, ricavato da una casa del 1700.

In un tempo lontano, questa era l’abitazione del sagrestano del santuario e serviva per dare rifugio (nel vero senso della parola) e ristoro ai pellegrini. Oggi, il Rifugio Santa Croce è aperto in estate e in inverno.

In ogni stagione dell’anno è un piacere fermarsi qui per sentirsi immersi nella meraviglia della natura e ammirare una vista panoramica sulla Val Badia che vi resterà nel cuore.

Ed è bello anche arrivare al Santuario di Santa Croce, lungo i tanti itinerari che salgono dai paesi di San Leonardo (lungo i prati dell’Armentara) o dalle frazioni più alte di San Cassiano, percorrendo le tappe della via crucis nel bosco.

Breve storia del Santuario di Santa Croce

Le origini del Santuario di Santa Croce sono antichissime. Probabilmente, inizialmente questo era un luogo di culto pagano.

Risale all‘inizio dell’anno 1000 (1010), la costruzione di una cappella ai piedi del Sas dla Crusc, ad opera dei monaci.

Nel ‘400 una piccola chiesetta prese il posto della cappella, ma cadde in decadimento dopo la sconsacrazione voluta dall’imperatore austriaco alla fine del ‘600.

Gli abitanti del posto e alcuni pellegrini si occupano di ristrutturare la chiesa, che venne ampliata a metà del ‘700. Venne aggiunto anche il campanile.

Per molto tempo, le uniche testimonianze che attestavano l’esistenza di un luogo di culto in località Santa Croce erano date da documenti datati 1511.

Poi, il ritrovamento di due pergamene permise di risalire alla storia più antica di questo suggestivo luogo dell’Alta Badia.