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Cortina d’Ampezzo celebra la storia dell’alpinismo moderno e ricorda un’ importante ricorrenza. Si tratta del 150° anniversario dalla nomina della prima guida alpina, Checo da Melères.

Era questo il nome con cui era noto Francesco Lacedelli da Melères, ampezzano di origini contadine, diventato poi una delle più importanti guide delle Dolomiti, apprezzato da Paul Grohmann nei suoi scritti.

La nascita dell’alpinismo a Cortina

La regina delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, è giustamente riconosciuta come la culla dell’alpinismo dolomitico. Per citare le parole di Don Pietro Alverà, prete cortinese e cronista esperto: “Il salire alti monti per cagione di studio ed anche di diletto è usanza antica.” Iniziava così il suo appassionato racconto di uomini ed imprese che segnarono l’identità di Cortina.

Qui, come in altre zone alpine, la nascita dell’alpinismo è legata in parte ad un’estensione della quotidianità. Spesso erano i cacciatori i primi a scalare le crode più impervie, per catturare le loro prede. 

Col tempo, complice l’arrivo di studiosi e alpinisti stranieri, la necessità si trasformò in appassionata ambizione, fino a diventare una pietra miliare della storia della Conca.

Checo da Melères e Paul Grohmann

La prima generazione di scalatori si aprì con l’alpinista austriaco Paul Grohmann, tra i pionieri delle Dolomiti. Arrivato a Cortina nel 1863 da Vienna, scalò la maggior parte delle cime del territorio ampezzano e limitrofo.

Ma sapete chi c’era ad accompagnarlo nelle spedizioni in vetta? Il più delle volte Francesco Lacedelli da Melères, detto Checo da Melères, una delle figure più amate nonché la prima guida alpina di Cortina.

Proprio Grohmann, nel suo Wanderugen in den Dolomiten, descrive così Checo da Melères:

“Era la miglior guida disponibile, ebbe qualità veramente eccezionali: forza, resistenza, agilità, un coraggio a tutta prova che non temeva ostacoli; molto parco di abitudini, era dotato di un senso di orientamento stupendo e di molta ambizione.” 

Le cime conquistate

Checo da Melères al tempo dell’incontro con Grohmann compiva già 63 anni. Scalò le principali vette di Cortina come la Tofana di Mezzo il 20 agosto del 1863, data che dà inizio all’era dell’alpinismo ampezzano. L’alpinista fu il primo a raggiungere la cima della Tofana di Rozes, del Sorapìs, dell’Antelao e del Pelmo.

La nomina ufficiale di Guida

Checo da Melères è tuttora considerato, soprattutto dagli autoctoni, la prima guida alpina di Cortina d’Ampezzo. Per la nomina ufficiale di Guida bisognerà però aspettare il 26 luglio del 1871: in quella data venne rilasciato il primo “Libretto di legittimazione per il servizio di guida di montagna nel Tirolo e nel Vorarlberg”, ovvero il vero documento che autorizzava le guide a praticare il mestiere.

Il primo Libretto fu assegnato a Fulgenzio Dimai Dèo, appartenente a una delle famiglie che verranno ricordate negli anni per i diversi rappresentanti che contribuirono allo sviluppo dell’alpinismo sportivo alpino. 

Il “libretto” delle prime guide

Nella prima pagina il Libretto riportava la patente di legittimazione per il servizio di guida di montagna nei territori assegnati, nella pagina seguente i dati personali, e in ultimo le pagine bianche, numerate per le osservazioni dei clienti. 

150 anni di storia per le guide alpine di Cortina

Sono dunque trascorsi 150 anni dall’ufficiale nascita della figura della guida ampezzana, e la storia alpinistica di Cortina è costellata di innumerevoli affascinati imprese.

Tra gli importanti anniversari da celebrare nel 2021, c’è l’apertura di vie classiche rimaste iconiche nell’immaginario mondiale dell’arrampicata. 

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“Re Alberto I e Antonio Dimai” – Credits @guidealpinecortina

Furono le guide Antonio Dimai ed Agostino Verzi, in compagnia dell’inglese J.L.Heath, ad aprire  il 7 luglio del 1901 la classica via sulla parete sud della Punta Fiàmes.

Gli stessi Verzi e Dimai accompagnarono solo pochi giorni dopo, il 18 di luglio dello stesso anno, le Baronesse austriache Eötvös a raggiungere l’inviolata vetta della cima Auronzo, m. 2921.

Nel mese di agosto percorsero la parete sud della Tofana di Rozes, m. 3225, aprendo la via ad oggi nota come Eötvös – Dimai.

L’alpinismo a Cortina, oggi

Quest’anno, Cortina conferma e celebra la sua identità come meta perfetta per vivere la montagna in tutto il suo fascino storico e contemporaneo.

Oggi, si contano oltre 1000 vie classiche e moderne, 850 itinerari di arrampicata sportiva, 15560 m di sentieri attrezzati e oltre 30 vie ferrate.