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Grande carosello delle Dolomiti: il CAI Veneto è contrario ai nuovi impianti

Si è discusso molto in questi giorni del progetto del “grande carosello olimpico” delle Dolomiti. Con questo nome non si intende semplicemente il Dolomiti Superski, il carosello sciistico più grande del mondo. Si tratta invece del piano ambizioso che, in vista delle Olimpiadi invernali 2026, punta a collegare tra di loro gran parte delle località sciistiche della zona. Unendo così, in un circuito ideale, i massicci più famosi delle Dolomiti: dalla Marmolada alle Pale di San Martino, dal Pelmo alle Tre Cime di Lavaredo.

Secondo il maxi progetto, con gli impianti di risalita e gli sci ai piedi, ci si potrà spostare da una vallata alpina all’altra evitando anche quei tragitti su strada che ad oggi sono necessari. In realtà, se ne parla da molti anni, ma negli ultimi giorni il dibattito si è acceso.

Oggi il CAI Veneto ha diramato un comunicato a firma del presidente regionale Renato Frigo in cui si dice contrario a tale progetto e spiega la propria posizione in merito. Lo riportiamo di seguito.

Il comunicato del CAI Veneto sul Grande Carosello delle Dolomiti

“La costruzione di un nuovo impianto ha l’indubbio vantaggio economico di generare un indotto turistico industriale nell’area, permette la creazione di posti di lavoro. Ma sono stati valutati i costi ambientali di costruzione? Vale la pena di fare un investimento così oneroso sia in termini economici che di natura?

Come CAI Veneto riconosciamo che lo sci ha rappresentato e rappresenta un ruolo strategico nell’economia della montagna. Questo ha permesso ad alcune comunità di mantenere il proprio radicamento geografico e la salvaguardia di un irrinunciabile patrimonio ambientale e naturalistico.

Ma non può esservi uno sviluppo di impianti a fune che sia NO LIMIT. Bisogna porre un limite allo sfruttamento delle risorse naturali sulle quali si fonda il turismo. Se la natura (ma anche la cultura e le tradizioni) vengono “distrutte” nel lungo periodo si arriva alla distruzione economica di un territorio.

Secondo gli studi, le tre principali ripercussioni del cambiamento climatico sul turismo saranno una riduzione della stagione invernale con una conseguente diminuzione delle entrate per le destinazioni che vivono di turismo invernale. Un aumento dei costi di gestione degli impianti per riduzione stagione invernale e un aumento della neve artificiale e un notevole aumento dei costi per i turisti che vogliono praticare gli sport invernali.

Pertanto, per tutto quanto sopra esposto il CAI Veneto esprime le propria contrarietà in merito agli impianti e alle piste previste dal maxiprogetto, ritenendoli troppo onerosi e troppo impattanti nel contesto ambientale dove si andrebbe a collocare.”

Fonte: CAI VENETO

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