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La giunta provinciale di Bolzano ha approvato il disegno di legge #Altoadigesiriparte, che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio.

Ecco le nuove date per le riaperture: dall’8 maggio riapriranno tutti i negozi. Dall’11 maggio saranno aperti i ristoranti, i bar, i parrucchieri e gli estetisti. Insomma, tutti i servizi alla persona. Ma anche le attività culturali, a cominciare dai musei e dalle biblioteche.

E il 25 maggio ripartiranno anche gli alberghi e le altre strutture turistiche e potranno tornare a funzionare gli impianti a fune.

L’Alto Adige, dunque, procede con convinzione verso un ritorno alla normalità e detta nuove date per le riaperture, in netto anticipo sul DPCM illustrato dal premier Giuseppe Conte. Lo fa però con raziocinio, con la consapevolezza che il problema del virus rimane e che con il virus si dovrà convivere.

Per questo la Provincia di Bolzano confida nella collaborazione della popolazione, alla quale viene chiesto di comportarsi in modo responsabile, evitando tutti quei comportamenti che potrebbero peggiorare un situazione che ora è in costante miglioramento.

Il disegno di legge #AltoAdigesiriparte

La Giunta provinciale ha approvato nella mattinata del 30 aprile il disegno di legge che fissa le tappe per la “Ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali”.

Una ripresa che dovrà essere “condizionata all’osservanza rigorosa e responsabile delle misure fino alla cessazione totale dello stato di emergenza dichiarato”.

La proposta dovrà passare al vaglio del Consiglio provinciale, in calendario la settimana prossima. Ci siamo focalizzati più sul come che sul quando”, spiega il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher. Il disegno di legge si sofferma a lungo sui comportamenti da tenere a livello sociale e sul posto di lavoro. “Confidiamo nella collaborazione di tutti i cittadini, perché per la progressiva ripresa delle attività è necessaria una grande disciplina. Dovremo infatti imparare a convivere con il Coronavirus”, aggiunge. 

Arno Kompatscher

Il disegno fissa precisamente le tappe della “ripartenza”. La nuova legge dispone quindi che ci si possa spostare liberamente sul territorio provinciale, senza autocertificazione, rispettando il divieto di assembramento, l’obbligo di distanziamento sociale di almeno un metro e usando dispositivi di protezione.

Le date delle riaperture

8 MAGGIO: ATTIVITÀ COMMERCIALI E PRODUTTIVE

Dalla data di entrata in vigore della legge, presumibilmente dall’8 maggio, possono riaprire le attività commerciali e le attività produttive nei settori industria e artigianato.

11 MAGGIO: SERVIZI ALLA PERSONA, RISTORAZIONE, ATTIVITÀ CULTURALI

Dall’11 maggio possono riaprire le attività inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti ed anche i servizi di ristorazione e i bar. Dalla stessa data possono riaprire anche le attività culturali, compresi musei e biblioteche.

25 MAGGIO: HOTEL E ATTIVITÀ TURISTICHE

Il 25 maggio è invece la data fissata per la riapertura degli hotel, degli impianti a fune e in generale delle strutture ricettive turistiche presenti sul territorio provinciale.

Per tutte le attività commerciali e produttive è previsto che si attengano scrupolosamente alle direttive a salvaguardia dei dipendenti e dei cittadini.



Aiuti per conciliare lavoro e famiglia

Una grande sfida è rappresentata anche dall’introduzione di misure per la conciliabilità tra lavoro e famiglia. “A questo riguardo sosterremo il più possibile le imprese e le famiglie, ma una soluzione che vada bene a tutti non sarà facile da trovare”, spiega il presidente della Provincia.

Una commissione di esperti per monitorare l’andamento della curva del contagio

Nella proposta è prevista anche l’istituzione di una commissione di esperti che effettuerà il monitoraggio costante dell’andamento della curva del contagio e, in caso di ripresa del numero dei contagi, potrà proporre al Presidente della Provincia, l’adozione di provvedimenti. 

Il disegno di legge dovrà passare al vaglio del Consiglio provinciale

Il disegno di legge approvato alla giunta, come detto, dovrà ottenere il benestare anche dal consiglio provinciale, dove sarà oggetto di discussione la prossima settimana.

