Resta critica la situazione in quota, dove è marcato il pericolo valanghe e si richiede la massima prudenza.
A fornire informazioni puntuali e aggiornate sulla zona del Catinaccio è Sergio Rosi, guida alpina e gestore del Rifugio Passo Principe (Grasleitenpasshütte) che non è salito in quota. Le sue considerazioni sono state condivise dall’Associazione Rifugi del Trentino e meritano la massima diffusione.
A determinare le condizioni particolarmente critiche di questo inverno è stata una somma di fattori. La stagione è iniziata con scarse precipitazioni nevose, intervallate da periodi molto freddi che hanno reso instabile la base del manto (è quello che nel gergo tecnico si chiama “metamorfismo costruttivo”).
Poi, le tanto attese nevicate sono arrivate, ma purtroppo non così copiose. (“Se lo fossero state, sarebbe stato meglio”, afferma Rosi.
Si sono così formati accumuli pericolosi e lo spessore del manto risulta troppo esiguo per evitare che il peso di un singolo alpinista non vada a interessare gli strati deboli sottostanti.
Recentemente, l’aumento delle temperature e il susseguirsi di giornate assolate e calde stanno provocando un aumento del pericolo di valanghe. “Non si sa se riuscirà a sanare l’instabilità basale, vedremo cosa diranno le stratigrafie dei prossimi giorni”.
Intanto, è meglio evitare percorsi ripidi, specie nelle ore più calde.
Nella zona del Catinaccio, il limite massimo consigliato è il rifugio Vajolet, con la raccomandazione di non salire oltre, viste le condizioni di pericolo.
Solo pochi giorni fa, un giovane escursionista ha purtroppo perso la vita sotto una valanga mentre stava percorrendo il tratto che collega il rifugio Vajolet al Passo Principe.
Dal versante della val Duron – rifugio Antermoia, non ci sono notizie e quindi è sconsigliata la salita.
Si ricorda che dal 1° gennaio 2022, in Italia, chi pratica scialpinismo, fuoripista e ciaspole in ambienti innevati ha l’obbligo di portare con sé il kit APS (Artva, pala e sonda). Si raccomanda di controllare negli appositi check point che i dispositivi siano accesi.
Prima di pianificare ogni escursione in condizioni invernali, va sempre consultato nel dettaglio il bollettino meteo e valanghe della zona d’interesse.
Nell’immagine di anteprima, la mappa elaborata da Aineva che segnala un grado “marcato” di pericolo valanghe (livello 3 su 5) su gran parte del territorio dolomitico. Qui il link al bollettino: bollettini.aineva.it
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