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Mogol e le Dolomiti: il legame con Cortina tra cultura, musica e Olimpiadi

Il premio alla carriera ricevuto al Festival di Sanremo 2026 ha riportato al centro dell’attenzione Mogol, figura chiave della musica italiana. Un riconoscimento che valorizza una scrittura capace di attraversare generazioni e che, nel tempo, ha intrecciato il proprio percorso anche con il mondo dolomitico.

Il legame con Cortina d’Ampezzo non è solo simbolico, ma documentato da diverse presenze ufficiali e personali nella “Regina delle Dolomiti”.

Gli incontri a Cortina

Nel dicembre 2012 Mogol è stato ospite della rassegna “Una montagna di libri” presso l’Alexander Girardi Hall, dove ha presentato un suo libro e condiviso ricordi legati alla città, tra cui l’incontro con il giornalista Indro Montanelli. Un appuntamento che ha confermato il ruolo di Cortina come crocevia culturale capace di unire letteratura, musica e riflessione.

In altre occasioni ha preso parte a eventi invernali dedicati al dialogo tra musica e parola, accompagnato dal maestro Massimo Scattolin, alternando racconto e performance, in un format che unisce memoria artistica e narrazione dal vivo.

L’inno di Milano Cortina 2026 porta la firma di Mogol

Il rapporto con il territorio dolomitico si rafforza ulteriormente attraverso un legame istituzionale di grande rilievo: Mogol ha firmato, insieme a Ennio Morricone, l’inno ufficiale dei Milano Cortina 2026. Un contributo simbolico e culturale che collega la sua poetica all’evento sportivo più importante ospitato tra Cortina e le Alpi italiane.

Musica e montagna

La scrittura di Mogol – in particolare quella nata dallo storico sodalizio con Lucio Battisti – è attraversata da immagini di natura, silenzi, spazi aperti e trasformazioni interiori. Elementi che dialogano naturalmente con il paesaggio delle Dolomiti, dove la dimensione verticale della montagna amplifica emozioni e introspezione.

Tra riconoscimenti prestigiosi come quello di Sanremo 2026 e presenze significative a Cortina, il percorso artistico di Mogol si intreccia così con uno dei territori più iconici dell’arco alpino, in un racconto che unisce cultura, musica e identità montana.

Nell’immagine di copertina, il ritratto di Mogol è di Menachem Lazar, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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