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Via libera definitivo per la pista ciclabile del Cordevole: firmato l’accordo per il nuovo percorso cicloturistico che collegherà la Valbelluna alle Dolomiti.

Con la nuova ciclabile infatti sarà possibile spostarsi da Sedico a Cencenighe, in sella alla bicicletta, lungo la valle del Cordevole. Inoltre, servirà a raccordare lo scambio treno-bici a partire dalla stazione di Bribano.

Un’opera da 9,3 milioni di euro: ci vorranno 3 anni di lavori per completare il tracciato della ciclabile, lunga 40 km.

La nuova ciclabile «Un’opera fondamentale per lo sviluppo del cicloturismo tra le Dolomiti Bellunesi»

«Si tratta di un’opera fondamentale per lo sviluppo del cicloturismo in Agordino e per il turismo sulle Dolomiti bellunesi in generale – commenta il consigliere provinciale delegato alle infrastrutture, Fabio Luchetta -. Siamo convinti che una volta ultimata, nel giro di 3 anni, avremo un’infrastruttura in grado di richiamare appassionati delle vacanze in bicicletta da tutta Europa, perché sarà una ciclabile inserita in un ambiente di pregio».

Il percorso della pista ciclabile: 40 km da Bribano a Cencenighe

Il progetto prevede la realizzazione di un percorso di quasi 40 chilometri interamente ciclabili. Un primo tratto, nel comune di Sedico, collegherà Bribano al Peron, con attraversamento del Cordevole. Da qui la pista procederà lungo il torrente fino alle Campe, passando all’interno del sito minerario della Valle Imperina, per poi installarsi sul tratto di ciclabile già realizzata in attraversamento del Comune di Agordo. Il percorso proseguirà poi fino a Listolade (Taibon) e da qui continuerà fino a Cencenighe (località Ghirlo).

I costi: 9,3 milioni di euro

Il costo totale dell’opera è di circa 9,3 milioni di euro, di cui 9,1 milioni finanziati dal Fondo Comuni confinanti e il resto dai Comuni di Sedico (165mila euro) e di Sospirolo (70mila euro).

I tempi: la ciclabile sarà pronta entro il 2024

«Secondo il cronoprogramma, la ciclabile sarà pronta entro il 2024 – continua il consigliere Luchetta -. L’obiettivo primario è ovviamente quello di far crescere il movimento cicloturistico. Ma se il territorio saprà cogliere l’occasione, ci sarà anche la possibilità di uno sviluppo economico sostenibile, legato alle attività ricettive e di servizio. In tal senso, lo sviluppo della ciclabile del Cordevole apre nuovi orizzonti anche per un’integrazione con futuri tratti di piste dedicate al turismo lento, non solo in Agordino. La Provincia dovrà rivestire il ruolo di coordinatore tra i territori per uno sviluppo complessivo delle ciclabili, in modo da avere una infrastruttura di rete e non tratti spezzettati che non sono funzionali in un’ottica di area vasta e di marketing turistico».

Progetto strategico per un turismo slow

«La ciclabile del Cordevole rappresenta un progetto strategico ad ampio spettro in grado di potenziare in maniera significativa l’offerta turistica non solo per quanto riguarda l’Agordino, ma per tutto il territorio provinciale – aggiunge il consigliere provinciale Paolo Perenzin, delegato alla gestione del Fondo Comuni confinanti -. Il turismo su due ruote, evidenziano molte ricerche, rappresenta un vettore di sviluppo molto importante a livello europeo; grazie anche a questo importante collegamento il nostro territorio si proporrà sempre di più in maniera attrattiva nei confronti dei “viaggiatori lenti” che fanno delle vacanze anche un’esperienza di conoscenza dei territori».

Soddisfatto dell’approvazione anche il presidente del Comitato paritetico Fondo Comuni confinanti, Roger De Menech: «Sono contento di vedere che un altro pezzo della pianificazione di area vasta va a buon fine. Le ciclabili, proprio perché collegano punti diversi del nostro splendido territorio, costituiscono il paradigma del modo di lavorare che vogliamo e dobbiamo adottare: vale a dire la sinergia e il gioco di squadra. Per rilanciare lo sviluppo della nostra provincia non possiamo fare altrimenti. Non ha senso pianificare una ciclabile – ma il discorso vale anche per altri tipi di opere – che inizia e finisce all’interno dei confini comunali. E questa è la filosofia del Fondo: progetti di area vasta che guardino allo sviluppo complessivo del Bellunese».