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“L’apertura della stagione sciistica il 7 gennaio? É un auspicio, ma non una certezza”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin oggi, 15 dicembre 2020, durante una conferenza stampa nella quale si è parlato del tema dei ristori agli impiantisti.

La Provincia di Belluno, infatti, ha destinato 500 mila euro alle società che gestiscono gli impianti di risalita nelle stazioni sciistiche bellunesi, dalle Dolomiti alle Prealpi.

Le parole di Padrin esprimono i dubbi che iniziano a serpeggiare tra gli addetti ai lavori, visto il perdurare della situazione di emergenza legata alla pandemia da Coronavirus che, come annunciato dal Governo, richiede nuove restrizioni.

Se il rapporto tra positivi e tamponi risulta essere in calo, il numero delle vittime, anche oggi, registra purtroppo dati drammatici: 846 i decessi registrati nelle ultime 24 ore.

La probabilità che il quadro epidemiologico peggiori e che venga ulteriormente posticipato l’avvio della stagione invernale appaiono dunque elevate.

Cosa prevede il DPCM in vigore?

L’ultimo DPCM – datato 3 dicembre – prevede quanto segue: “A partire dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Ad oggi, però, gli impiantisti non hanno ancora ricevuto le linee guida validate dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e quindi non sanno quali potrebbero essere le varie misure da adottare per poter accogliere gli sciatori.

“Avremmo bisogno di un protocollo certo entro Natale, perché per prepararci all’apertura dobbiamo muoverci con il giusto anticipo, assumere personale e fare investimenti”, spiega Renzo Minella, presidente di Anef Veneto, l’associazione degli esercenti funiviari. Ma il protocollo ancora non arriva, al contrario dell’annuncio di nuove restrizioni. Così, l’apertura degli impianti per il 7 gennaio sembra sempre più un auspicio, non una certezza.