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Passo Giau

Il Passo Giau è uno dei passi dolomitici più spettacolari. Si trova in Veneto, in provincia di Belluno, e collega l’ampezzano con l’agordino: da una parte si trova Cortina d’Ampezzo, dall’altra Colle di Santa Lucia.

Si tratta di un valico alpino molto importante perché mette in comunicazione due vallate delle Dolomiti bellunesi, la Val Boite e la Val Cordevole.

Il Passo Giau è molto frequentato sia in estate sia in inverno perché è il punto di partenza di molte escursioni, alcune tra le più famose che si possano fare sulle Dolomiti.

Una delle strade panoramiche più belle delle Dolomiti

Il Passo Giau è una strada di montagna davvero meravigliosa: semplicemente percorrerla in auto (o in moto) consente di ammirare panorami memorabili. Ecco perché possiamo considerare il Giau una delle strade panoramiche più belle delle Dolomiti.

La cima del Giau è posta a 2236 metri di altitudine, dove si trova l’omonimo Rifugio – Berghotel Passo Giau e, di fronte, la famosa chiesetta.

Il passo si snoda ai piedi del gruppo del Nuvolau: con Averau, Nuvolau e Ra Gusela proprio di fronte. Bellissima la vista sui Lastoi de Formin, la Croda da Lago, il Cernera, la Tofana di Rozes e, proseguendo, la conca di Cortina d’Ampezzo con Sorapiss, Pomagagnon, Cristallo, Croda Rossa. Lo sguardo, spostandosi verso ovest, raggiunge la Marmolada, il Sella, il Setsass, le Cime d’Auta e le Pale di San Martino.

Passo Giau: come arrivare?

Arrivare al Passo Giau è molto semplice: si può partire da Cortina d’Ampezzo oppure da Colle Santa Lucia o da Selva di Cadore (l’attacco del Giau si trova lungo la strada che collega questi due comuni).

La strada del Giau è lunga e tortuosa: sul versante agordino (quello di Colle Santa Lucia) ci sono 29 tornanti e 3 brevi gallerie paravalanghe, mentre sul versante ampezzano i tornanti sono meno e la strada è più breve.

Per raggiungere la cima del passo Giau, quindi, è sufficiente utilizzare i propri mezzi di trasporto (auto o moto) oppure i mezzi pubblici (pullman e autobus). La strada è molto amata anche dai ciclisti, che risalgono i tornanti in sella alla bicicletta: e infatti spesso il Passo Giau è teatro del “tappone dolomitico” del Giro d’Italia.

Passo Giau: la chiesetta, il rifugio e la Ra Gusela © Dolomiti Review

Passo Giau: escursioni da non perdere

Il Passo Giau è il punto di partenza di molte bellissime escursioni. Dalla cima del passo (o negli immediati dintorni) partono infatti alcuni dei sentieri più conosciuti delle Dolomiti bellunesi. Inoltre, proprio qui passano gli escursionisti dell’Alta Via numero 1.

Ecco qualche esempio di escursioni che si possono fare partendo dal passo Giau:

  • Dal Giau al Rifugio Averau e Nuvolau
  • Giro ad anello Averau, Nuvolau, Cinque Torri, Giau
  • Dal Giau a Croda da Lago (Rifugio Palmieri)
  • Giro della Croda da Lago
  • Dal Giau a Forcella Giau, Mondeval e Lago delle Baste
  • Dal Giau ai Lastoi de Formin
  • Dal Giau (località Fedare) al Monte Pore
  • Vie ferrate Ra Gusela e Nuvolau

Qualche curiosità sul Giau

I nomi in ladino

In ladino fodom – l’idioma che si parla nella valle ladina di Fodom, dove si trova Colle di Santa Lucia – il Passo Giau su chiama Jof de Giau. In ladino ampezzano diventa invece Suogo de Jou.

Il Passo Giau, confine tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico

Ancora oggi, in cima al passo Giau si può vedere il cippo che segnava il confine tra la Serenissima Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico. Un vero e proprio confine di stato, dunque, fino al 1918, quando Cortina d’Ampezzo entrò a far parte del Regno d’Italia.

La linea di confine era rappresentata dalla Muraglia del Giau.

Oggi, il cippo confinario stabilisce il confine comunale tra Colle Santa Lucia e San Vito di Cadore, che si incontrano proprio sul Giau.

La muraglia del Giau

I bellunesi spesso si riferiscono al Passo Giau parlando della “Muraglia del Giau”. Di che cosa si tratta? Di un vero e proprio muro a secco, costruito velocemente con pietre sovrapposte a metà del ‘700 per segnare il confine tra Ampezzo e San Vito di Cadore, che da ben 5 secoli si contendevano i pascoli della zona del Giau.

In soli sei mesi le due popolazioni confinanti edificarono la muraglia del Giau, i cui resti si possono vedere ancora oggi.

Testi e foto © Dolomiti Review