“La legge entra in vigore l’8 maggio – sottolinea Kompatscher ma dipende dai lavori in aula: è il consiglio che la vara. Se viene approvata cosi come l’abbiamo impostata, già con l’entrata in vigore potrebbero iniziare tutte le attività commerciali, potranno aprire i negozi e tutte le attività produttive di tutti i settori. Però rigorosamente con l’osservanza di tutte le misure di sicurezza dettagliate allegate alla legge.

I servizi alla persona, parrucchieri e barbieri e estetisti apriranno l’11 maggio così come l’attività gastronomica dei ristoranti e dei bar. Sempre l’11 potranno riaprire anche musei e biblioteche. Le attività turistiche alberghiere ripartiranno il 25 maggio. Ricordo che siamo stati la prima provincia in Italia a chiudere completamente gli alberghi, o meglio, siamo stati gli unici*. Ora gli alberghi li riapriamo. Certo il turismo non ripartirà velocemente. La richiesta sarà molto limitata, ma intanto gli imprenditori si potranno preparare. 

* I decreti governativi non hanno mai obbligato la chiusura degli alberghi, di fatto però fermati dalla mancanza di clientela (ndr)

“Non cerchiamo uno strappo istituzionale”

Il presidente Kompatscher spiega inoltre quale sia la posizione della provincia di Bolzano nei confronti del governo centrale: “Questa legge non rappresenta nessun tipo di strappo istituzionale o ricerca di conflitto. Anzi, siamo in continuo dialogo anche con i livelli centrali del governo e con i singoli rappresentanti del governo: ho appena partecipato a una riunione con i ministri Boccia, De Micheli e Speranza.

Adesso nella fase 2 bisogna tornare alla normalità, nel senso del rispetto delle prerogative che la nostra provincia autonoma ha.

La centralizzazione era in qualche modo legittima nella fase del tutto straordinaria ed emergenziale. Però adesso dobbiamo riprenderci le nostre prerogative e crediamo anche di poter gestire meglio questa situazione tenendo conto delle peculiarità del territorio. Comunque lo facciamo per tanti aspetti facendo riferimento alla normativa nazionale: per tantissimi aspetti rimane in vigore quella“.

Il presidente della Provincia autonoma sottolinea: “Noi non vogliamo strappi, però lavoriamo diversificandoci nei settori dove noi crediamo di essere più in avanti e dove possiamo anche già adesso dare il via a determinate attività. Ecco questo è il nostro approccio. Adesso però anche a livello statale c’è comunque un ripensamento.

Sappiamo che è già stato annunciato che dal 18 maggio in poi le regioni potranno gestire un po’ di più in autonomia. Io credo che questa apertura non ci sarebbe stata se non ci fosse stata la nostra iniziativa. Siamo stati un po’ gli apripista. Quindi noi confermiamo la nostra linea e sappiamo già oggi che magari fra qualche settimana saremo di nuovo tutti allineati perché tutte le regioni avranno nella loro gestione una certa autonoma”. 

Sarà una ripartenza graduale

La fase 2 che si apre adesso rappresenta una transizione graduale verso la ripartenza.

“La fase uno – dice il vicepresidente Giuliano Vettorato  – ci ha insegnato l’importanza di rispettare il distanziamento tra le persone.

L’importanza di proteggersi coprendo naso e bocca con le mascherine, di proteggersi con i guanti e di lavarsi spesso e in modo corretto le mani. La giunta, nella fase 1, ha attivato delle procedure di sostegno e aiuto alle famiglie e alle aziende. Ma ora queste non misure purtroppo non bastano più. Adesso bisogna ripartire. Sappiamo che questa emergenza non è finita, assolutamente. E purtroppo con il virus dovremo convivere per un bel po’. Però convivere vuol dire anche vivere. Ecco perché la giunta ha varato un disegno di legge provinciale che si intitola “Misure di contenimento della diffusione del virus Sars Cov2 nella fase di ripresa dell’attività”.

Ogni punto è basato sulla sicurezza, con rimandi ad un allegato con della norme di sicurezza. Cito il primo articolo che fa capire perché stiamo facendo questo disegno di legge: “Al fine di contemperare la tutela della libertà e dei diritti fondamentali delle persone con la necessità di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars COV 2 sul territorio della provincia di Bolzano, con la presente legge si disciplina la ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini e delle attività economiche e delle relazioni sociali compatibilmente con le misure di contrasto alla diffusione del virus”.

