La Provincia di Trento comunica che, se non subentreranno novità, lunedì 2 marzo 2020 è prevista la riapertura di scuole, asili e università.
Giovedì 27 febbraio, i rappresentanti della Provincia di Trento e di APSS (Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari) hanno incontrato le Comunità di Valle, con cui hanno fatto il punto della situazione.
Coronavirus in Trentino, il punto della situazione
Alle 14.30 del 27 febbraio 2020 non risultavano persone, trentine o non trentine, contagiate dal virus Covid-19 (nuovo Coronavirus) in provincia di Trento.
Se la situazione non dovesse cambiare, l’orientamento della Giunta provinciale è quindi di confermare quanto già contenuto nell’ordinanza di lunedì 24 febbraio. Ovvero, procedere con la riapertura di scuole, asili e università, a partire da lunedì 2 marzo prossimo.
Questo quanto emerso nel corso dell’incontro fra il presidente della Provincia autonoma di Trento, con l’assessore alle politiche sociali e alla salute e i dirigenti generali Raffaele De Col e Giancarlo Ruscitti, i vertici dell’Azienda sanitaria, con il direttore generale Paolo Bordon e il direttore del Dipartimento di Prevenzione Antonio Ferro, e i rappresentanti delle Comunità di Valle.
La prevenzione
Sul fronte della prevenzione il livello di guardia rimane alto, soprattutto per tutelare le fasce di popolazione più esposte alle conseguenze di un contagio da Coronavirus, in particolare i più anziani.
La collaborazione fra tutte le autorità ed i soggetti preposti alla gestione dell’emergenza rimane quindi di fondamentale importanza.
I comportamenti da adottare
Uno degli obiettivi principali, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, è quello di “spingere” al massimo i comportamenti virtuosi, che garantiscono al tempo stesso la protezione personale e quella altrui.
Fra questi le basilari norme di igiene: il lavaggio delle mani, la protezione da starnuti e colpi di tosse, l’uso di fazzoletti di carta.
Si raccomanda inoltre di continuare ad evitare i luoghi sovraffollati e di rimandare le attività che prevedano un forte avvicinamento o contatto con altre persone.
Le rassicurazioni ai cittadini
L’assessore alla salute e politiche sociali ha illustrato le misure adottate sul versante della prevenzione e ha rivolto un appello ai presenti affinché affianchino la Provincia negli sforzi che sta producendo sul versante dell’informazione, veicolando anche un messaggi di rassicurazione ai cittadini. “I Centri di assistenza diurni per anziani e disabili devono continuare a garantire il loro servizio – ha spiegato – pur osservando anch’essi le precauzioni previste dall’ordinanza”.
“Finora – ha detto il presidente della Provincia autonoma – le decisioni che abbiamo adottato hanno garantito la gestione regolare della situazione. Sono state decisioni equilibrate, prudenziali e preventive, per un territorio che confina con Lombardia e Veneto, le due regioni in Italia dove si sono manifestati focolai del contagio. Se la situazione non si modifica lunedì procederemo con la riapertura”.
Il direttore generale della Apss Bordon ha sottolineato a sua volta che “anche i cittadini stanno collaborando. Al Pronto soccorso registriamo un calo dell’affluenza del 30%. Oggi non sono vuoti ma funzionano come dovrebbero, senza inutili sovraccarichi. Anche la raccomandazione di accedere a medici di base e pediatri previa prenotazione telefonica viene generalmente rispettata”.
“Questa circostanza – ha detto il dottor Ferro – va vista anche come una occasione importante per promuovere l’adozione di comportamenti corretti, che mantengono il loro valore anche al di là della contingenza”.
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Trento