Vettorato prosegue: “Penso che questo punto siamo molto chiaro e fa capire l’approccio che la giunta ha su questo tipo di legge. Quindi non è sicuramente un “libera tutti”. Non si riparte purtroppo con le libertà alle quali eravamo abituati. Si parte in maniera graduale, ma con l’obiettivo di tornare alla vita normale. Lo si fa però ponendo delle misure molto precise che vanno rispettate. È una prova di fiducia che la giunta pone nei confronti della cittadinanza, Ci deve essere collaborazione tra l’amministrazione e la cittadinanza perché se tutti rispettiamo queste misure, probabilmente ne usciremo molto prima del previsto”. Infine Vettorato rilancia il suo appello ai sudtirolesi: “E’ una prova di fiducia, cercate di non tradirla”.

Kompatscher risponde ai quesiti

SECONDE CASE

Proprietari di seconde case: la libertà di movimento all’interno della Provincia di Bolzano prevista con la nuova legge comprende, per i cittadini dell’Alto Adige, anche la possibilità di accedere alla seconda casa. Vanno sempre rispettate tutte le misure di sicurezza, a cominciare dal coprire naso e boca davanti ad alte persone e al mantenimento della distanza sociale. 

MONITORAGGIO DEI CONTAGI

Se dopo le aperture c’è inversione di tendenza? L’Art.2 del disegno di legge prevede l’istituzione di una commissione apposita di tecnici ed esperti che monitorano la situazione in modo costante e tempestivo. Se suona l’allarme, se qualcosa non va nella direzione giusta, indicheranno le misure che potrebbero anche portare a reintrodurre le limitazioni e mettere in atto nuove misure a livello locale, per un quartiere di una città o per una frazione di un paese.

SCUOLE

Un altro tema per noi fondamentale, un’altra sfida impegnativa, è quella della conciliabilità in questa fase complicata del lavoro e della famiglia. Ora che le scuole e le strutture della prima infanzia rimangono chiuse, tante famiglie avranno grandi problemi a potersi organizzare quando riprenderanno l’attività lavorativa.

Cercheremo di mettere a disposizione il possibile come mano pubblica ma non sarà facile. Sarà necessario uno sforzo da parte di tutti, delle famiglie, delle associazioni, dei comuni, della provincia dei comprensori. Cercheremo di fare il nostro meglio sapendo sin da oggi che non riusciremo a soddisfare tutti i bisogni. 

Coronavirus in Alto Adige: i numeri

Dati aggiornati al 30 aprile 2020

  • tamponi effettuati ieri (29 aprile ): 1.079
  • nuovi tamponi positivi, casi Coronavirus Alto Adige  11
  • numero complessivo dei tamponi effettuati:  41.297
  • numero delle persone sottoposte al test: 19.178
  • numero delle persone positive al Coronavirus:  2.518
  • pazienti Covid-19 ricoverati nei normali reparti ospedalieri, nelle cliniche private ed a Colle Isarco: 199
  • numero di casi Coronavirus Alto Adige ricoverati in reparti di terapia intensiva: 9
  • numero di pazienti Covid-19 ricoverati in reparti di terapia intensiva in Austria: 4
  • casi sospetti: 40
  • decessi negli ospedali dell’Azienda sanitaria:  167
  • decessi nelle case di riposo:  108
  • decessi complessivi (incluse le case di riposo):  275
  • persone in isolamento domiciliare:  1.799
  • persone che hanno concluso la quarantena e l’isolamento domiciliare: 8.017
  • persone alle quali sinora sono state imposte misure di quarantena obbligatoria o isolamento:  9.816
  • persone guarite: 1.441  (+53 rispetto al giorno prima). A queste si aggiungono 513 persone che avevano un test dall’esito incerto o poco chiaro e che in seguito sono risultate per due volte negative al test. Totale: 1.954 (+70)
  • collaboratori dell’Azienda sanitaria positivi al test: 232  (175 guariti)
  • medici di medicina generale e pediatri di libera scelta positivi: 14  (13 guariti)

Fonte: Provincia di Bolzano